Sabato, 23 Dicembre 2017 13:41

Giampaolo Scamperle, una vita a rincorrere il grande sport

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Giampaolo Scamperle Giampaolo Scamperle

Alma Arena, Chiarbola, Aquilinia. Se lo cerchi sai dove trovarlo. Un metro e novanta d’altezza e una sagoma inconfondibile.

E’ Giampaolo Scamperle, classe ‘49, un solitario per sua stessa definizione “Il calcio non mi dà grosse emozioni -si presenta così- al contrario degli sport da palazzo. Mi piace arrivare nell’impianto di gioco ben prima che i protagonisti scendano sul parquet, mi piace vivere ogni momento del riscaldamento. La partita è il prima, è il durante, è il dopo”. Lo dice uno che da oltre quarant’anni segue le gesta della Pallacanestro Trieste. “Dai tempi del Lloyd Adriatico al basket stellare di questi mesi avrò saltato solamente una decina di partite casalinghe”.

E nel corso di questi anni si è fatto tantissimi amici, uno di questi è nientemeno che Bogdan Tanjevic. “Boscia arrivò a Trieste nel 1986 e io all’epoca ero il team manager della Pallamano Trieste, un incarico che espletai per otto anni. In ogni trasferta eravamo ricevuti con rispetto forti di scudetti e coppe Italia vinti. Con Tanjevic ci incrociavamo durante gli allenamenti, iniziammo a parlare, a frequentarci, un’amicizia che diventò poi davvero grande”.

Era il periodo della Stefanel di Bodiroga, Meneghin, Gentile, Fucka, e non solo, quella che sfiorò la finale scudetto. Scamperle, da grande appassionato di questo sport, ne approfittò per andare a vedere la squadra di Tanjevic giocare a Treviso. Fu il primo atto di quello che diventerà, negli anni, per lui un grande amore: il Palaverde. La strada che porta alla citta della Marca la conosce infatti ormai a memoria. I 165 chilometri che dividono le due città per Giampaolo non hanno più segreti. “Da vent’anni -racconta- lavoro per la Benetton curando la parte riguardante i paesi dell’est. Grazie anche a questo impiego ho avuto la possibilità di frequentare maggiormente Treviso. In quel palazzo ho visto il top. Ci sono entrato per oltre 500 volte. L'Eurolega di basket con le squadre più forti d'Europa e giocatori eccezionali come i vari Kukoc, Del Negro e Williams. Poi la pallavolo con i trionfi della Sisley in campo nazionale ed europeo”. Viste da vicino anche tre final four di Eurolega a Barcellona, Parigi e Bologna.

Tantissimi gli aneddoti che avrebbe da raccontare, alcuni legati proprio a Tanjevic. “Un giorno Boscia mi cedette il suo biglietto a bordocampo per assistere a Olimpia Lubiana-Barcellona, ero in mezzo all'elite slovena, un posto decisamente privilegiato. Un'altra volta Tanjevic stesso mi portò a passare una serata a casa del grande Obradovic, il tecnico più vincente d'Europa, recordman delle vittorie in Eurolega, ben nove: una leggenda; anni dopo Obradovic mi vide a Treviso e si avvicinò a salutarmi. E sempre a Treviso guardando una partita fra Benetton e Barcellona chiacchierai per tutta la gara amichevolmente con uno spagnolo seduto accanto a me; elogiavo quella squadra e il suo forte giocatore Navarro. Vedevo sullo schermo che la televisione mi inquadrava spesso. Soltanto a fine gara capì che quell'uomo era il presidente della compagine catalana”.

Gran bel riconoscimento morale fattogli dallo stesso Tanjevic, appena nominato Direttore Generale delle nazionali italiane, l'averlo voluto con lui a San Martino di Lupari a seguire le azzurre contro la Croazia a metà novembre.

Le passioni di Scamperle non si fermano però qui. “Seguo il rugby andando a vedere la Benetton apprezzando sempre poi i famosi terzi tempi, quelli che permettono a fine gara di stare tutti assieme squadre, tifoserie e persino arbitri”. Esperienze anche “freddolose” per lui. “Per tre anni, prima del fallimento, andavo a Pontebba a vedere l'hockey su ghiaccio nel gelido palazzetto friulano. Riuscivo a scaldarmi sulla strada del ritorno appena dalle parti di Palmanova”. Dal 2009 segue puntualmente anche le vicende del Conegliano nella pallavolo femminile. “Grandi emozioni anche qui con lo scudetto e la partecipazione attuale alla Coppa Campioni con il pubblico che fa solo un tifo propositivo per la propria formazione e mai contro l'altra e poi con il meraviglioso rito del dopopartita con la tifoseria che scende in campo a farsi i selfie con le giocatrici. Un paio di settimane fa le ho anche seguite in trasferta a Novara”.

Su Giampaolo Scamperle insomma ci sarebbe materiale da scrivere un libro, un personaggio che ha speso un patrimonio, tra abbonamenti e benzina, per ammirare da vicino il grande sport. “In ferie non ci vado mai -conclude- e quel budget lo giro tutto per questa mia grande passione”.    


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