Mercoledì, 24 Ottobre 2018 20:48

Gasperutti e la storia della Triestina, si cambia stadio: da Montebello al Littorio

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Giugno 1933 davanti ad uno scarso pubblico, la Triestina batte il Casale 3 a 0. Parata di Bonetti. Giugno 1933 davanti ad uno scarso pubblico, la Triestina batte il Casale 3 a 0. Parata di Bonetti.

Continua l'interessante storia della Triestina raccontata da Bruno Gasperutti in occasione dell'anniversario del Centenario.

 

1932 – 1933 SERIE A (6° PUNTATA)

E' l'anno in cui la Triestina lascia il campo di Montebello e inaugura il nuovissimo stadio del Littorio, vero gioiellino costruito per i campionati mondiali che l'Italia organizzerà e che sarà la sua casa fino gli anni 90'.

La Triestina per la nuova annata, come consuetudine, non fa una campagna acquisti roboante: cede il cannoniere Castellani al Torino, ricavando una cifra notevole, poi altri minori come Vollono, Brossi e Tomasi; mentre vengono acquistati tanti giovani di belle speranze come: Blason, Geigerle e Simonetti dal Monfalcone, Busidoni dai Cantieri Trieste e Cesarini Jones che a dispetto del nome era un triestino.

Questo sarà un campionato contraddittorio in cui la squadra a un convincente cammino casalingo fatto di 10 vittorie e due sole sconfitte, ma contro le due vedette del torneo, Juventus e Ambrosiana, contrappone un cammino piuttosto difficoloso in trasferta, fatto di 12 sconfitte di cui alcune molto pesanti, ma anche di quattro vittorie. Si inizia a Genova e arriva subito una pesante sconfitta (0-4). Alla seconda di campionato, il 25 settembre arriva a Trieste il Napoli per l'inaugurazione dello stadio Littorio.

Un pubblico traboccante fa da cornice allo storico evento, si parla di 20.000 persone in uno stadio che però aveva la curva di via Flavia ancora ridotta e non come l'abbiamo conosciuta noi. La Triestina gioca una splendida partita, per tecnica e volontà e pur andando in vantaggio per due volte con Rosa, è costretta al pareggio finale dalla rete del triestino Gravisi ex-ponzianino, da un Napoli che è uno squadrone e che alla fine andrà in Europa.

A Roma la settimana successiva l'Alabarda subisce un pesante 0-4, poi a Palermo perde ancora (0-1) pur facendosi ammirare per il suo gioco brillante dal pubblico palermitano. Alla quinta giornata, arriva la blasonata Fiorentina e lo scontro si presenta già critico data la classifica: su un terreno pesante va subito in vantaggio con Rosa e i viola non si raccapezzano disunendosi, così una Triestina indiavolata e trascinata da Rocco autore di una doppietta, passa 3-0. Un pareggio con qualche recriminazione, poiché vinceva 2-0 contro il forte Torino, una vittoria con l'Alessandria (1-0) e una a Busto Arsizio (2-1), rimettono la classifica a posto.

Arriva a Trieste l'Inter-Ambrosiana che vince meritatamente giocando molto bene e con stile, ma sul risultato (1-4) influisce in maniera determinante l'arbitraggio che concede due reti molto dubbie, perchè segnate con la mano e in fuorigioco e in area nerazzurra sorvola su almeno due episodi molto dubbi. Subito dopo altra partita proibitiva a Torino, contro la squadra che domina il campionato: la Juventus e per i rossoalabardati non c'è scampo (1-6). In questa gara un episodio curioso: sul 5 a 0 l'arbitro concede un rigore inesistente ai bianconeri, il pubblico ride e invita a gran voce Orsi a calciarlo fuori. Il fuoriclasse segna e poi si scusa con i suoi tifosi, per averlo trasformato. Una vittoria a Roma, sponda Lazio (2-0) rimette le cose a posto in graduatoria, poi due pareggi casalinghi deludenti 0-0 cozzando contro lo sbarramento difensivo delle arroccate Bari e Padova. Sul finire dell'andata, la Triestina con una magnifica prova commovente per la sua generosità, sconfigge il Milan, che a lungo in vantaggio per un rigore che suscita tumulti tra il pubblico di Arcari, deve cedere agli assalti degli alabardati sospinti dalla folla, ma alla fine grazie ad una doppietta di Rosa, i muli hanno la meglio (2-1).

Nell'ultima d'andata la Triestina resiste un tempo a Bologna, poi nella ripresa cede di schianto (0-5), ma la classifica è abbastanza tranquilla e il margine sulle ultime due, Casale e Pro Patria, è rassicurante.

Il girone di ritorno inizia in maniera positiva: vittoria sul Genova (2-1), sconfitta a Napoli falcidiata dalle assenze (0-2), pareggio con la Roma (1-1) su un terreno impossibile, ma poi la vittoria sul Palermo (2-0) e a Firenze (1-0 ), porta la squadra in una posizione di classifica di tutta tranquillità.

Per i tifosi il campionato non dà più apprensioni e la squadra affronta la parte finale ottenendo risultati alterni; vittorie casalinghe sulla Pro Vercelli (2-1) e Pro Patria(3-2), intervallate da sconfitte a Torino (0-1), Alessandria (1-4) Milano con l'Inter(1-2).

Arriva a Trieste la grande Juventus dominatrice del campionato e un pubblico imponente (le cronache parlano di 25.000 spettatori, che sembrano obiettivamente troppi) arrivato anche dalla vicina Istria e dal Friuli, affolla le scalinate dello stadio per assistere all'incontro. La Triestina pur inferiore tecnicamente all'avversario, disputa la solita generosa partita, mettendo alla frusta i più classici e tecnici avversari, ma per battere la difesa degli assi bianconeri e ossatura della Nazionale poi campione del mondo, ci vuole ben altro e i giovani alabardati vengono poi anche beffati a 10' dalla fine e si ritrovano battuti da una rete su calcio d'angolo di Borel II. Però la Juventus aveva nel primo tempo fallito un rigore con Orsi.

Il finale di torneo è esaltante e la Triestina ottiene delle belle vittorie con Lazio (2-1) a Padova (2-0) Casale (3-0) pareggio a Milano con i rossoneri (2-2) e vittoria finale sul Bologna (1-0) che proiettano la squadra nelle zone alte di classifica: alla fine l'Alabarda è ottava, miglior piazzamento della sua ancora giovane storia. Cannonieri: Rosa (9 reti) Rocco (7) Colaussi (6).

Bruno Gasperutti

Letto 78 volte Ultima modifica il Mercoledì, 24 Ottobre 2018 20:56

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