Giovedì, 02 Maggio 2019 21:30

Italo Cavagneri: il Maradona del Perù, innamorato di Trieste e mister dei baby alabardati

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Italo Cavagneri Italo Cavagneri

In Italia lo hanno soprannominato “El Pibe”. Per come giocava infatti assomigliava a Maradona:

stesso ruolo, stessa corporatura, stesso piede preferito cioè il sinistro, grande velocità d’esecuzione, dribbling ubriacanti e punizioni micidiali. Lui risponde al nome di Luis Italo Cavagneri, classe ‘64, nato a Callao, in Perù, una località a 15’ dalla capitale Lima. Nelle sue vene scorre anche sangue italiano, il nonno era infatti siciliano poi emigrato appunto nella nazione sudamericana dove aveva sposato una donna spagnola. Italo nel calcio è un figlio d’arte, il papà che è mancato nel 1999 si chiamava esattamente come lui, Luis Italo, ha militato in squadre importanti peruviane e pure in Nazionale. Da quelle parti è rimasta famosa una partita della Coppa Libertadores in cui aveva affrontato il Santos del grande Pelè dove prima aveva segnato O Rei con uno stop di petto, controllo e tiro in diagonale; allo stesso modo aveva pareggiato Cavagneri per l’1-1 finale. Famosa anche Nancy, la sorella di Italo senior, la zia dunque del nostro “Pibe”, che tutt’ora fa l’attrice televisiva in Perù. “La prima volta che ho visto Trieste -racconta El Pibe- me ne sono innamorato. Giocavo con la squadra croata del Rijeka e assieme agli altri giocatori si usava venire qua a fare la spesa. Tanto che nei miei sogni e nelle mie speranze c’era proprio di trasferirmi a Trieste e magari giocare avanti a calcio”.

Cavagneri aveva iniziato a tirare i primi  calci ad un pallone per strada. Lì era stato occhiato da vari talent scout. Era quindi approdato all’Alianza, poi all’Universitario e quindi allo Sport Boys. Tutte società professionistiche. Da giovanissimo ha giocato anche nella Nazionale B del suo Paese. Poi l’avventura in Europa suggerita da alcuni procuratori che ne avevano apprezzato le doti. Provini in Austria e Germania e poi un campionato, come detto, a Fiume. Quindi finalmente lo sbarco in Italia con le maglie di Roianese, Medeuzza e Virtus Corno con 5 titoli consecutivi di capocannoniere che gli sono valsi l’appellativo appunto de “El Pibe”.

Nel 1997 ha ottenuto il patentino di allenatore Uefa B. Ha iniziato con il San Giovanni, poi Andrea Carnevale lo aveva voluto all’Udinese dove ha cresciuto tra i vari anche il noto portiere Scuffet. Quindi tre anni al Ponziana, successivamente Opicina, Kras, Vesna e Triestina di cui fa parte tutt’ora. “Dirigo i Pulcini 2008 -continua Italo- e di ciò devo ringraziare Romina Milanese e Mauro Loschiavo che mi hanno dato l’opportunità di farlo. E’ un gran bel gruppo sia sotto l’aspetto umano che tecnico e sono sicuro che qualcuno di questi ragazzi potrà emergere nel panorama calcistico. Oltre alla tecnica mi piace insegnare loro il rispetto verso i compagni ma che verso gli avversari. Anche se me piace insegnare soprattutto la tecnica, indipendentemente che siano ragazzini di dieci anni o ragazzotti di venti. Alla Triestina mi trovo bene e ogni volta che vedo sventolare le bandiere biancorosse rivedo dentro di me quelle di analogo colore del mio Perù”. Italo è molto quotato in regione come tecnico, non solo delle giovanili: “Di recente -dice ancora- ho ricevuto qualche proposta da alcune società tra cui una Prima squadra ma la mia serietà professionale m’impone di pensare solo alla società in cui presto i miei servigi”.

Cavagneri è anche grande amico di Geronimo Barbadillo, uno dei giocatori più famosi del Perù: “Abitavamo a pochi decine di metri di distanza -conclude Italo- e quando sono venuto in Italia lui che all’epoca giocava con l’Udinese mi ospitò a casa sua per un anno assieme alla sua famiglia. Una famiglia che non finirò mai di ringraziare. Per me Geronimo è come un padre”. Anni fa Cavagneri era riuscito nell’impresa di portare Barbadillo a giocare qualche partita di calcio a sette a Trieste. Nell’occasione avevano trascinato pure Jorge Nunez, difensore paraguaiano, che nel 2011 aveva appeso le scarpe al chiodo. E anche El Pibe ha dato spettacolo. Neanche a dirlo.

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