Sabato, 18 Aprile 2020 13:26

Gasperutti e la storia della Triestina: nel 2005/06 ben 4 presidenti, 6 allenatori e 41 giocatori impiegati

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Triestina - Arezzo 1-0, la punizione di Di Venanzio che dà la vittoria Triestina - Arezzo 1-0, la punizione di Di Venanzio che dà la vittoria

E' l'anno di Tonellotto, è l'anno dei 6 allenatori (Calori, Buffoni, Vierchowod, Russo, De Falco, Agostinelli),

 

è l'anno dei 4 presidenti (Tonellotto, Koevoets, De Falco, Fantinel), è l'anno del fallimento e dell'arrivo di Fantinel. Snocciolati tanti nomi, si può tranquillamente dedurre che è un anno piuttosto travagliato, ma è solo l'inizio per i tifosi alabardati. Sul mercato la Triestina è super attiva durante tutta la stagione, difficile elencare tutti gli acquisti e le vendite, basti pensare che in stagione verranno impiegati 41 giocatori, che le cessioni saranno una trentina e che la sede dell'Unione sarà come una porto di mare dove arriveranno settimanalmente giocatori e procuratori, per firmare un contratto. Bisogna dire che Tonellotto è un personaggio bizzarro che però di calcio se ne intende, purtroppo le disponibilità finanziarie sono limitate e poi incorre anche in guai con la giustizia, per cui deve a metà campionato salutare tutti e abbandonare tra le pesanti contestazioni della tifoseria esasperata. La sua filosofia calcistica è uguale a quella di diverse società che vanno anche per la maggiore, cioè mettere sotto contratto dei parametri zero, per poi rivenderli cercando di trarne profitto, solo che lo fa in maniera vorticosa e compulsiva. Già in partenza gli allenatori Calori e Buffoni si trovano in difficoltà nel gestire un gran numero di atleti che vanno e vengono dal ritiro, mentre il patron dichiara: "Siamo la squadra da battere".

2005-2006 serie B (72^ puntata)

Comunque la partenza è abbastanza rassicurante: al Rocco contro il Bologna fa una buona partita (0-0), ma ad Avellino con una prestazione generosa senza alcuna paura trova i giusti equilibri e Godeas le dà la vittoria (1-0).

Altra trasferta a Bergamo con i nerazzurri che faticano ma trovano il gol, poi l'Unione sfiora il pari e coglie un palo a porta vuota (1-0). In casa con l'Albinoleffe dopo un botta e risposta Tulli-Testini, giocano meglio gli ospiti (1-1) e per la coppia di allenatori finisce qui e arriva Vierchowod che esordisce a Cremona dove in una partita giocata a folate, coglie un buon pari(0-0).

Torna alla vittoria con il Catanzaro, gli ospiti sono rinunciatari e sbagliano anche un gol incredibile, gioca solo la Triestina, meritato 2-0. A Rimini fa vedere di essere sulla buona strada e passa (2-1), così come con la Ternana dove gioca bene e diverte, Baù segna un eurogol (2-0).

A Brescia la squadra s'inceppa contro le blasonate rondinelle, segna Possanzini poi il Brescia nervoso deve subire la sterile supremazia alabardata (1-0). In casa contro il lanciato e imbattuto Modena di Pioli, è in difficoltà nel primo tempo, poi nella ripresa è straripante e rimonta (2-1) mentre Tonellotto tuona: "Puntiamo alla A”.

Effettivamente dopo 10 giornate, l'Unione è quarta ad 1 punto da Cesena e Modena, appaiata a Torino e Atalanta. Anche nello scontro al vertice di Cesena, è decisa a vender cara la pelle contro gli scatenati romagnoli la cui furia viene quietata nella ripresa (0-0). Il patron esalta Viechowod e porta male: in casa con il Catania l'Unione subisce una bruciante sconfitta; Spinesi quando vede rosso si scatena sempre (2-1), poi ancora in casa è umiliata da un Verona che gioca benissimo, anche se lanciato da un rigore un po' ...così (3-0) e Tonellotto minaccia il taglio degli stipendi e infine a Pescara dopo un buon primo tempo nella ripresa esce dal campo e si prende un 5-1 (poker del neo entrato Matteini).

In casa con l'Arezzo non gioca bene e solo una gran punizione di Di Venanzio le consente di allontanare la crisetta (1-0); la classifica è discreta, a 5 punti dai play-off e a 11 dall'abisso. Va poi a trovare un Vicenza in profonda crisi, che aspetta l'Unione per respirare (2-1): Tonellotto dice basta e cambia ancora, affidando la guida tecnica a Totò De Falco che esordisce benissimo contro un buon Crotone, ridà la serenità e dopo un inizio difficile si ritrova dopo il gol del vantaggio (2-0).

A Torino si presente determinata e grintosa, ma i granata sono forti e l'orgoglio non basta (2-1); in casa contro un buon Piacenza la partita è bella soprattutto per la prova degli ospiti, con rovesciamenti di fronte, ma la Triestina fatica in mezzo senza idee (2-2).

Va poi in casa del sorprendente Mantova capolista e pur sotto di due reti e in 10 per tutta la ripresa, coglie un meritato pareggio che premia il suo carattere e determinazione (2-2). De Falco intanto fa un passo indietro restando pur sempre un factotum: troppi sono i problemi societari e passa il timone a Vittorio Russo, che guidava la Primavera.

Ultima di andata contro un buon Bari e il neo allenatore presenta una squadra vivace ed equilibrata e alla fine arriva un equo pari (0-0); in classifica siamo sempre al centro del gruppone con le prime a 10 punti e le ultime a 12, in zona tranquilla quindi, ma arriva il mercato invernale e Tonellotto in difficoltà, freme e parla di cessioni dolorose: la squadra viene rivoltata come un calzino. Se ne vanno 12 giocatori tra i quali Godeas, Rigoni, Peccarisi, Baù, Parola... arrivano invece una marea di carneadi ma anche gli ottimi Allegretti, Marchini, Gorgone, Kyriazis, Lima...

Si riparte da Bologna e la Triestina coglie una prestigiosa e convincente vittoria, è l'ultima di Godeas e Peccarisi e la prima di Allegretti (1-0). Contro un modesto Avellino, invece, ottiene un insipido pareggio, il mercato comincia a pesare anche sulle teste dei giocatori (0-0).

A Terni ottiene un punto che fa comodo, primo tempo scoppiettante, poi la pioggia battente smorza gli animi (2-2); contro la capolista Atalanta gioca bene, ma la partenza di Godeas ha tolto certezze in attacco che ora sembra sterile (2-1).

A Bergamo, contro l'Albinoleffe, Russo presenta una Triestina da combattimento, il pari è un buon risultato che mantiene la squadra nella tranquillità, ma Tonellotto è contestatissimo dai tifosi anche in trasferta (1-1).

Arriva quindi la Cenerentola della categoria, una Cremonese praticamente già retrocessa che viene a Trieste a giocare tranquilla e l'Unione sprofonda in piena crisi, con i tifosi che scioperano e Tonellotto che annuncia le dimissioni (3-1).

A Catanzaro, contro l'altra derelitta, incappa nel solito Brighi vera bestia nera: gioca un buon primo tempo che termina in vantaggio con un gran gol di Borgobello, poi sale in cattedra Brighi che inventa un rigore con espulsione e la squadra pur generosa cade (2-1).

In casa contro il Rimini spreca tante occasioni tra cui un rigore con il portiere Rossi, va in vantaggio, ma nella ripresa il ritorno dei romagnoli frutta loro il meritato pareggio (1-1).

E anche Russo fa un passo indietro e ritorna alla Primavera, mentre arriva il sesto allenatore stagionale Agostinelli, che esordisce contro il quotato Brescia di Hamsik e Di Biagio, in una giornata di bora su un campo di patate; buono solo il risultato con gol su punizione di Mammarella (1-0).

Ma se in società manca la tranquillità, la squadra ne risente e Agostinelli deve lavorare sui cervelli; a Modena la Triestina è impalpabile e molle (2-0), con il Cesena che lotta per la A, parte prendendo gol in apertura, poi anche causa il ventaccio e il campo gibboso, il catenaccio cesenate, ha partita vinta (1-0).

A Catania è un'altra Triestina, tra alti e bassi continui e il Catania secondo in classifica costruisce molto ma non passa (1-1); bene anche a Verona dove gioca una gara maiuscola, anche se in settimana si parla solo di rischio fallimento e retrocessione a tavolino, per fortuna la coppia Eliakwu-Borgobello comincia a funzionare (2-0).

La vena di Eliakwu prosegue con il Pescara di Sarri che viene battuto nettamente in una serata di pioggia e vento; è un brutto Pescara troppo guardingo (2-0). Con gli ultimi risultati, anche se mancano 7 partite alla fine, la salvezza è cosa praticamente fatta, la Triestina ha alle spalle ben 10 squadre, con Cremonese e Catanzaro già retrocesse e l'Avellino a 12 punti.

Ad Arezzo i toscani si giocano le ultime carte per tentare i play-off e va all'assalto, ma la Triestina è salda anche se soffre, Borgobello segna un gol meraviglioso e solo un incredibile rigore dà ai toscani il pareggio (1-1).

Nel derby con il Vicenza gioca solo lei, ma sbaglia a ripetizione una incredibile serie di gol e il pareggio va molto stretto (1-1); è il giorno del debutto trionfale di Fantinel acclamato dalla folla che presenta Ferrari e De Falco a suo fianco. E' invece molto brutta a Crotone dove è nettamente battuta (4-2) e male anche in casa con il Torino che spietato la punisce (2-0).

A Piacenza va invece una squadra che gioca a viso aperto, motivata e con un Marchini e un Eliakwu in gran spolvero e vince più nettamente del 4-3 finale. La salvezza è in cassaforte, ma il calcio italiano è scosso dalle voci su Calciopoli che potrebbero rivoluzionare tutto il suo mondo.

In casa con il Mantova trova una squadra più motivata dalla classifica che passa (1-0); a Bari, nell'ultima partita, va di scena una Triestina intraprendente che ottiene un comodo pareggio(1-1).

Finisce così un campionato che dopo le vicende narrate ha dell'incredibile; poco da dire sulla squadra che ha fatto tutto il suo dovere, nonostante il burrascoso cammino costellato da impervie salite e ostacoli di ogni genere. In sede saranno passati una cinquantina di giocatori che ottenevano un ingaggio e dopo un paio di settimane venivano spediti come dei pacchi postali da altre parti; encomiabile l'opera di De Falco nel traghettare una Società che non c'era, mettendoci la faccia e operando in tutti i settori. Gli allenatori hanno fatto quanto nelle loro possibilità, adeguandosi alle bizzarrie di Tonellotto, alla fine Agostinelli ha dato una parvenza di tranquillità anche perchè oramai "il ciclone" si era defilato. Cannoniere il solito Godeas con 9 reti che a metà campionato è stato ceduto al Palermo in A, poi il sorprendente Eliakwu cha ha fatto un finale strepitoso (8 reti), il fine Borgobello (5 reti), Tulli sempre utile (4 reti), il terzino di spinta Di Venanzio (3 reti). Con Fantinel ora la Società sembra più solida, ma purtroppo a Trieste le sventure sono appena iniziate.

BRUNO GASPERUTTI

 

 

 

Letto 156 volte Ultima modifica il Sabato, 18 Aprile 2020 13:46

4 commenti

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