Venerdì, 18 Ottobre 2019 11:26

Gasperutti e la storia della Triestina, nell'82/83 la grande promozione in B con un magico De Falco

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La splendida rovesciata di De Falco in Triestina-Pro Patria (1-1) La splendida rovesciata di De Falco in Triestina-Pro Patria (1-1)

E' l'anno del tanto atteso ritorno in serie B, dopo quasi un ventennio ed è l'anno in cui la Triestina vince il suo ultimo campionato.

 

La stagione inizia con tante novità: nasce la nuova alabarda stilizzata e le maglie sono veramente inedite e modernizzano l'immagine della società. Poi la seconda novità: dopo aver condotto in porto la nuova campagna acquisti, il presidente Del Sabato, deluso dall'ambiente cittadino che lo ha lasciato solo, si ritira lasciando la squadra in mano al sindaco Cecovini. Manca la liquidità e i tifosi si adoperano con delle collette per sostenere la squadra, poi sarà un gruppo di imprenditori triestini che si farà avanti con a capo De Riù, però intanto Paticchio, in qualità di amministratore, conclude il campionato senza che la Triestina abbia un presidente. Ma la novità più grossa è rappresentata dalla squadra che Piedimonte mette in piedi: è veramente uno squadrone che ottimamente condotto dal confermato Buffoni, gioca un calcio che manda in visibilio i tifosi, che “finalmente” accorrono e riempiono lo stadio Grezar, che per la prima volta si dimostra inadeguato a contenere lo straripante entusiasmo e si comincia a parlare di uno stadio nuovo. La squadra viene quasi rivoluzionata e se ne vanno giocatori importanti come: Mitri, Schiraldi, Lenarduzzi, Doto, Marozzi, Dominissini, il bravo Bartolini oltre a tanti giovani che non avevano sfondato in alabardato. Arrivano però dei giocatori che si riveleranno dei pezzi da 90 pur arrivando quasi da sconosciuti, ma Piedimonte è abilissimo e il calcio lo conosce a menadito. Dal Giulianova arrivano Ruffini con Mariani che ritorna a Trieste, Trevisan uno stopper arcigno dalla Paganese, Pasciullo dal Palermo, Pedrazzini dalla Sambenedettese, Tolfo dal Venezia, il portiere Genovese dal Brindisi, poi viene recuperato Prevedini che aveva perso tutta l'annata precedente e a novembre viene ingaggiato anche Donatelli dal Francavilla.

1982/1983 Serie C1 (48^ puntata)

Si parte con la Coppa Italia e contro la Sampdoria si vede già che la Triestina è una molto solida, ma è il campionato a rivelare il vero spessore e la forza di questa squadra, che fin dalle prime battute fa sognare Trieste.

A Busto mette in riga i tigrotti con gol di Trevisan e con la prima, di una lunga serie di reti di Totò De Falco (2-1). Al Grezar asfalta il Treviso (5-1) e De Falco ne fa tre; sicura e matura passa anche sull'ostico campo del Fano e ancora De Falco timbra la vittoria (2-1).

Contro il Piacenza vince alla maniera forte con De Falco e doppietta di Ascagni e solo nel finale i piacentini accorciano (3-1). Prova di maturità a Vicenza contro una squadra molto forte; apre De Falco e la squadra gioca molto bene, ma i lanieri riescono a pareggiare con Perrone, poi premono ma la difesa alabardata è ferrea(1-1). A Trieste con il Trento, Paticchio chiede ai tifosi di aiutare economicamente la Società che senza presidente è in difficoltà e la raccolta frutta ben 53 milioni che all'epoca era veramente una bella cifra; sul campo la squadra gira a meraviglia e anche i trentini cadono 3-0 con doppietta del solito Totò.

Primo intoppo a Rimini dove trova l'emergente Arrigo Sacchi, che imbriglia gli alabardati in una gara molto dura e combattuta, alla fine dopo il pareggio del solito De Falco, a pochi minuti dalla fine subisce il gol di Zoratto (2-1).

A Ferrara la Triestina dà spettacolo e in una partita molto bella e divertente, va in vantaggio (altre due reti di Totò) ma gli spallini rimontano sempre e alla fine è 3-3 con qualche rimpianto.

Arriva a Trieste la sorpresa del campionato: la Carrarese di Orrico, che gioca benissimo, ma anche l'Unione non è da meno e la partita è anche questa molto bella ed emozionante, nonostante lo 0-0 finale. Da notare che De Falco sempre a segno nelle precedenti 8 gare di campionato con 11 gol, per la prima volta resta all'asciutto.

Tutto ritorna nella routine la domenica successiva quando a Trieste arriva il Modena che dopo un primo tempo di studio nella ripresa viene preso a pallate, riprende a segnare Totò e segna anche il giovane Strukelj, oramai una certezza (2-0).

Dopo 10 giornate, la Triestina è in testa con la Carrarese a 15 punti, poi il Vicenza a 13, Padova, Rimini e Parma 12. Insidiosa trasferta a Padova, dove un nubifragio si abbatte sull'Appiani, non si può giocare perchè il pallone non rimbalza e si ferma nelle pozzanghere, ma il sig. Greco non fa una piega e si gioca. La partita è una lotta senza quartiere e viene risolta da un rigore molto generoso a favore dei patavini (1-0).

Ancora in trasferta a Sanremo dove c'è un sole splendido e non piove da una settimana, ma il campo è un pantano; la squadra domina ma Pelosin para tutto (0-0). Una Triestina arrabbiata e irresistibile frantuma le difese del Forlì (5-1) con doppiette dei gemelli del gol e gol di Strukelj, ma potevano essere di più.

Match clou a Parma contro i forti crociati e con una partita quasi perfetta e un gol di Pedrazzini, sbanca il Tardini (1-0). Nella prima partita del nuovo anno, batte in casa un'ostica Rondinella che cede solo nel finale ad una rete di Zanini e così dopo 15 gare ritorna in testa con 22 punti, segue la Carrarese a 21, le altre più staccate con Vicenza e Padova a 19.

A Mestre nel gelo e nella nebbia, l'attacco si prende una giornata di riposo, ma la difesa è insuperabile (0-0), poi nell'ultima d'andata regola anche il Brescia che alla vigilia era dato favorito in qualità di neo-retrocesso (2-1).

E' finita l'andata con l'Unione in testa (25 punti), poi la Carrarese (23) e Vicenza, Padova e Rimini (21). Il ritorno inizia contro la Pro Patria in una giornata di nebbia e la Triestina riprende a giocare molto bene; segna Totò, poi con una rovesciata spettacolare raddoppia, ma l'arbitro annulla per un fuorigioco di posizione di Pedrazzini che era fuori dal raggio d'azione e a 3' dal termine la beffa con il pareggio bustocco in una rara azione (1-1).

Anche a Treviso mezza battuta d'arresto in una gara controllata (0-0), ma al Grezar la squadra riprende la marcia e batte il Fano in una gara ben giocata e divertente (3-0). A Piacenza deve rimontare lo svantaggio con Ascagni (1-1) e poi arriva al Grezar il Vicenza ed è un primo match ball: dopo 15' il Vicenza che è una signora squadra, è già in vantaggio per 2 a 0, ma la Triestina dominata e sorpresa, si riprende e comincia a macinare il suo gioco e alla fine pareggia con De Falco su rigore (2-2).

A Trento le squadre si accontentano (0-0) ma poi ecco un altro big match e a Trieste davanti a 14000 spettatori arriva il Rimini; la squadra di Sacchi gioca molto bene e pratica un pressing asfissiante a metà campo, ma la Triestina pur preoccupata dalle veloci puntate avversarie è solidissima e alla fine ottiene un buon punto (0-0).

Ancora in casa regola la Spal pur giocando sottotono (2-1) e dopo 25 gare è ancora in testa(35 punti), dietro il Padova (33), la Carrarese (32), il Rimini (31) e il Vicenza (30). Per Pasqua si va a Carrara e in una partita controllata tatticamente ottiene un meritato pareggio (0-0), così anche nell'ostica trasferta a Modena, priva dei suoi due bomber e in un ambiente surriscaldato sugli spalti (0-0).

La partita decisiva si gioca in casa con il Padova, dove in una splendida giornata di sole, 21.000 spettatori aspettano questa giornata da 19 anni: la Triestina è travolgente e dispone con irrisoria facilità dei frastornati patavini; segna subito De Falco che poi raddoppia a fine del primo tempo (2-0).

La domenica successiva sfata anche il tabù Sanremese con un gol di De Falco, nonostante un Pelosin strepitoso (1-0) e a Forlì si accontenta del solito pareggio pur giocando un bel calcio divertente (0-0).

Il 15 maggio fa caldo, è la giornata dell'apoteosi ed è il forte Parma degli emergenti Pioli e Sabatini a legittimare lo splendido campionato, davanti a 11000 spettatori che non si aspettavano in questa giornata la consacrazione e dopo il gol di De Falco e il rigore del pareggio, è di Ruffini la rete che fa tornare in B gli alabardati. Alla fine le lacrime di Buffoni e il terreno di gioco invaso dai tifosi festanti.

Ultime fatiche che la squadra onora, a Firenze con la Rondinella (0-0), in casa col Mestre con la splendida 25a rete di De Falco in semi rovesciata (1-1)e a Brescia (1-1).

E' stato un campionato esaltante, condotto sempre in testa e che ha riportato un pubblico straripante sugli spalti; pur senza un presidente la squadra non ne ha risentito e dall'alto di un gioco spumeggiante che Buffoni aveva già fatto pregustare l'anno precedente, ha dominato tutte le avversarie, chiudendo alla fine con 4 punti sul Padova anche lui promosso e ben 7 sulla Carrarese. De Falco è stato l'alfiere principe con i suoi 25 gol, ma non vanno dimenticati gli splendidi compagni che lo hanno coadiuvato, come il gemello Ascagni; Strukelj che saluterà la compagnia per andare alla corte di Liedholm a disputare poi la finale di Coppa Campioni; i tenaci e solidi Tolfo e Ruffini cerniera di centrocampo; il regista Leonarduzzi accorto e fine; i sempre utili e pratici Zanini, Pedrazzini e Mariani e poi la difesa impenetrabile che gravitava attorno al grande “maschera” Mascheroni, con il gemello Prevedini, poi Costantini oramai diventato “roccia”, il duro Trevisan e il cavallone straripante Pasciullo; dietro a loro il lungo Nieri, in quell'annata una vera saracinesca. Una squadra che resterà nel ricordo dei triestini che hanno avuto la fortuna di ammirarla.

BRUNO GASPERUTTI

 

 

Letto 128 volte Ultima modifica il Venerdì, 18 Ottobre 2019 11:58

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