Lunedì, 20 Luglio 2020 15:04

Gasperutti e la storia della Triestina, nel 2019 battuta in finale dal Pisa: l'arbitro Sozza ci mette del suo

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Il Pisa fa festa al Rocco Il Pisa fa festa al Rocco

Milanese dopo la prima annata di assestamento, ci prova e costruisce una squadra per salire in serie B,

 

categoria ambita sin dal giorno dell'insediamento di Mario Biasin. Inizia con l'allenatore e mette sotto contratto Pavanel tecnico emergente che a Trieste ha lasciato ottimi ricordi, poi ingaggia Granoche, un attaccante vero che ritorna anche lui in alabardato. Fa rientrare a casa due triestini Maracchi e Steffè, che arrivano da campionati di B, poi puntella ogni reparto con giocatori affidabili: Valentini, Beccaro, Malomo, Formiconi, Sabatino e dopo anni si acquista anche in prospettiva futura, un giovane come Procaccio dalle ottimi doti. Vengono ceduti giocatori che non avevano dato quanto auspicato e altri ritenuti non adatti al progetto; tra i più impiegati: Porcari, Arma, Pozzebon, Aquaro, Acquadro, El Hasni. La squadra che ne esce è veramente interessante e i tifosi rispondono bene con oltre 3.000 abbonamenti sottoscritti. Si comincia da Pisa in Coppa Italia, dove gioca molto bene, ma conosce una amara sconfitta ai rigori, quasi un presagio.

2018-2019 serie C (85^ puntata)

in campionato invece l'avvio è positivo e in una calda serata, perchè il campionato è sempre uno spezzatino con partite a tutte le ore, batte la Vis Pesaro (2-0).

L'ambiente viene un po' freddato nella prima trasferta contro il neopromosso Rimini, dove patisce l'aggressività di una squadra modesta (2-1); si riprende subito con una netta vittoria contro il Ravenna (3-0); in casa dell'Albinoleffe, va a prendersi il punticino senza infamia né lode in una partita senza emozioni (0-0).

Contro la Vecomp sbatte contro il muro eretto dai veronesi e solo nel finale passa (2-0); davanti a mamma Rai per la prima di Berlusconi da presidente, va a Monza contro una squadra molto forte e soffre, ma alla fine ottiene un prezioso pareggio con rigore finale di Granoche( 1-1). Purtroppo poi gioca male e viene ridimensionata a Bolzano dove perde e delude (2-0); arriva subito dopo la grande favorita del girone, la Ternana a cui è stata scippata la B e che ha appena cominciato a giocare il suo campionato. La partita è molto bella e gli umbri sono fortissimi, ma la Triestina gioca bene e meriterebbe qualcosina di più del pareggio (1-1).

Finalmente riesce poi ad avere continuità ottenendo la prima vittoria in trasferta a Renate (3-1) e a mettere sotto in casa anche la Giana (3-1).

Dopo 10 giornate la Fermana guida con 20 punti, poi il Pordenone a 19, segue la Triestina a 17, avendo avuto un punto di penalizzazione per problemi tempistici nell'iscrizione. Va di scena quindi il gran derby regionale a Pordenone dove la squadra gioca una gran partita di sostanza, resistendo alle sfuriate neroverdi e colpendo in contropiede (2-1); subito dopo altro derby molto sentito con il Vicenza, ma stavolta è decisamente sfortunata e pur con tante assenze domina, ma viene punita nel finale dal pareggio di Arma che ci punisce con un tiro bello, ma un po' fortunato (1-1).

Nel caldo ambiente di S. Benedetto ottiene un buon pareggio (0-0), ma non le viene concesso un rigore solare; rigore che serve per battere l'ostica e organizzatissima Imolese (1-0). La squadra patisce alcune assenze in attacco e con il modesto Gubbio, vede i fantasmi di una sconfitta che solo i gol dei difensori Pizzul e Lambrughi nel finale riescono ad essere cacciati (2-2).

In classifica caduta la stella Fermana, il Pordenone ha preso il comando (29 punti), dietro la Ternana che sta disputando 2 gare a settimana e che ha ancora una gara da recuperare, con 26 punti assieme alla penalizzata Triestina; seguono Feralpi e Pesaro (25) Vicenza e Fermana (24).

E andiamo a far visita proprio alla Fermana, interrompendo la striscia positiva in una brutta partita, puniti da un episodio sfortunato (1-0); altro scontro d'alta classifica con la Feralpi in casa, ma stavolta sfodera una grande prestazione, pur giocando in 10 per una fiscale espulsione di Granoche (2-0).

Le ultime due gare dell'andata non sono positive, dapprima cade sul sintetico di Teramo contro gli spigolosi abruzzesi (2-0) e poi cede in casa al modesto Fano, deludendo gli spettatori basiti per l'impotenza offensiva; l'assenza di Granoche si fa sentire e l'Unione manca di peso (1-0).

L'andata si chiude con il Pordenone sempre saldamente al comando (37 punti), poi Ternana e Ravenna (30), Triestina e Pesaro (29),Imolese e Fermana(28). A fine anno comincia il ritorno e si va a Pesaro, trasferta molto insidiosa, ma dove con un gol di Maracchi, ottiene una vittoria che risolleva il morale e vista la sosta e il mercato invernale riporta l'ottimismo in casa alabardata. Dal mercato infatti arrivano i puntelli necessari nei ruoli dove si erano riscontrate delle lacune, così arrivano il portiere Offredi, la punta Costantino e il terzino Frascatore.

Si riprende contro il Rimini e l'Unione ottiene una franca vittoria (2-0), poi va a far visita al Ravenna che veleggia ai primi posti e getta alle ortiche su un campo pesantissimo, una vittoria già in tasca, facendosi rimontare due gol e subendo al 94' un gol fantascientifico da 40 metri in mezzo alla porta (2-2).

Anche in casa con il fanalino di coda Albinoleffe, si fa imporre un pareggio, lasciando punti pesantissimi (1-1). La gara successiva a Verona con la Vecomp diventa drammatica per lo svolgimento: nel primo tempo va pesantemente sotto di due gol, poi accorcia ma fino al 93' è sempre in svantaggio; ci pensano Maracchi e un rigore di Granoche al 95' a ribaltare un risultato che diventa un toccasana per il morale della squadra (4-3).

La controprova arriva subito nella sfida con il Monza che viene a Trieste a giocarsi gli ultimi spiccioli di speranza per la promozione diretta e viene messo sotto con una prova sontuosa, da una brillantissima Triestina in gran spolvero (3-1).

Dopo 25 giornate il Pordenone è sempre saldo in testa(50 punti)segue la Triestina (43)e l'Imolese( 41). Nuovo scontro con una squadra di alta classifica al Rocco, dove arriva il Sudtirol; la Triestina lotta combatte, meriterebbe la vittoria, ma sbatte il muso su un ferreo assetto difensivo che resiste (0-0).

Va poi a Terni in casa di una squadra in grave crisi e gioca un'altra grande partita, vincendo in scioltezza (2-0); in casa incontra quindi un Renate in serie positiva da 10 gare, ma la squadra ha preso il passo giusto (2-0).

Prima dello scontro casalingo che deciderà la promozione, ci sarebbe ancora una formalità a Gorgonzola contro la Giana, ma inciampa, anche se il pareggio dei locali è viziato da un vistoso fallo di mano (1-1).

Si arriva quindi allo scontro diretto e 7500 tifosi si danno appuntamento fiduciosi per la partita che dovrebbe dare la svolta definitiva al campionato; la gara parte subito in salita e al 2' il Pordenone è già in vantaggio. La Triestina sembra scioccata e i ramarri fanno un figurone segnando ancora allo scadere del tempo con un rigore. Nella ripresa l'Unione ha un altro piglio e chiude gli avversari nella loro area, Granoche manca un rigore, ma la squadra non cede e tra le stucchevoli manfrine tollerate, trova il tempo per segnare con Costantino, senza però trovare il pareggio (2-1).

Il campionato è così praticamente finito e si gioca solo per un piazzamento importante ai fini dei play-off: 10 punti da recuperare sono decisamente troppi. L'Unione va a vincere il derby a Vicenza (2-0), l'atteggiamento è ancora quello giusto e se ne accorge la Sambenedettese che viene asfaltata a Trieste (4-0); in casa della rivelazione Imolese ha una battuta a vuoto e cade al 92' (1-2); a Gubbio paga una paperaccia incredibile di Boccanera, poi rimonta come all'andata (2-2).

In casa con la Fermana consolida la sua posizione e vince a mani basse (3-0). Mancano tre gare e il Pordenone è sempre in vetta con 7 punti di vantaggio, l'Unione deve solo guardarsi dalla Feralpi che la segue a 5 lunghezze e va proprio in casa dei gardesani dove, in un play-off anticipato vince alla grande (2-0).

Contro un Teramo volitivo non ancora salvo, vince 3-2 e va poi in casa del fanalino Fano, dove come per tradizione si distrae e lascia 3 punti ininfluenti (1-0).

Dopo ben 3 settimane di sosta, i play-off diventano una incognita, anche per una squadra che nel finale di stagione era sembrata in gran spolvero. Il primo avversario è la Feralpi e la partita sul Garda è vibrante, ma l'Unione ottiene un ottimo pareggio (1-1), per poi vincere meritando al Rocco bardato di festa davanti a 9.000 tifosi, con gol della sua coppia gol (2-0).

Siamo in finale e ci tocca il Pisa già affrontato in Coppa Italia ad agosto; la prima sfida va di scena all'Arena Garibaldi, pochi sono i tifosi che possono seguire la squadra, ma sotto la tribuna del Rocco si danno appuntamento 3000 entusiasti supporters che intravvedono la possibilità di coronare il grande sogno. La partita si mette bene, Costantino porta in vantaggio gli alabardati, ma l'ex-Moscardelli messo in moto da un incauto rinvio di Frascatore pareggia. Formiconi riporta in vantaggio l'Unione a fine tempo, ma la ripresa è un assedio con la squadra ripiegata su sé stessa, resiste bene, ma alla fine su un'azione d'angolo segna Marconi, con Offredi impacciato che non riesce a mettere le manone su un pallone non irresistibile (2-2), ma il risultato è buono.

Al Rocco la sfida decisiva davanti a 20.000 spettatori, con l'attenzione di media e mamma Rai; fa caldo in tutti i sensi, la partita è vibrante e l'arbitro Sozza, purtroppo, non riesce ad interpretarla con la dovuta perizia e Malomo ne fa le spese, dopo che Masucci già un paio di volte aveva tentato di abbatterlo. E' proprio Masucci a portare in vantaggio i pisani, ma ad inizio ripresa Granoche su rigore impatta. Il Pisa è un'ottima squadra e fa soffrire l'Alabarda, ma sul finire l'arbitro sorvola su due macroscopici falli da rigore che potrebbero aprire le porte della B; sfortuna e imperizia vuole che su una disattenzione difensiva, Lambrughi, venga poi espulso. I supplementari in 10 sono una sofferenza anche perchè Marconi segna subito su corner; la terza rete in fuorigioco, non sposta nulla e il Pisa può far festa sul prato del Rocco, davanti ad un pubblico attonito, ma sportivamente corretto.

Finisce male un'annata positiva, peccato per il black-out del mese di dicembre, quando le assenze pesanti in attacco, avevano tolto qualcosa, che le pezze messe con il mercato invernale avevano corretto, ma che non sono state purtroppo sufficienti a supplire. Pesanti anche alcuni punti persi per delle papere dei portieri, che non sono stati irreprensibili, anche se Offredi ha in fondo disputato un finale di campionato positivo. Cannoniere principe il rientrante “Diablo” Granoche con ben 20 gol, seguono Petrella (8 reti), Maracchi (7), Costantino e Mensah (6), Steffè e Procaccio(4).

 

BRUNO GASPERUTTI

 

 

Letto 120 volte Ultima modifica il Lunedì, 20 Luglio 2020 15:36

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