Domenica, 01 Dicembre 2019 12:41

Gasperutti e la storia della Triestina: nell'87-88 la penalizzazione, gli arbitri contro e la retrocessione

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Triestina - Brescia 1-0 - uscita di Gandini Triestina - Brescia 1-0 - uscita di Gandini

Nella nuova annata sportiva e per il terzo campionato consecutivo, la Triestina dovrà scontare una penalizzazione di 5 punti,

per le imprudenti telefonate intercorse tra i presidenti De Riù e l'amico Pinzani dell'Empoli e rivelate all'Ufficio Indagini della FIGC, dalla Procura della Repubblica che aveva messo sotto controllo il telefono di De Riù, per reati finanziari.

Viene confermato per il terzo anno Ferrari in qualità di allenatore, con Marchetti D.G.; viene ceduto l'idolo del Grezar Totò De Falco che va a Salerno in C, con lui se ne vanno Menichini, Bagnato, Gamberini e Salvadè. A sostituire i partenti vengono acquistati soltanto i friulani Edy Bivi, un'ottima punta e Papais un centrocampista di grande sostanza.

1987-1988 serie B (53^ puntata)

Alla prima di campionato si va a Bergamo contro la favoritissima Atalanta che gioca con supponenza e va in vantaggio, poi Causio viene espulso, ma nel finale la puntigliosa Alabarda pareggia con Cinello (1-1).

In casa contro il Catanzaro arriva un deludente pareggio per una squadra rabberciata, con i giovani Ispiro, Pasqualini e Poletto in campo (0-0); ad Arezzo ancora un pareggio in bianco con la squadra attenta a non fare errori (0-0). Al ritorno al Grezar contro il Barletta finalmente arriva la prima vittoria che azzera la penalizzazione; rientrano Gandini, Biagini e Causio e si sbloccano i bomber Bivi e Cinello (2-0).

Finalmente si riparte da zero, ma a Piacenza cade per la prima volta, contro una squadra che denota più grinta, mentre gli alabardati giocano quasi con la puzza sotto il naso (1-2); ancora una trasferta a S. Benedetto dove gioca proprio male e cade a 12' dalla fine (0-1).

Arriva il giorno del gran derby con l'Udinese dopo le molte sfide nella serie minore; è un'Udinese che punta alla A con giocatori come Graziani e Dossena e con Lombardo in panchina! 14.000 spettatori assistono alla sfida e la Triestina gioca una gran partita, guidata da un Causio sontuoso, manca tante occasioni e passa solo su rigore con Bivi, ma vince meritatamente (1-0).

Purtroppo però la squadra non riesce ad avere continuità in trasferta e anche a Messina cade in una partita valida agonisticamente (1-2); in casa contro il Bari appena retrocesso, sotto accusa ci va l'arbitro Tuveri che non ne azzecca una, convalida il gol dell'ex-Perrone in fuorigioco, poi consente un gioco ruvido innervosendo tutti, comunque Bivi pareggia (1-1).

In trasferta altro derby a Padova contro una squadra che vola guidata da Buffoni; la partita è equilibrata e scorre verso un pari quando all'89' segna il Padova in evidente fuorigioco. La rete viene convalidata tra le proteste alabardate (0-1) e la classifica dopo 10 giornate piange, con la Triestina ultima a 3 punti, davanti si deve rincorrere il Barletta (4), Taranto (6), Parma(7) e Genoa, Arezzo e Modena (8).

Il delicato scontro contro il Modena viene risolto a 5' dalla fine da Di Giovanni, dopo tante occasioni mancate (1-0), ma in trasferta non ci siamo proprio e a Roma contro la Lazio viene sconfitta, pur non demeritando (0-2).

Il calendario ora propone due sfide casalinghe contro due big: nella prima contro il Lecce parte sparata, segna Bivi poi con carattere tiene a bada i forti ospiti (2-0); nella seconda c'è la capolista rivelazione Bologna di Maifredi e del mitico Villa, i rossoblù giocano benissimo nel primo tempo, ma cadono sotto i colpi di Bivi e poi si disuniscono (2-0). Però in trasferta contro il modesto Taranto parte malissimo, va sotto di due gol, poi segna Bivi, ma alla fine subisce ancora e Bivi sbaglia anche un rigore (1-3).

Dopo 15 gare la classifica è ancora brutta: fanalino il Barletta (8 pti), poi la Triestina (9), l'Udinese e il Taranto che ha preso una boccata d'ossigeno (11) e Modena con l'Arezzo (12).

Al Grezar anche per il Genoa è disco rosso ed è il solito Bivi su assist di Causio a decidere, ma le reti potevano essere di più; a Parma ottiene il pareggio che voleva con una attenta difesa e un super Gandini (0-0); mentre in casa contro il Brescia arriva ancora una vittoria, propiziata da Dal Prà, dopo un palo di Papais e un rigore fallito da Bivi (1-0). Ultima di andata a Cremona in casa della terza in classifica, decide un'autorete di Polonia, ma l'Unione gioca bene pur essendo stato Gandini il migliore in campo (0-1).

La classifica è sempre brutta ma bisogna distinguere il cammino da promozione che la squadra ottiene al Grezar con 16 punti su 9 incontri, con la media in trasferta negativa: solo 3 i pareggi. Ultimo è sempre il Barletta (10 punti), poi la Triestina con 14, Modena e Taranto (15), Arezzo e Genoa (16), ma c'è molta fiducia, basterebbe qualche punticino in più lontani dal Grezar.

Si riparte contro l'Atalanta seconda in classifica, è una gara tattica senza rischi (0-0) e poi si va a Catanzaro contro una squadra che lotta per la A. E' una partita drammatica che purtroppo fa da spartiacque alla stagione: padroni di casa all'attacco e Triestina con una difesa attenta, quando al 90' l'arbitro Bailo concede un rigore ai calabresi. Gandini fino allora insuperabile, perde la testa e prende a pugni il palo, poi protesta e sputa la gomma a terra con l'arbitro lontano; viene espulso e in crisi di nervi preso a ceffoni da Ferrari; in porta va Costantini e Palanca tira il rigore sul palo (0-0). Tutto bene? Invece no, perchè clamorosamente Gandini viene squalificato fino a novembre!! Poi la pena verrà ridotta a 11 partite, ma come si può notare, paragonando il fatto alle sentenze di oggi, con la Triestina il giudice sportivo usava sempre una pesante mazza chiodata.

Si riprende con lo scontro diretto contro l'Arezzo, Cinello si sblocca (1-0), ma la squadra è sotto shock e a Barletta subito il gol, reagisce blandamente (0-1), mentre contro il Piacenza al Grezar in un altro incontro molto delicato, viene condannata da un arbitro palesemente maldisposto, che assegna un rigore ridicolo ai piacentini, chiudendo invece gli occhi su qualsiasi intervento in area avversaria (0-1); farà carriera e il suo nome sarà in seguito molto famoso: Nicchi di...Arezzo, che era in lotta con la Triestina per la salvezza. Ancora in casa con la Samb, la squadra non sa più segnare (1 gol nelle ultime 7 gare) e non va oltre lo 0-0; così dopo 25 gare l'Unione è ultima in compagnia di Modena e Arezzo (19), poi il Barletta (20), il Genoa (21) con la salvezza ampiamente a portata, visto che la difesa regge bene (solo 16 gol subiti in 25 partite).

C'è poi il derby a Udine, che è uno scontro diretto perchè il friulani hanno 22 punti, ma segna Manzo dopo 30' in sospetto fuorigioco, poi la Triestina domina e sbaglia diversi gol con Cinello  (0-1). Contro il Messina si ritorna alla legge del Grezar e segna ancora Bivi ma la Triestina merita ampiamente(1-0); poi a Bari si ritorna alle solite, segna Lupo al 30' con vibranti proteste per un fallo di mano di Rideout, ma all'Unione il trend quest'anno non è positivo (0-1).

Derby casalingo con il Padova, segna Cinello su punizione, ma poi la squadra non chiude la gara e Simonini pareggia sul finire lasciando grossi rimpianti (1-1); a Modena va di scena uno scontro diretto e finalmente si strappa un punticino per mantenere vive le speranze (1-1).

30^ giornata di campionato con Arezzo, Barletta e Triestina a 23 punti, ma la zona salvezza è a 24 dove ci sono Modena e Samb, mentre a 25 ci sono Taranto e Genoa (ah la penalizzazione -5). Inizia il rush finale con un trittico micidiale, la prima è la Lazio che viene a Trieste e ne esce sconfitta da una rete di Bivi (1-0), la salvezza è ad un passo e Gandini è al rientro, c'è ottimismo anche se si va a Lecce con i salentini che lottano per la A: l'Unione resiste ma negli ultimi 20' crolla(1-3). Si replica in casa della capolista Bologna e arriva un'altra botta dai rossoblù guidati da Pecci e Marocchi con il bomber Marronaro in gran spolvero (2-4), così lo scontro con il Taranto in casa diventa determinante.

E' fine maggio, fa un gran caldo e i rossoblù vanno subito in vantaggio con Roselli, pareggia Cinello, ma un pasticcio incredibile di Poletto (in campo causa una lite clamorosa nel pre-gara di Ferrari con Biagini) che supera con un pallonetto Gandini in uscita, li riporta in vantaggio. A fine tempo Picci supera i frastornati Poletto, Cerone e Gandini e segna ancora, ma prima del riposo, Orlando dimezza lo svantaggio. Nella ripresa immediato pareggio di Cinello che segna subito dopo la rete dell'incredibile vantaggio, ma la squadra è frastornata e i tarantini infieriscono segnando altre tre reti (4-6).

Altro scontro delicato a Genova, rientra Biagini e segna, ma a 9' dalla fine i rossoblù pareggiano (1-1): a tre giornate dalla fine la salvezza è ancora alla portata a soli 2 punti. Con il Parma in casa diventa scontro decisivo, ma la squadra non c'è più e va sotto e non ha la forza di reagire (2-3); altra sconfitta a Brescia in casa di una squadra tranquilla (0-2) e ultima casalinga con la squadra già retrocessa davanti a 725 paganti, contro la Cremonese con tanti giovani in campo e platonica vittoria (2-1).

E' retrocessione con dei dati che sono impietosi e danno l'esatta misura di un fallimento che poteva essere evitato, anche se la penalizzazione è stata decisiva perchè altrimenti la squadra si sarebbe salvata. Il Barletta è salvo con 31 punti, ebbene la Triestina in casa di punti ne ha fatti ben 27, ma è fuori casa che la miseria di 6 senza nessuna vittoria, spiega tante cose. Altra notazione: dopo 31 gare la Triestina aveva subito solo 20 reti e aveva la difesa più forte della B dietro la Cremonese, ebbene nelle successive 3 gare ne subisce altre 13 e nelle ultime 7 partite ben 20, che denota un evidente crollo mentale. La squadra aveva una struttura che avrebbe potuto salvarsi comodamente anche con la penalizzazione: è sempre sembrata sul punto di fare il passo decisivo, ma lo ha sempre fallito, perdendo tutti gli scontri decisivi per ottenerla. Cannoniere della squadra è Bivi con 11 reti, poi Cinello (8), unica nota positiva il lancio di una serie di giovani promesse che avrebbero potuto fare da ossatura alla futura squadra in C1: Polonia, Ispiro, Poletto, Marchesan, Casonato, Pasqualini, Tiberio e Cernecca. Ultima notazione, questo è anche l'ultimo campionato del “barone” Causio che appende le scarpette al chiodo.

BRUNO GASPERUTTI

 

 

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