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Atletica, lo sciopero dei treni blocca i top runner

25 Giugno 2011
di vicedirettore
La fortuna non sempre aiuta gli audaci. La Asd Sportiamo, infatti, ha organizzato «Il cavallo scende in pista» per promuovere, anche fra gli amatori, il movimento delle gare sul tartan, spesso trascurato. Ma il caso ha voluto che la maggior parte dei top runner venissero bloccati a Mestre da uno sciopero dei treni. Le condizioni metereologiche, inoltre, hanno fatto il resto. Il forte vento e le temperature non proprio estive, hanno tenuto lontano dalla pista di Cologna il popolo degli amatori.
L’organizzazione, così, ha dovuto concentrare tutte le attenzioni su un’unica gara, la distanza del miglio.
Sulla carta non sembrava ci fossero dubbi. Il marocchino Lamachi Abdelkebir vanta un curriculum di tutto rispetto. Vincitore delle maratone di San Sebastian e di Torino e, soprattutto, autore di un ottimo riscontro cronometrico (1:02’) sulla mezza maratona, sembrava destinato a vincere agevolmente davanti a una pattuglia, seppur forte, di giovani talenti triestini, in gran parte provenienti dal Marathon.
Lo stesso Lamachi deve aver pensato a una gara da condurre in solitaria. Lo dimostra la partenza molto forte, nel tentativo di creare un certo divario, rispetto agli avversari, fin dai primi metri.
L’unico a raccogliere la sfida è stato proprio un mezzofondista in maglia gialla. Luca Sponza, ventenne triestino, non si fa cogliere impreparato e al primo giro di pista appare a suo agio nella veste di possibile outsider. Agli 800 metri il duo di testa fa segnare un discreto 2’07”. La distanza del miglio, usuale nei paesi anglosassoni, corrisponde a 1609 metri. Sono gli ultimi due giri di pista, quindi, a decidere la gara.
Sponza, pur inseguendo, appare fresco, con una perfetta meccanica di corsa. È il marocchino a dimostrare i primi segni di cedimento, con un’andatura scomposta che preannuncia la resa.
Agli ultimi 400 metri, infatti, Sponza mette la freccia e in 4’25” va a vincere davanti a Lamachi, secondo in 4’29”. A completare il podio ci pensa Andrea Micalizzi (Marathon) che, in 4’43”, anticipa i compagni di squadra Giovanni Limoncin (4’48”), Emanuele Deste (4’50”), Giovanni Dolermo (5’03”) e Luca Benes (5’04”). Il primo atleta a non vestire la maglia del Marathon, oltre al top runner marocchino, è Moreno Mandich (Sportiamo) che chiude ottavo in 5’05”.
«Ho corso ieri, ai campionati italiani di Bressanone, i 3000 siepi – commenta il vincitore – dove ho ottenuto il quinto posto. Ho deciso, quindi, di condurre una gara prudente, a ruota dell’atleta più quotato. Ho visto quasi subito, però, che sosteneva questi ritmi con una certa difficoltà. Ho, così, creduto di poter portare a casa la vittoria».
In 7’28”, infine, è giunto Moris Novello (Amici del Tram de Opcina). Pur sapendo di correre insieme ad atleti molto più forti di lui, ha voluto onorare la gara, concludendo decoubertinianamente all’ultimo posto.