Giovedì, 09 Maggio 2019 16:09

Gasperutti nel tempio del calcio, San Siro è uno spettacolo che toglie il fiato

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Bruno Gasperutti a San Siro in occasione di Milan-Bologna Bruno Gasperutti a San Siro in occasione di Milan-Bologna

Dopo una vita passata sui campi di calcio di tutta Italia ho colmato un vuoto inquietante per un calciofilo come lo sono io,

approfittando di una felice ricorrenza, sono andato in "pellegrinaggio" nel tempio del calcio in Italia: San Siro.

Milano è una città bellissima, tutto all'incontrario dello stereotipo tipico che narra di una città triste, nebbiosa, con gente che corre indaffarata e non ha tempo da perdere: Milano è invece veramente una bella città. S. Siro è stata poi la ciliegina sulla torta, è uno stadio imponente, affascinante, in cui si respira un'aria di gloria, magari di tempi passati, ma toglie il fiato e come un bambino davanti al negozio di dolciumi, sono rimasto lì a bocca aperta.

Sarebbe veramente un peccato che venisse abbattuto in nome della modernità e della costruzione di uno stadio più funzionale ai canoni moderni: sarebbe come abbattere un ponte romanico, per costruirvi un ponte più funzionale stile quello di Brooklyn.

Intanto è servito benissimo dalla metropolitana, che arriva dall'estrema periferia cittadina, che corrisponde come distanze a Monfalcone e dintorni e ti porta sino a 200 metri dallo stadio. Per dare un'idea, a fine partita sono ritornato nel mio albergo situato nell'interland di Milano, in 45' circa.

Avevo poi una grande curiosità nel vedere com'è organizzato il servizio di sicurezza di uno stadio grande, dove l'affluenza non è paragonabile minimamente a quella del nostro pur splendido ma provinciale “Rocco”. Ebbene ricordando una infausta occasione in cui, sprovvisto di biglietto, perchè si trattava di Coppa Italia (Triestina-Mestre) pur approssimandomi con ampio anticipo (più di un'ora prima) al botteghino, sono riuscito ad entrare allo stadio a partita già iniziata. A San Siro ciò non succede, perchè passi con facilità un paio di livelli di controllo, dato che ci sono tantissimi varchi con tantissimi steward gentilissimi e il flusso è di una scorrevolezza unica.

Poi entri... sali pochi gradini e.... vedi uno spettacolo che per uno come me, toglie il fiato. Delle gentilissime steward ti accompagnano al tuo posto e qui cominci a guardarti attorno perchè è tutto sorprendente, è tutto studiato nei minimi particolari per renderti piacevole l'evento.

Lo schermo gigante ti informa su tutto quello che concerne la gara, ti offre anche le immagini, presumo Sky visto che ne ha l'esclusiva, dagli spogliatoi, poi durante la partita non è necessario controllare continuamente il tuo orologio perchè a bordo campo ce n'è uno che scandisce anche i secondi. Unico appunto, pensavo che facessero rivedere le immagini delle azioni principali o magari di quelle controverse, invece non è come davanti la Tv, almeno mi son detto, evito certi urletti o dei commenti fuori luogo di alcuni nostri telecronisti.

Il pubblico l'ho trovato composto, molto corretto e rispettoso verso l'avversario; avevo in tribuna davanti una signora tutta vestita di rossoblù che alla rete del Bologna ha esultato come una esagitata, ma nessuno ha proferito verbo e ha potuto farlo tranquillamente. Anche la famigerata curva rossonera si è comportata molto correttamente, cantando e incitando per tutta la gara la sua squadra, il Milan, senza cori antipatici verso gli avversari e senza contestazioni verso la sua squadra, che non stava giocando una partita memorabile. Sembrava veramente di essere in un ambiente tutto coeso e proiettato verso l'unico obiettivo che doveva essere il risultato finale favorevole e la squadra ne è stata trascinata.

L'unico momento di tensione è stato nel finale quando un signore in giallo in vena di protagonismo, che era stato designato a dirigere, visto che tutto stava andando per il verso giusto, ha trasformato una tranquilla e anche piacevole partita, in una corrida finale e sinceramente non se ne sentiva il bisogno. La partita, tra l'altro, è stata proprio l'ultima motivo in una graduatoria d'importanza, per il quale sono andato a San Siro, certamente è stata l'incentivo e il piatto forte, ma è stato il contorno quello che mi ha lasciato il flashback che mi porterò dietro nel tempo, la partita è già accantonata nei più remoti ricordi della mente.

BRUNO GASPERUTTI

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