Domenica, 18 Agosto 2019 21:36

Triestina-Juventus 0-1: Dybala, Higuain, Maurizio Lombardo e la ...favola del piccolo Angelo

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Due Ronaldo al Rocco Due Ronaldo al Rocco

Non c’era Ronaldo in campo in questa amichevole Triestina-Juventus?

La sua maglia però ha riempito ugualmente il Rocco. In tanti infatti si sono presentati con il numero 7 sulla schiena e il nome del popolare CR7 poco sopra, il tutto in rigoroso colore bianconero a righe verticali. Molto differente dalla divisa che invece i piemontesi usano in questa stagione.  
La Curva Furlan chiaramente targata Unione e la Curva Trevisan (o più popolarmente curva Valmaura) pro-Juve anche se con toni più soffusi rispetto al calore emanato dai tifosi stanziati di fronte. Le simpatie maggiori dei sostenitori bianconeri sono andate a Paulo Dybala – basti pensare al momento della sua uscita –, ma un certo gradimento lo ha ottenuto anche Gonzalo Higuain all'ingresso in campo a metà ripresa. Più convinti in certe situazioni sono stati i buuhh nei confronti della compagine torinese (e una bella fetta se l'è attirata Bonucci una volta richiamato in panchina). Chi lo sa come sarebbe andata, invece, la passerella di Maurizio Lombardo – segretario generale triestino della Vecchia Signora – se Mauro Milanese lo avesse portato sotto la curva di casa un po' più tardi....alle 19.45 il settore “caldo” dell'Unione non era ancora colmo come all'atto dell'inizio. Sono arrivati degli applausi e soprattutto un coro “Mauro Mauro” a favore ovviamente dell'ex terzino sinistro professionista. Però il mulo di stanza a Torino ha fatto il pieno di persone che lo hanno cercato (fisicamente e al telefono) nei meandri dello stadio nel pre e nel post partita. Tanto che prima di salire sul pullman di Madama con destinazione Ronchi dei Legionari l'ex giocatore di Club Altura, San Sergio e Ponziana si è lasciato scappare “Sono tutti che mi chiamano per salutarmi, è un “delirio”...”. Due prove concrete? Un suo ex compagno di scuola, accompagnato dal figlio fuori dal garage, se lo è visto sfuggire a bordo del pullman nel post-gara. Meglio è andata – nel pre match - ad Alessio Tuntar, presidente del Triestina Club San Giacomo e suo amico di lunga data....molti i supporters “della più amata o più odiata” (senza mezze misure) appostati fuori e dentro il posteggio coperto del Nereo Rocco a caccia di selfie e autografi. Qualcuno è riuscito a infilarsi pure nei corridoi degli spogliatoi e in mix-zone, tornandosene a casa felice e contento. E' stata insomma una festa? Se la si può considerare tale in base all'invasione riuscita (prima un ragazzino solitario al 44' del secondo tempo e poi a triplice fischio finale)....allora sì....Ma come si attendono i duri e puri fans rossoalabardati....la festa dovrà esserci sugli spalti ogni volta che i “greghi” giocheranno in primis sull'erbetta amica. D'altro canto il motto è “C'è solo la Triestina”...con la benedizione di un altro triestino illustre, quel Paolo Condò chiamato a commentare di persona la sfida su Sky....viva là e po' bon.

Tra le varie storie da raccontare di questa bella serata ne abbiamo scelta una che sa tanto di fiabesca. Tra i bambini che sono scelti per accompagnare squadre e arbitri all’entrata in campo c’è anche il piccolo Angelo, uno che nonostante la giovanissima età conosce i giocatori di mezza serie A, uno che vive insomma di calcio. Come nella maggior parte di loro, anche in lui l’emozione è tanta per trovarsi accanto ai campioni d’Italia. Già questo basterebbe per tenerselo tra i ricordi più belli di questii anni. Ma più tardi gli accade un piccolo incidente, uno steward dopo aver aperto il cancelletto del campo lascia cadere la sbarra che colpisce la mano di Angelo schiacciandogli due dita. Immediato lo svenimento, del vomito e la chiamata dell’ambulanza. Nell’attesa però, dopo essere stato fasciato negli spogliatoi, i giocatori della Juventus hanno voluto fargli degli autografi e qualche scatto fotografico. Poi un giro in ospedale dove per fortuna non gli viene riscontrato nulla di rotto ma soltanto una bella botta. Una serata che dunque il piccolo Angelo ricorderà a lungo.

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