Domenica, 29 Marzo 2020 13:14

Gasperutti e la storia della Triestina, nel 2003 la serie A sfugge per un soffio

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Triestina - Sampdoria 2-2 Triestina - Sampdoria 2-2

Dopo il grande girone d'andata nella stagione del ritorno in serie B, nel ritorno le cose cambiano.

2002-2003 serie B (69^ puntata) SECONDA PARTE

 

Il ritorno inizia in maniera imprevista, l'Unione riparte in casa contro il Bari penultimo e sembra una formalità anche perchè trova il gol con De Poli; ma i pugliesi non mollano e negli ultimi minuti, sfruttando le disattenzioni di Maietta e Pagotto, ribaltano la partita con Spinesi (2-1). E' ancora sconfitta nello scontro al vertice a Siena, pur dopo una partita grintosa (1-0) e anche nel derby a Venezia dove è sfortunatissima, poichè dopo una gara in sordina e un rigore fallito dai lagunari, subisce gol al 92' su un tiro dalla riga di fondo, che sorprende il colpevole Pagotto (1-0): è la terza sconfitta consecutiva.

La rincorsa alle prime posizioni riparte in casa contro il forte Livorno che è battuto con un missile di Parisi all'incrocio dalla distanza dopo soli 9', ma la squadra non sembra più brillante (1-0).

A Palermo incappa in De Santis, l'arbitro che gli nega due rigori piuttosto evidenti poi una punizione micidiale dalla distanza toglie la ragnatela dall'incrocio (1-0).

L'occasionissima per ritornare a correre si presenta nel derby con il Vicenza, ma è una partita stregata: il solito Fava sblocca la partita e il Vicenza non è mai pericoloso e perdipiù resta in 9 per due espulsioni, poi a Zanini viene annullata una rete molto molto dubbia; il fattaccio all'88' un rinvio, più d'alleggerimento che altro, pesca Margiotta poco fuori dall'area marcato da due alabardati titubanti, Pagotto si trova nella terra di nessuno e il vicentino con un pallonetto pareggia (1-1).

Davanti nessuno corre e dopo 25 giornate abbiamo la Samp in testa con 45 punti, poi Siena e Ancona a 44 e Triestina e Vicenza a 40; il Lecce al momento è attardato a 37.

A Cosenza subisce un gol su corner, poi fa tanta fatica e crea poco (1-0). Al Rocco va ora di scena un altro scontro promozione contro il Lecce; i salentini sono compatti, tetragoni e concedono poco abbondando nel fallo sistematico, così la partita viene decisa da un episodio beffardo: un tiro dalla lunga distanza di Giacomazzi coglie il palo e poi la schiena di Pagotto in tuffo ed entra in rete (1-0).

La riscossa però questa volta è immediata e sul difficile campo di Catania rialza la testa e con un bellissimo secondo tempo in cui è padrona del gioco, vince 2-1 con la prima rete in trasferta di Fava.

Altro scontro al vertice al Rocco contro la Sampdoria, la serata è gelida ma la Triestina riscalda i tifosi giocando un primo tempo come non si vedeva oramai da mesi: prima Fava e poi Parisi, freddano i blucerchiati che sembrano in balia degli alabardati. Purtroppo nella ripresa si ha il ritorno della capolista che è una gran squadra e la Triestina già priva di Masolini, Del Nevo e con Gentile che esce, cede la metà campo e la Samp pareggia (2-2). Subito un'altra prova verità decisiva ad Ancona, dove arbitra nientemeno che il re dei fischietti Collina; pronti via e nega un rigore solare su Zanini, ma l'Ancona gioca meglio e passa dopo 30', alla fine del tempo Collina stavolta fischia un rigore per l'Ancona che purtroppo c'è e nella ripresa i dorici legittimano la vittoria (3-0).

Ora la A è veramente lontana, dopo 25 giornate: Sampdoria (54 punti), Siena (53), Ancona (52), Lecce (48), Vicenza (47), Ternana (46), Triestina (44), ricordiamo che vanno in A le prime 4.

In casa con il Verona arriva una bella vittoria, pur con la squadra rabberciata per le molte assenze (3-1), ma a Cagliari nuova delusione e dopo un primo tempo senza emozioni cade sui contropiede sardi degli scatenati Langella Cammarata e Suazo (2-0).

Con la forte Ternana al Rocco, pur priva di tanti titolari, dimostra la sua voglia di lottare fino in fondo e vince dopo uno scontro al cardiopalmo, senza respiro fino all'ultimo secondo (4-3). In testa non corrono e la A è ancora lì ad un palmo da acciuffare e passa attraverso partite insidiose come quella di Napoli: intanto come premessa in settimana il vate Moggi profetizza che il Napoli, che ricordiamo è quart'ultimo e lotta per non retrocedere, non può andare in C e si aspetta una vittoria contro gli alabardati. In campo gli azzurri giocano con caparbietà, ma non sono mai pericolosi, mentre l'Alabarda gioca bene ma non trova il guizzo vincente; dopo 20' l'arbitro Nucini si inventa un rigore che Dionigi trasforma. La Triestina reagisce e non molla, Vidigal spinge Fava in area, episodio che purtroppo sfugge a Nucini e nella ripresa la pressione si trasforma in assedio fino a quando Zanini pareggia. Il Napoli accusa il colpo ma all'87' su un corner il buon Nucini vede un altro rigore contro gli alabardati: stavolta anche riguardando l'episodio alla moviola risulta veramente inesistente e incomprensibile la decisione. Dionigi trasforma e c'è un parapiglia tra i giocatori con l'arbitro che espelle il solo Budel; non si gioca più e anche se mancano diversi minuti, più il recupero, Nucini fischia la fine (2-1).

Contro la già retrocessa Salernitana arriva una facile vittoria con doppietta di Fava, che proietta l'Unione nuovamente ad un passo dalla A: mancano 3 gare e la Samp è già promossa (65 punti), poi il Siena (60), l'Ancona (57), il Lecce (54), ma la Triestina è lì a 53!

Si va a Messina con tante speranze contro una squadra che lotta disperatamente per salvarsi e che l'anno successivo accogliendo Fabiani andrà di volata in A. La partita è vibrante ed emozionantissima in un ambiente molto caldo; Beretta porta subito in vantaggio con una spettacolare girata al volo e l'Unione che sembra avere la partita in pugno contro una squadra in confusione, ma la riapre il signor Bolognino che concede un rigore incredibile quando Beretta interviene su un pallone al vertice dell'area mandandolo in corner, mentre Amauri che sopraggiunge lo travolge. L'arbitro a fine tempo espelle Amauri per un doppio cartellino un po' veniale e così anche il Messina recrimina perchè deve giocare un tempo in 10. La Triestina gioca bene, manca un gol incredibile con Gubellini che scarta il portiere e a porta vuota scivola, ma si riabilita segnando a 10' dalla fine; la partita sembra in cassaforte con i messinesi incapaci di reagire. Su un rilancio, invece, il pallone perviene a Zampagna che dal vertice dell'area spara in diagonale, il pallone è innocuo e terminerebbe nei pressi della bandierina, ma maldestramente interviene Parisi in corsa e la spedisce in rete: è il 91' (2-2).

Penultima al Rocco contro il Genoa di Preziosi neo-presidente, che si presenta con la squadra riserve piena di giovani che lottano su ogni pallone; la Triestina è contratta ma Zanini segna una rete stupenda, poi Fava scaglia un rigore sul palo e finisce solo 1-0.

Ultima ad Ascoli con lo spareggio a 3 punti (l'Ancona però pareggerà a Livorno), la Triestina gioca con impegno e dopo 20' è già sul 2-0 in una gara gradevole e aperta; prima del riposo l'Ascoli dimezza lo svantaggio e in apertura di ripresa Brienza con un capolavoro balistico pareggia, mentre a Livorno pareggia anche l'Ancona che era in svantaggio. Nel finale solo due pali e i sogni svaniscono con la Triestina che finisce il suo splendido campionato a 3 punti dall'Ancona promosso in A con Lecce, Siena e Sampdoria.

E' stata una cavalcata entusiasmante, un sogno che ci siamo portati dietro praticamente fino alla fine; dopo una partenza in sordina, quando la squadra non era ancora cosciente della sua forza, con le partite e i risultati, spronati da un pubblico sempre caldo e vicino con una media spettatori attorno alle 12.000 presenze, l'ambiente compatto ha cominciato a crederci. Dopo una serie di risultati e prestazioni incredibili, a fine andata si era in testa e la A non era un miraggio irraggiungibile, poi la vicenda Fabiani e il mondo è cambiato. Arriva una serie di sconfitte con la squadra che cominciava a risentire di diversi infortunati e perdendo via via la baldanza e la sicurezza e poi una serie di arbitraggi diciamo sfortunati, ma alcuni come emergerà in seguito anche molto discussi la allontanerà dalla vetta, anche se avrà fino all'ultimo minuto la caparbietà di lottare.

Cannoniere un Dino Fava in una stato di grazia con 22 reti, poi un sorprendente Zanini che in seguito non saprà più ripetere le gesta in alabardato, pur facendo sempre vedere una gran classe come anche una incostanza, con 7 reti. Poi il sempreverde e rapace Gubellini con 5 centri importanti pur spesso subentrando, Parisi una vera rivelazione a questi altissimi livelli con 4; ma andrebbero ricordati tutti perchè tutti hanno dato il massimo onorando la maglia, il blasone e lo spirito della vecchia Unione del passato.

BRUNO GASPERUTTI

Letto 179 volte Ultima modifica il Domenica, 29 Marzo 2020 13:37

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