Mercoledì, 29 Agosto 2018 13:21

Ponziana nel dimenticatoio, nella sua storia anche i successi contro Juventus e Stella Rossa

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La storica foto del Ponziana prima del derby contro la Triestina nel campionato 1974-75 La storica foto del Ponziana prima del derby contro la Triestina nel campionato 1974-75

Pochi tifosi, forse solo i più ferrati in materia calcistica cittadina, sanno che il Ponziana fondato nel 1912 è la più vecchia squadra triestina di calcio

e che da una sua costola, intesa come un gruppo di soci dissidenti, è nata la nostra beneamata Unione Sportiva Triestina. Pochissimi altresì conoscono le gesta di questa squadra, che è sempre stata considerata, una squadra rionale dilettantistica, ma la cui storia almeno nei primi 50 anni di vita può essere considerata più o meno pari a quella della nostra attuale Triestina. Il Ponziana dell'epoca ha disputato una ventina di campionati che possono essere equiparati alla serie C e B attuale, ha conteso fino all'ultima giornata la promozione in serie A alla Triestina, mancandola per un solo punto e ha rivaleggiato con formazioni oggi blasonate, come Udinese, Atalanta, Venezia, Parma, Spal ….

Nei suoi primi anni di vita il Ponziana partecipa a campionati su basi regionali incontrando squadre istriane e dell'isontino, è la III° divisione dell'epoca, ma pian pianino la squadra biancoceleste si fa spazio e risale i campionati approdando in I° Divisione e si confronta, oltre che con la Triestina, con squadre venete e lombarde prestigiose.

Nel Campionato 1927/28 a due giornate dal termine il Ponziana si trova al terzo posto a due soli punti dal Venezia e con un punto di vantaggio su Triestina e Fiumana. La sconfitta a Fiume e il successivo pareggio 1 a 1 con l'Atalanta già promossa fa finire la squadra al quinto posto, ad un solo punto dalla Triestina e Fiumana, poi promosse in serie A.

Tanto per far capire il livello della squadra, due prestigiose amichevoli vengono disputate a Trieste tra una formazione mista Ponziana/Edera contro la Juventus (vinta dai triestini 3 a 2) e il Milan (pareggio 2 a 2). La cosa piace talmente ai vertici federali, che il Ponziana e l'Edera (nel frattempo promosso in I° divisione) vengono invitate/costrette a fondersi, per partecipare con il nome di ASPE (Ass.Sport.PonzianaEdera) al successivo campionato di I° Divisione Nazionale che è praticamente una sorta di serie B. La fusione ha anche un risvolto politico, perchè il regime dell'epoca, vede malvolentieri la partecipazione a campionati nazionali, di formazioni di origine politica non consona come l'Edera, espressione del partito repubblicano. La neonata ASPE ha grandissime ambizioni e lotta a lungo per la promozione in Serie A, ma alla fine arriva solo terza dietro Udinese e Spal. Come si può notare, il Ponziana dell'epoca non è una squadretta dilettantistica rionale, ma una prestigiosa formazione che si fa rispettare su tutti i campi dell'Alta Italia. L'abbrivio dell'Aspe è entusiastico e numerosi supporters, lo seguono abitualmente; 2.000 persone riempiono mediamente le tribune in legno del campo di S.Giovanni(Guardiella) e per le trasferte più vicine, venivano allestiti dei pullman al seguito. Poi l'abitudine a questi confronti smorza l'entusiasmo e i nostalgici supporters biancocelesti, che mal avevano accettato la fusione, fondano una nuova società e nasce così la Ponzianini Erranti, che vince a sua volta il campionato, risalendo nelle Categorie di livello Nazionale. Anche a quei tempi il grosso problema per le società sportive nostrane, era il reperimento di risorse e nonostante i fiorenti vivai che sfornavano giocatori di ottimo livello, per sopravvivere univano le forze. Così nel Campionato di Serie C 1930-31 troviamo una nuova squadra: l'Esperia sorta dalla fusione tra: Ponziana-Edera e Cantieri S.Marco (un'ottima squadra neo promossa in C); le premesse e le speranze sono ancora tante, ma arriva “solo” un quinto posto dietro Spal, Vicenza. 1931-32 altra fusione inglobando anche la Ponzianini Erranti e ritorno al nome Ponziana.

Gli anni 30' vedono il Ponziana giocare onorevolmente e sempre ad alto livello nel campionato di Serie C Nazionale; in alcuni anni la Serie B viene sfiorata, come nel 1937-38 quando a poche giornate dalla fine il Ponziana che è impegnato in un testa a testa con la Spal per il primo posto e la promozione in B, è fermato sul pareggio a reti inviolate sul campo di S.Andrea con gli acerrimi rivali e la promozione sfuma. Sono anni in cui il vivaio biancoceleste sforna ottimi giocatori, la Triestina presta dei giovani virgulti per formarsi in una categoria importante: uno su tutti Memo Trevisan. Dalla vicina Istria arriva sempre qualche buon giocatore e anche nel monfalconese e goriziano, i giovani talenti vedono nel Ponziana un trampolino di lancio per mete più ambiziose, poichè le squadre più blasonate trovano nei vivai giuliani, una fonte quasi inesauribile di buoni giocatori.

Solo pochi sportivi forse sanno che nel 1940 la squadra dei ragazzi biancocelesti, che oggi potrebbe essere equiparata ad una formazione primavera, riescono ad arrivare alle finali nazionali di categoria e giocarsi lo scudetto. Nelle eliminatorie vengono sconfitte Vicenza (3 a 0) e Bologna (2 a 0 e 1 a 2); così si arriva alla semifinale con la Lazio: a Roma la squadra ottiene un bel 2 a 2 e la settimana dopo i biancocelesti laziali giocano sul campo di S.Andrea, obiettivo la finale nazionale. Un folto pubblico assiste ad una partita burrascosa con espulsioni e rigori negati al Ponziana, ma il risultato finale è solo 2 a 2 ed è necessario uno spareggio a Firenze, per determinare la finalista; alla fine dopo un'altra partita serrata vince la Lazio 2 a 1. Nella finale per inciso, i giovani virgulti del “grande” Torino, conquistano lo scudetto, battendo la Lazio. Sono anni bui e la guerra è oramai scoppiata in Europa e sta per toccare anche la nostra penisola, le vie di comunicazione sono difficoltose e i campionati vengono sospesi, ma nel 1944, la FIGC con la spinta del regime, fa svolgere un campionato di guerra misto nell'alta Italia, con squadre di A, B e C e il Ponziana vi partecipa onorevolmente.

A guerra finita la vita ricomincia, ma le nostre terre duramente toccate dagli ultimi rigurgiti del conflitto, fanno fatica a ritornare alla normalità e anche il calcio ne risente. Il Ponziana ritorna nuovamente in campo e partecipa alla nuova serie C spezzettata in molteplici gironi su basi regionali, ma nel contempo la Federazione Jugoslava per motivi propagandistici, vuole che una squadra triestina, partecipi al massimo campionato della nuova nazione appena sorta.

Nasce così l'Amatori Ponziana, che attinge dalla squadra madre i migliori giocatori e forma una squadra altamente competitiva, per sfidare i grandi squadroni della vicina Repubblica, come: Stella Rossa, Partizan, Hajduk, Dinamo. Per il Ponziana rimasto fedele alla FIGC, sono tempi di magra e retrocede nei campionati Interregionali; i migliori giocatori se ne sono andati, parte all'Amatori e parte in nuove società triestine che stavano nascendo e che grazie al supporto di partiti politici, potevano usufruire di molteplici risorse. Sono gli anni dell'Edera, della Libertas, della Muggesana e poi della Fortitudo; nuove realtà dell'epoca che caratterizzeranno un periodo dello sport cittadino. Mentre il Ponziana ha una flessione, l'Amatori grazie ai contributi d'oltre confine, gira l'intera Jugoslavia e tiene ben alto il gonfalone della nostra città. Parecchi giocatori rifiutano di giocare nel campionato estero, all'inizio i giocatori vengono portati oltre confine con camion o tradotte militari, si dice per delle amichevoli, mentre invece partecipano ad un vero campionato. Comunque la squadra è valida e competitiva ad alto livello e a Valmaura dove disputano le partite, il pubblico accorre sempre numeroso, anche per vedere gli squadroni e gli assi jugoslavi. L'Hajduk viene sconfitto 1 a 0 con rete di Stivoli davanti a 4.000 spettatori. La Stella Rossa si presenta a Valmaura altezzosa con i suoi assi, sicura di far un solo boccone dei triestini e torna a casa con le pive nel sacco: 1 a 0 per i generosi triestini che li battono meritatamente nonostante la loro superiorità tecnica, con rete di Colombin. Anche la Dinamo viene bloccata sullo 0 a 0, in una bellissima partita, dalla esuberante volontà e l'ardore combattivo dei triestini. Ma dopo 3 anni la squadra retrocede e nel frattempo viene a cadere la spinta propagandistica che aveva fatto iniziare questa avventura, così l'Amatori sparisce dalla scena.

Nel frattempo il Ponziana si era riorganizzato e nel 1949/50 vince il Campionato Interregionale e raggiunge nella Serie C Nazionale su tre gironi di 20 squadre (come al giorno d'oggi) le concittadine Edera e Libertas. Pensate: 3 squadre triestine nella serie C e la Triestina in serie A; decisamente un'altra epoca.

Sono anni di splendore per lo sport triestino che con la nuova linfa degli istriani arrivati in città e i contributi che arrivano dall'Italia, che voleva a tutti i costi ricongiungere queste terre alla madre patria, vive la sua stagione dorata. Ma come tutte le cose belle, anche quest'epoca finisce e Edera e Libertas decadono, quando i partiti politici cominciano a centellinare i loro contributi, rimane il Ponziana che grazie ad un vivaio superlativo, con dei tecnici all'avanguardia come: Carlo Lupo, “Dolfo” Jachsetich e Marino Kovacic; riesce a primeggiare a livello giovanile e cedendo di volta in volta i migliori, riesce a procurarsi le risorse per mantenere una posizione di primo piano tra tutte le squadre della città. Ecco le partecipazioni alla Serie D con una squadra autoctona e giovanissima e poi il prestigioso titolo italiano dilettanti del 1960, conseguito a Rimini contro la Scafatese. Il Ponziana però non è più quello dei tempi d'oro degli anni passati, il vivaio è sempre prolifico e sforna sempre tanti bravissimi giocatori, ma per primeggiare tra i dilettanti e non a livello nazionale.

Ora ci vogliono i soldi per fare un salto di qualità ed ecco che arriva l'epoca delle squadre aziendali come Cremcaffè, Stock, Portuale, Edile Adriatica che vivono la loro stagione d'oro; anche il Ponziana cerca di tenere il passo, sempre grazie ad un vivaio che rimane il migliore in città. Ancora uno sprazzo di gloria con Ventura presidente, succeduto agli storici Venier; la Serie D e lo storico derby con la Triestina davanti a oltre 20.000 spettatori. Il gol di Miorandi che decide la partita, viene salutato con entusiasmo dai supporters biancocelesti, ma è il canto del cigno, perchè Ventura aveva fatto il passo più lungo della gamba e la società Ponziana era nel baratro del fallimento. La salva un imprenditore oculato, un vero signore e gentiluomo di sport come Zagaria, che riorganizza la società e la fa camminare con le sue gambe, senza voli pindarici e manie di grandezza.

Il settore giovanile continua a fornire buoni atleti ma di livello dilettantesco con alcune eccezioni; non c'è più la fioritura di talenti di una volta, la squadra rimane sempre competitiva, ma nei campionati regionali. E' storia di oggi e all'inizio degli anni 2000, Zagaria debilitato da una malattia incurabile, deve cedere la società che lentamente si spegne nel disinteresse di tutti comprese le istituzioni. Nel 2014 oberato dai debiti il Ponziana deve ammainare bandiera bianca e ultima beffa, il terreno di gioco, intitolato all'indimenticabile mulo biancoceleste “Giorgio Ferrini”, abbandonato e dissestato, diventa asilo di vagabondi e topi. Possibile che una gloriosa società con queste tradizioni, che ha dato tanto lustro alla nostra città, debba finire così nel dimenticatoio? "

 

Bruno Gasperutti

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