Lunedì, 29 Aprile 2019 23:16

Stipendi bassi e poca resa, ancora un arbitraggio penalizzante per la Triestina

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L'arbitro Matteo Gariglio durante Triestina-Teramo L'arbitro Matteo Gariglio durante Triestina-Teramo

Il sogno di tutti è fare come Pitana, Rizzoli, Webb, Elizondo e Collina.

O anche chi si accontenta come i vari Mazic, Brich, Clattenburg, Cakir e Kuipers. Il sogno è quello di chi intraprende la carriera arbitrale. Nel primo gruppo ci sono le ultime cinque direzioni della finale dei campionati Mondiali, nel secondo gruppo invece ci sono le ultime cinque finali di Champions League. In entrambi i casi l’ordine è dalla più recente alla meno. Ma è ovvio che anche il solo fatto di dirigere in serie A rappresenta per quasi tutti il traguardo a cui aspirare. Ma arrivare così in alto è una fortuna per pochi e chi ci arriva lo fa dopo tanta, ma tanta, gavetta.

Prima il corso gratuito, poi s’inizia con i Giovanissimi Provinciali guadagnando 30 euro a partita. Poi si passa agli Allievi Provinciali e il guadagno è il medesimo. Quindi il salto negli Juniores dove c’è un ritocco al salario: 35 euro se si dirige entro i 50 chilometri, e poi sempre di più a seconda dalla distanza; fino a 250 chilometri si arriva a percepire 100 euro mentre se i chilometri sono fina 800 ecco che in tasca arrivano 210 euro. Medesimi rimborsi in serie D dove però in più c’è anche qualche buono pasto.

Dopo parecchi anni di sacrifici finalmente si sbarca in serie C dove le cose cambiano un pochino. Ci sono 200 euro a partita più due buoni pasto da 30 euro e 0,21 centesimi per ogni chilometro percorso. Un esempio? Un arbitro che diriga a Trieste e che provenga da Pinerolo, oltre ai 200 euro e 60 di buoni pasto, riceverà per i quasi 600 chilometri percorsi “ben” 126 euro. Per sperare di guadagnare di più bisognerebbe salire almeno in serie B dove si guadagna 1700 euro a gara più gli stessi rimborsi chilometrici. Ma per arrivarci, il signor Gariglio proprio di Pinerolo, dovrebbe dirigere in maniera opposta a come fatto in Triestina-Teramo dove è stato troppo permissivo con gli ospiti, bravi nel perdere tempo cercando di innervosire l’Alabarda e capaci di interventi fisici a dir poco duri. Una condotta arbitrale che alla fine è sfociata nell’episodio del fallaccio di Spighi su Granoche che poteva anche mettere fine alla carriera del Diablo e che invece per fortuna se l’è cavata con danni minimi. E poi ci ha rimesso capitan Lambrughi che ha partecipato al mischione a caccia del “killer” teramano incassando dal giudice sportivo poi due giornate di squalifica, per cui salterà l’ultima ininlfluente partita di campionato e la semifinale d’andata dei play-off. E questo è preoccupante. Per Spighi invece ci sono solo tre turni di stop.

Ma in questa stagione, soprattutto al Rocco, sono arrivate spesso giacchette nere che si sono imbattute in pomeriggi decisamente imbarazzanti, non aiutate dai propri assistenti o a volte consigliate male dagli stessi. Il leit motiv è stato sempre lo stesso: la Triestina deve fare gioco mentre gli altri devono spezzare il ritmo, con gli arbitri assai tolleranti sulle condotte degli ospiti.

Ma non solo in serie C si trovano direttori di gara non all’altezza, anche salendo le categorie dove i compensi sono di gran lunga più considerevoli. In serie A, fino al 2005 si guadagnavano 5164 euro per partita, poi la cifra è scesa a 3400. Ora è salita a 3800. Ogni arbitro però ha anche una quota fissa annuale che è di 80000 euro se è internazionale, altrimenti varia a seconda di quante partite ha diretto nella stessa massima serie partendo dai 45000 e arrivando ai 72000. Si parla comunque sempre di cifre lorde dove l’aliquota è del 43%. Un assistente prende 1000 a partita, il quarto uomo 500, l’arbitro del Var 1500 mentre l’assistente al VAR 700. Una gara di serie A costa insomma alla Figc ben 7500 euro. Dirigere in Champions League può valere sino a 5800 a partita mentre gli arbitri dei Mondiali si portano a casa un bonus di 57000 euro più 2500 a partita. Ma non crediamo che il signor Gariglio di Pinerolo arriverà mai a tanto, anche se nelle 17 gare dirette in serie C vanta una media voto di 6. Ma si sa che i voti sono ...soggettivi. Dovessero votare i tifosi triestini che nelle ore passate si sono scatenati sui social, sia contro di lui che contro il giocatore abruzzese, il risultato sarebbe senz’altro molto negativo.

 

Letto 234 volte Ultima modifica il Lunedì, 29 Aprile 2019 23:26

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