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Bocce, un gran 2009 nelle parole del presidente Fratte

18 Febbraio 2010
di vicedirettore

Roberto Fratte è il presidente triestino del Comitato Regionale della Federazione Italiana Bocce a

Udine. Non è una cosa un po' strana?
Sì, sono un presidente triestino, ma voglio precisare che sono stato eletto un anno fa da un’assemblea di 94 società regionali che raccolgono circa 3000 atleti tesserati e non meno d’altri 4000 soci sostenitori e frequentatori amatori. Per prima cosa voglio ringraziare tutti per la fiducia accordatami e mi onoro di rappresentare questo movimento importante non solo dal punto di vista sportivo ma anche da quello sociale.
Presidente, al termine del primo anno di mandato si può tentare un  bilancio?
Certamente e posso affermare che si tratta di un anno con risultati sportivi importanti, grazie alla Dok Dall’Ava San Daniele. Per la prima volta nella storia delle bocce una società del FVG ha conquistato il titolo di campione d’Italia strappandolo alle società dell’ovest, in particolare liguri e piemontesi che da sempre ne erano i depositari. Ora nel campionato attuale 2009-2010 questa società è ancora al comando, ma non basta: anche un’altra nostra società, il Brugnera Euro 90, è stata promossa e milita con onore nel campionato di massima serie. Essendo una novizia sta lottando per la salvezza, ma io sono certo che potrà raggiungere il suo obiettivo e centrare la permanenza in serie A. Grandi soddisfazioni, poi, sono giunte pure dal settore femminile con la conquista di titoli nazionali e con i recenti successi in campo internazionale ottenuti a Zagabria. E non posso certo dimenticarmi del settore giovanile. I nostri ragazzi hanno portato in regione nel 2009 un sacco di titoli italiani, iniziando il 2010 a Rijeka con un terzo posto in una competizione internazionale che ha visto ben sedici nazioni nelle corsie di gioco. Questi risultati hanno avuto anche un seguito politico perché hanno spostato l’attenzione della nostra Federazione verso il FVG con una conseguenza tangibile immediata, la nomina del sottoscritto quale membro della Commissione Tecnica Nazionale, ente che in pratica decide e programma tutta l’attività sportiva.
Complimenti per l’ importante nomina, presidente, ma parliamo unicamente di sport?
No, come detto all’inizio esiste anche lo sviluppo sociale, senza dubbio non meno importante che quello sportivo d’alto livello e, nel precisare che, in ogni riunione del Comitato regionale ho richiesto la presenza dei quattro presidenti provinciali per avere un immediato riscontro su tutti i problemi che il comitato stesso affronta e decide sulla spinta di quello che la nostra Federazione definisce lo sport per tutti. Rivolgiamo la nostra attenzione anche alla promozione, agli amatori, agli anziani e in particolare ai disabili. Molte società regionali hanno organizzato incontri dedicati ai meno fortunati di noi e in queste iniziative, che per altro hanno incontrato successo e hanno dato molta soddisfazione, puntiamo al recupero delle cosiddette abilità residue, in questi programmi posso affermare di avere avuto sempre al nostro fianco l’assessore regionale allo sport Elio De Anna, il presidente regionale del CONI Emilio Felluga e tutte le istituzioni.
Ci sono novità relativi ai programmi e agli obiettivi per il prossimo futuro?
Certo, non stiamo fermi e non dormiamo sugli allori. Per quel che riguarda l’attività sportiva si può affermare che diventa spesso difficile tracciare dei programmi, si può quasi dire che l’attività non conosce soste e che diventa programmabile settimana dopo settimana fra campionati delle varie serie di società, il calendario gare 2010 pronto per essere varato, incontri internazionali di scambio, i primi posso dire immediati, con la vicina Slovenia e Croazia già pronti ma ritorno sulla promozione. Abbiamo avuto un’importante riunione con il Veneto che mi ha soddisfatto molto per quanto riguarda gli accordi tecnici che compattano la disciplina su tutto il territorio, ma personalmente ho in cuore un obiettivo ben preciso per il quale intendo battermi ed è l’abbattimento delle frontiere nazionali. Ne ho discusso con i colleghi del Veneto, ho ripreso in mano questo problema che era stato iniziato molti anni fa e poi abbandonato. Io intendo dare ai giocatori la possibilità di gareggiare ovunque senza vincoli regionali creando così anche una sana competizione fra le società. Ho trovato ascolti nel Veneto, ci sono riscontri, qualche tensione territoriale da risolvere e qualche angolo da limare, ho avuto dei contatti anche con il Piemonte, regione che da sempre è considerata la patria delle bocce e il suo presidente mi ha chiesto di organizzare un incontro dalle nostre parti per appianare eventuali divergenze d’opinioni e, lasciatemelo dire, ho accolto questa richiesta da parte del collega piemontese con una punta d’orgoglio.
L’attività in provincia di Trieste.
Il Comitato provinciale F.I.B. di Trieste è guidato dal neoeletto presidente Tiberio Mitri, che - sulla falsariga di quanto indicato dalla Federazione - cerca e spinge le società giuliane a rinnovarsi, a svincolarsi da mentalità troppo tradizionalistiche, ad aprirsi nel continuo scambio d’idee e d’esperienze mirate in particolare ad opere di propaganda per lo sviluppo delle nostre attività sportive e sociali. Non ci sono a Trieste sodalizi che militano nel campionato italiano di massima serie e neppure in quello cadetto, ma ci sono ad ogni modo tre società che giocano in quello regionale di serie C (Gaja Padriciano, Portuale Bocce e Triestina); al campionato di prima categoria è invece iscritto il Muggia Bocce 1981-2007 che partecipa pure al campionato regionale di società femminile. Al campionato di società femminile sono iscritte in girone unico cinque club che si battono per passare alla fase nazionale finale valida per il titolo italiano. Si gioca la domenica mattina e per ogni incontro i punti disponibili sono dieci, che scaturiscono da un tiro di precisione, un punto e tiro obbligato, due coppie tradizionali e un individuale. I tesserati alla F.I.B. hanno a loro disposizione anche regolari calendari gare invernali con competizioni tradizionali libere o vincolate di categoria e di società che si svolgono principalmente nel bocciodromo Ervatti di Prosecco del Portuale Bocce, ma anche presso altri impianti coperti come quello dello Zarja di Basovizza, del Muggia Bocce in località Palù, della Maddalena nel bocciodromo comunale di Strada di Fiume. Da marzo fino ad ottobre sono diramati i calendari gare nazionali, regionali, provinciali e sociali con gare di tutti i tipi, dedicate a tutte le categorie di giocatori e amatori, ci sono in pratica competizioni sempre per tutti i gusti, alle volte c’è l’imbarazzo della scelta e spesso manca il tempo libero necessario per potervi partecipare. La federazione insiste nel definire lo sport delle bocce uno sport per tutti e alcuni anni fa, in uno spot pubblicitario, dichiarava: “Dai sei anni e fino a quando ne avete la forza, la capacità e la voglia potete entrare in un campo di bocce per vincere". Non era una boutade, ma era vero: recatevi in una bocciofila e date un’occhiata in giro.