Venerdì, 02 Settembre 2016 13:16

Pep e Mou, i "Duellanti" raccontati da Paolo Condò

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I "Duellanti". Foto da Sky Sport I "Duellanti". Foto da Sky Sport

Paolo Condò ha fatto capolino a Trieste – dopo la presenza al workshop 2016 dedicato alla memoria di Marco Luchetta,

la cui edizione 2017 lo vedrà tornare nel capoluogo regionale – per presentare alla libreria Lovat il libro “Duellanti”, dedicato al duello tra Pep Guardiola e Josè Mourinho. “Ho avuto il piacere di seguirli di persona per lavoro quando ero alla Gazzetta dello Sport e sono riuscito a conoscerli bene. Sono molto rivali, non ci può essere amicizia tra loro al momento. Magari potranno andare a cena assieme solo quando saranno in pensione. Gliel'ho chiesto a Guardiola e me l'ha confessato...forse lo faremo a conti chiusi...”.

Condò, che iniziò a scrivere per il giornale del liceo scientifico Oberdan (“Avevamo la scusa buona con i professori per uscire dalla classe, ovvero andare a stampare il giornalino della scuola”, ha ricordato il giornalista Giovanni Marzini che ha moderato l'incontro), è passato quindi al settimanale Trieste Sport di Licio Bossi (“Riusciva a vendere diecimila copie, facendo concorrenza al Piccolo...”, ricorda lo stesso Marzini essendone stato anche lui protagonista a livello di articoli; “La mia prima partita di calcio fu Cremcaffè Trieste-Primorec in via degli Alpini a Opicina – l'ammissione di Condò -. Non sapevo neanche dove fosse il campo, andai prima per fare un sopralluogo..”) e quindi attraverso il quotidiano Il Piccolo prima di approdare e scrivere a lungo per la Gazzetta dello Sport (“Ma prima di diventarne il principale inviato e firmare moltissimi pezzi per la prima pagina – ha spiegato ancora Marzini, attuale presidente del Corecom Fvg e dell'Alma Pallacanestro Trieste 2004 -, ha dovuto impaginare tantissimi tabellini di serie A e della Champions League”). E infine ha deciso di cambiare vita e diventare opinionista a Sky, accomodandosi accanto a Ilaria D'Amico (“Lo hanno già definito il miglior opinionista sportivo”, la chiosa marziniana). Ed è fresco reduce dalla vincita del premio Nereo Rocco, ricevuto a Firenze (“Ne sono orgoglioso, essendo triestino e lo dico alla presenza di Tito Rocco”).

Come è nato il libro? “Avendo avuto a che fare con loro, è nato intanto un rapporto di lavoro e quindi di conoscenza. Tra l'altro, con le loro dichiarazioni pre e post partite, potevo fare ogni volta cinque pagine, ma alla Gazzetta me ne davano sempre una sola e perciò ne avevo di materiale...Sono stato a cena con loro alcune volte (separatamente, ndr) e non potevo tradire la loro fiducia, riportando le loro confessioni fuori dal campo. Ma qualcosa l'ho fatto capire...Ho tra l'altro mandato il libro ad entrambi, vediamo cosa diranno. Forse Mourinho si arrabbierà un poco...”.

La prima intervista ad entrambi? “Nell'ufficio di Guardiola al Barcellona – nel suo caso - dopo un avvio di campionato contrassegnato da una sconfitta e da un pareggio, che però doveva essere una vittoria vista la splendida partita disputata. Infatti dissi al mio collega della Gazzetta, che aveva la pagina, di non calcare la mano nel titolo e nel catenaccio uscì “aria di crisi”. Pep, però, non si limitò a leggere il titolo quando il suo vice Manuel Estiarte – grande pallanuotista e molto preparato tecnicamente – gli portò il giornale, ma lesse tutto l'articolo e mi fece i complimenti, che apprezzai. E' un amante della Gazzetta dello Sport, che si fa comprare e portare ogni giorno da quando giocò in Italia. Mourinho le sentii nella Press Room del Chelsea e il severo addetto stampa del Chelsea mi disse subito “Sette minuti”. Protestai subito, avevo bisogno di 22 minuti! Mou mi fece gesto di andare avanti e di non preoccuparti. Parlò per 22 minuti esatti a testimonianza della sua professionalità”.

Ecco alcune pillole...


Entrambi vogliono essere il numero uno e per questo il triplete dell'Inter è stato una goduria incredibile per Mourinho. Guardiola – invece - ha il grande merito che un minuto dopo aver vinto qualcosa o aver fatto una bella partita, pensa a come vincere di nuovo perchè sa che il passato è andato e non serve a rivincere di nuovo. Perciò si mette subito al lavoro per tornare a vincere.

Mourinho è il più grande manipolatore nel mondo del calcio. E' abile nel dare contro a qualcuno. Ad esempio, in riferimento all'approdo di Guardiola al Bayern Monaco, disse: “Devo diventare più furbo e andare nei posti dove si vince facile”. Andare al Manchester United è stata una scelta fatta per poter sfidare nuovamente Guardiola, tanto più in un derby. Che tra l'altro arriverà a breve...Studia nel dettaglio cosa dire nelle conferenze stampa. Prima di arrivare all'Inter, studiò tre mesi l'italiano e nell'ultima lezione chiese al suo insegnante cosa dire per stupire tutti nel primo incontro con la stampa. Il suo insegnante rispose “Devi usare una parola in dialetto milanese e dire “Non sono un pirla”, che vuol dire “Non sono scemo” e lui fece colpo con quella frase! Oppure, in una sfida di campionato contro Pep il cui risultato era segnato ben prima della fine a suo sfavore, Mourinho passò gli ultimi 20' della gara a pensare a come giustificare la sua sconfitta.

Le conferenze stampa legate a Barcellona e Real Madrid sono puro spettacolo. Vi partecipano 500 giornalisti accreditati, di cui tanti sono ovviamente catalani e madrileni. Al loro confronto i triestini e i friulani si amano....ci sono anche molti free-lance e ai tempi di Beckam c'erano molti inglesi. Becks era un giocatore molto spendibile, anche a seguito del gossip dovuto a sua moglie.

Dopo il confronto diretto in Spagna Guardiola ebbe una stagione sottotono e poi dovette prendere un anno sabbatico a causa dello stress. Un anno passato a New York, dove tra l'altro ha frequentato molto il famoso scacchista Garry Kasparov, la cui intelligenza è pari a 170 mentre una persona normale ne ha una 101...

Guardiola fa un calcio più divertente, Mourinho uno più redditizio a livello di risultati immediati. Il compianto Johann Cruijff disse pubblicamente che Mourinho era un produttore di risultati e il portoghese – formalmente - lo ringraziò per il complimento, ma gli rodeva questa affermazione.

Ibrahimovic? E' un attore, ha capito che rende molto a livello di personaggio fare il presuntuoso e l'arrogante anche nelle risposte alla stampa. E' mourinhano in questo?Perchè non sfondò al Barcellona? Messi è un'istituzione là, anche se lo è in modo silenzioso. Dopo una partita vinta per 1-0 grazie a un gol di Ibra, Guardiola elogiò Ibrahimovic. E nel viaggio di ritorno in pullman, Leo era seduto dietro e Pep davanti. Messi mandò un sms al mister, scrivendo “Allora mi pare di capire di non essere più fondamentale...”. I due giocatori non potevano convivere e visto che Leo è intoccabile, il Barcellona dovette vendere Ibra, dissanguandosi per quanto speso per prenderlo.

La Triestina? Ne sono sempre gran tifoso e spero che torni presto intanto in serie C, ma sono pure appassionato di basket.

Il mio prossimo libro? Non so, per il momento no. Continuo l'avventura con Sky, dove c'è una squadra eccezionale. Una persona almeno per ogni cosa da fare, a iniziare dai grafici. Nel tempo libero magari farò la dieta, dipenderà da mia moglie... Mi servirebbe per entrare nella maglietta della Triestina (una personalizzata con numero 10 e il cognome Condò, donatagli durante la presentazione dal responsabile marketing Massimo Brazzit e dall'addetto stampa Lorenzo Degrassi a nome di Mauro Milanese, impegnato a Milano per la chiusura del calciomercato...E tra le cose da fare mi piacerebbe seguire il Giro di Italia di ciclismo, anche perchè farlo da inviato ti permette di poter godere dei migliori prodotti italiani quando vai a mangiare. Ti offrono di tutto...

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