Martedì, 03 Settembre 2019 12:56

Trieste-Juventus: orari agostani folli, impianti sportivi, arbitri, biglietti napoletani e le foto a Ronaldo

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Una fase di Triestina-Juventus al Rocco Una fase di Triestina-Juventus al Rocco

Dovrebbe essere una cosa molto facile da capire, ma evidentemente non lo è per tutti,

visto che chi comanda, piazza le partite in orari pomeridiani....giocare alle 15 in agosto e a inizio settembre è praticamente impossibile (come tutti i dilettanti FVG si sono lamentati per l'orario delle 17) e chi cerca di farlo, si meriterebbe un dieci in pagella solo per provarci a farlo. Se stai fermo (e sottolineiamo fermo) sotto al sole, sei stanco senza fare niente e cerchi subito l'ombra. Metti poi che ci siano anche umido e magari i moscerini o le zanzare e la frittata è completa. E ti viene male pure all'idea di essere al posto dei fotografi o gli steward a bordo campo sotto la canicola (con la casacchina addosso per non fare contrasto con le maglie dei giocatori) e benedici di avere un posto all'ombra.
Tutto questa premessa per far capire che la situazione di partenza non agevola il giocare appunto e di conseguenza lo spettacolo e quindi il gradimento degli spettatori, che – incollati beatamente ai loro seggiolini – hanno anche l'ardire di criticare. Triestina-Gubbio non aveva offerto sicuramente calcio-champagne a partire dalle 16.30 del primo turno del girone B di serie C, ma lo stesso Massimo Pavanel era inviperito nella conferenza-stampa nel post della gara con la Juventus pensando proprio all'ora del match contro gli eugubini (inizialmente fissata alle 15).
Se ti capita la fortuna di avere un'occasione di andare a Torino tre giorni e mezzo a cavallo tra fine agosto e inizio settembre e vivi di calcio....cosa fai? Ti dici “Bene, mi prendo il treno e vado in 55 minuti ad Alessandria a vedere il livello di un altro girone di serie C, tanto per capire quanta differenza ci sia”. Anche perchè da una parte dovresti vedere delle leve in prospettiva e dall'altro una realtà facente capo a un club arrivato fino in A nella sua storia, inserito in una città bella nel suo genere (e perciò potenzialmente un altro fattore di richiamo per andari a giocare) e dove hanno saputo fare sport ad alti livelli altresì nel basket fino a quando hanno fatto i “bravi” a livello organizzativo e dove c'è un palio sempre motivo di richiamo e curiosità.
La sfida in questione era Juventus Under 23-Robur Siena, valevole per il raggruppamento A. Inizio previsto alle 15, partenza reale alle 15.06 (con apertura della sola tribuna appena alle 13.45, d'accordo le presenze non erano lontanamente vicine a quelle del Rocco, essendoci state circa 500 unità). Mettersi a fare un discorso tecnico su tale confronto non sarebbe serio per quanto sopra. Il caldo era un killer spietato e perciò il primo tempo è stato decisamente anonimo. I bianconeri torinesi avevano in distinta un 1990 (tra l'altro il portiere di riserva Nocchi), un '94, un '97, sei '98, otto '99, cinque 2000 e un 2001. Praticamente una Primavera piazzata a fare la serie C. E da una società, che negli ultimissimi anni sta lottando sempre per cercare di andare ai play-off nel vero campionato Primavera, ti aspetti che non siano tutti dei nuovi Maradona, ma – essendo appunto in un club blasonato – pensi che ci siano tante promesse. Ebbene, chi esce da una Primavera in un grande sodalizio....si ritrova catapultato in un altro mondo quando fa a fare la Lega Pro. O sei un fenomeno di per sé o se sei un elemento interessante, in ogni caso avrai delle difficoltà nel passaggio di categoria. Mentalmente sei ancora ovattato e non hai determinazione, grinta e ardore in possesso di chi fa i tornei senior da più tempo. Hai ancora l'atteggiamento giovanile e la garra vera è tutt'altra cosa. Nel primo tempo Madama non ha fatto un tiro in porta e durante l'intervallo due rappresentanti della Curva Scirea, presentatasi al Moccagatta con una delegazione di una quarantina di ultras per incitare i baby piemontesi (cosa peraltro fatta in modo esemplare fino a quando le gole non sono rimaste all'asciutto), hanno richiesto ad alta voce di tirare fuori i co...gli attributi insomma. Solamente il centrocampista Simone Muratore e la prima punta Dany Mota Carvalho (ingaggio estivo dall'Entella), due 1998, hanno mostrato almeno forza fisica e buona volontà, mentre l'altro '98 Pietro Beruatto, figlio dell'ex rossoalabardato Paolo (due stagioni a Trieste, dove peraltro il figlio è nato) ha fatto vedere disciplina - e una condizione incoraggiante – nel saper destreggiarsi sulle due corsie basse (a sinistra nei primi 46' e a destra nella ripresa finchè è stato sostituito al 28').
Completando l'analisi sui torinesi, questi nella ripresa hanno provato a giocare di più – in crescita Toure a centrocampo e non male il subentrato Frederiksen - e si sono ricordati delle fasce, ma hanno peccato di ingenuità sotto-porta nel chiudere un paio belle di azioni oltre a non essere stati premiati per una spintarella (e mezza) in area ospite da un arbitro poco avvezzo in generale a usare i cartellini quando dovrebbe e tralasciando alcuni falli (non è solo un malabitudine di chi fischia le gare dell'Unione). La mancanza di cattiveria sportiva, che c'è nelle giovanili appunto, è rimasta pure nei secondi 45', però Mota Carvalho è riuscito a portare i suoi con una doppietta dallo 0-2 dell'intervallo al 2-2 dell'89'40”. Una rete di testa e una gran bella rovesciata. Palla al centro, 5' di recupero e sulla prima azione dei senesi....fallo di Frabotta – '99 entrato al 1' s.t. -, rosso diretto e rigore, lo calcia Guberti, che insacca il 2-3 e buonanotte ai suonatori. Overtime allungato di un minuto, nessun altro sussulto e risultato a favore dei toscani.
I bianco-azzurri di Siena affidati all'ex di turno Alessandro Dal Canto. Balzano agli occhi due nomi noti alla Triestina....il 1988 Dario D'Ambrosio (gemello dell'interista Danilo) e il 1994 Tommaso Arrigoni, figlio dell'allenatore Daniele. Due tasselli di una “lista-gara” più esperta degli avversari di turno, essendo dotata anche di un '84 (Guberti appunto), un '85, due '86, un '89, due '92, due '93, tre '96, un '97, tre '98, due '99 e un 2002 (il terzo portiere Petrucci rimasto in panchina).
Orbene, il Siena ha pure vivacchiato. Ha avuto il grandissimo merito (vista l'afa) di fare quattro azioni nei primi 46' (45' + 1' di recupero), di cui due infilatesi in rete – la prima grazie però a un gran regalo della difesa locale – e nella ripresa ha sostanzialmente tirato nello specchio della porta in occasione del penalty. Una prova cinica, imperniata sulla gestione delle forze e degli spazi del campo con sagacia e di saper anche “aver male” su certi contrasti per poi tornare in piene forze pochi istanti più tardi. Ti saresti aspettato qualcosa in più dal gioco ospite e invece ti sei ricordato, che le opportunità vanno colte preferibilmente al primo giro perchè conta solo il risultato. Negli almanacchi trovi solo quello e non il modo usato per conquistarlo.
Ci si dovesse basare solo su questa sfida, diresti che il Siena potrà magari arrivare ai play-off per la sua concretezza, ma non adrà su e che la Juventus Under 23 faticherà a salvarsi in questa versione giovane, ma il detto “è calcio d'agosto” è assolutamente vero. Non fosse per quel benedetto caldo che non ti lascia fare sport in pace....
Insomma cari amici, non è che sugli altri campi della serie C si possa e debba vedere un gran calcio a differenza di quello visto nel concentramento B.
Così come è certa la soddisfazione provata ancora dal triestino Maurizio Lombardo – il segretario generale della Juventus – per l'accoglienza ricevuta al suo ritorno al Nereo Rocco per l'amichevole con l'Unione. Foto e video sono stati motivo di caccia per “il mulo di Altura”, fiero di aver trovato riscontri (e affetto) per ricordarsi sempre questo momento. Per lui è stata la prima nel Rocco rinnovato, una versione che gli è piaciuta come pure la grinta della Triestina.
E ai leoni da tastiera, che sostengono che la bronco-polmonite di mister Sarri sia una scusa per nascondere malumori tra il coach e una parte del gruppo, l'ex giocatore dell'Altura, del San Sergio e del Ponziana indica che “la Juve non è una società che usa questi mezzucci, è stato mandato via Allegri con ancora un anno di contratto...e se volessimo mandarne via un altro, non useremmo la tattica di una finta malattia per farlo. Mister Sarri ha avuto è stato male sul pullman, da cui non è neanche sceso per molti minuti a Villar Perosa una volta arrivati là per la classica amichevole in famiglia. Basti pensare che ce ne vuole prima che i medici non diano l'idoneità fisica e a lui hanno detto che potrà riaverla dopo due settimane delle cure necessarie in questo caso”.
E visto che si vive di polemiche in Italia....Madama è stata criticata per aver messo in vendita i biglietti per il match con il Napoli ai soli tifosi del “ciucio” residenti in Piemonte, tanto da dover fare un passo indietro e aspettare il beneplacito della questura di Torino per poter ri-adottare questa tattica pratica. Il risultato? 200 tifosi residenti in Campania (al di là di quelli rispettosi del diktat ufficiale) sono riusciti ad avere i tagliandi per lo spicchio riservato ai supporters avversari all'Alliunz Stadium, in quel settore non sono mancati i danni alle infrastrutture e la questura si è attivata per individuare i colpevoli e far partire dei daspo. Sarà stata di più la rabbia per il simpatico sfottò degli ultras juventini, che hanno intonato ad alta voce “olita mia” o per la sconfitta per 4-3? O magari per la frustrazione che nel primo confronto diretto stagionale si è vista una categoria di differenza tra le due formazioni? Fino a un certo punto i ragazzi di Carlo Ancelotti non l'hanno vista e si sono ritrovati sotto 3-0, poi hanno avuto un possesso palla fine a se stesso perchè non avevano la convizione di affondare i colpi al cospetto di un team dalla pancia piena e sazia e ormai convinto di averla vinta. I tre gol azzurri sono stati frutto unicamente di errori locali; sicuramente anche la difesa napoletana ci ha messo molto del suo, ma durante il primo tempo la Vecchia Signora ha sfornato un gioco, che non ci si sarebbe aspettati così lineare e intenso (e magari condizionato dai mali di pancia degli esuberi e del contraccolpo psicologico per l'infortunio a “JureChiello”. Tanto che il trainer Ancelotti ha riconosciuto il merito del successo antagonista. Meno male che le cose cambieranno perchè il Napoli crescerà gioco-forza e la Juve avrà un calo fisiologico. Altrimenti “questo calcio d'agosto” sentenzierebbe che il Napoli se lo può scordare il tricolòr.....
Infine una postilla pratica...è un colmo mandare a giocare una propria “rappresentativa” in un'altra città, quando hai uno stadio di proprietà (quello Juventus Stadium diventato Allianz Stadium per ragioni commerciali) e due centri sportivi. Uno, quello storico, si trova nel comune di Vinovo, a mezz'ora d'auto dalla stazione centrale dei treni di Porta Nuova. Questo è dotato di otto campi e delle palazzine necessarie per l'attività annessa, si allenano e vi giocano la femminile della capitana triestina Sara Gama nonché le giovanili in gonnella e maschili fino alla Primavera compresa (under 19 maschile impegnata altresì nella youth league nello stesso impianto). Vi si allenava inoltre la pluriscudettata prima squadra maschile, poi trasferitasi per la preparazione settimanale nel 2018 allo Juventus Training Center (più noto come la Continassa dal nome della zona in cui sorge). Una cittadella dotata di quattro campi da gioco regolamentari, spogliatoi, palestra e piscina. Inoltre ci sono o un albergo, un centro benessere, un'area residenziale, la sala stampa dedicata alle conferenze di allenatori e giocatori, quella dedicata alle riunioni tecniche e visione dei video. Inoltre è presente un'area dedicata agli sponsor e quella per gli studi televisivi del canale tematico bianconero, la scuola internazionale, la sede sociale del club (dopo aver lasciato la vecchia in centro città, che era stata presa in affitto da una banca) e una zona dedicata alla ristorazione e all'intrattenimento. Una cittadella attigua allo stadio sorto sulle ceneri dello storico Delle Alpi nel comune di Venaria Reale.
Ma il problema è che sia Vinovo che la Continassa non hanno un settore ospiti e le postazioni per i portatori di handicap. E allora non si possono giocare gare di campionato senior e le coppe, tanto che la femminile deve emigrare pure lei ad Alessandria per la Champions League in rosa. E poi la Continassa, da quanto sostiene un fotografo fisso alle partite della Juventus prima squadra (che tra l'altro spiega che “Cristiano Ronaldo ha fatto quadriplicare la presenza di fotografi alle partite della Juve, le sue foto sono molto più richieste di quelle degli altri per quanto famosi”), vuole essere mantenuto un centro sportivo ad esclusivo uso della Juve in modo da poter stare in pace.
L'idea? La famiglia Agnelli è intenzionata a prendere ancora un'area in zona Stadium e Continassa, bonificarla e creare un impianto per l'Under 23 di serie C. Insomma niente lavori di adattamento neppure a Vinovo...e pensare che all'estremo Nord Est – per una categoria più sotto, ovvero la serie D – il Kras Repen, il San Luigi e l'U.F.M. si sono attivati per mettere a norma le loro case. D'accordo che andare a giocare ad esempio da Trieste a Monfalcone per l'Interregionale ha dei costi sia di affitto del campo sia di benzina oltre a perdere una parte del proprio pubblico e chiaramente le ASD non possono assolutamente mettersi a costruire impianti ex novo, ma fa sorridere – da appassionato che non conosce i meandri societari interni alla “problematica” - pensare che un sodalizio professionistico non possa adattare Vinovo piuttosto che andare a giocare ad Alessandria (dove i tifosi locali non vedono di buon occhio l'avere un altro club sull'erbetta del Moccagatta) con la perdita di qualche supporter voglioso di mettere mano al portafoglio e vedere in azione anche la Lega Pro....

 

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