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La Bavisela chiede le dimissioni di Pettarin

15 Dicembre 2012
di vicedirettore

Il presidente del Comitato regionale della Fidal, Guido Pettarin, deve dimettersi perché non ha più un ruolo super partes considerando che, attraverso un comunicato ufficiale inviato ieri a tutte le
società del Friuli Venezia Giulia, annuncia di impegnare se stesso e il
comitato che dirige in qualità di organizzatore di una maratona definita
Unesco City Marathon e che, secondo quanto contenuto nella lettera datata 14
dicembre, sarebbero la Regione ed il Coni regionale ad affidargli questo
incarico”.

“Quando si dice che errare è umano ma perseverare è diabolico – interviene
il presidente della Asd La Bavisela di Trieste, l’associazione che da 14
anni organizza a livello internazionale la Maratona d’Europa di Trieste, da
18 la Maratonina di Trieste e da 20 la Bavisela Family -  d’ora in poi ci si
riferirà in primis alla Fidal del Friuli Venezia Giulia che, nonostante i
ripetuti inviti a desistere da un atteggiamento quanto meno antisportivo e
contrario ad ogni etica comportamentale, ieri ha inviato una missiva
ufficiale comunicando l’imminente presentazione alla stampa di un evento
che, sostenuto da un consigliere regionale di Cividale, ha connotati
esclusivamente elettorali e va palesemente in contrasto ad ogni altra logica
territoriale”.

Il Comitato regionale della Federazione italiana di atletica leggera – cita
testualmente il comunicato firmato Pettarin - è stato chiamato dalla Regione
Autonoma Friuli Venezia Giulia e dal Coni regionale a fornire supporto
tecnico organizzativo per la realizzazione della 1.a edizione della
manifestazione in oggetto (la Unesco City Marathon). La Maratona si sviluppa
da Aquileia a Cividale, città patrimonio mondiale dell’Unesco, passando per
Palmanova, anch’essa candidata a divenire patrimonio dell’Unesco. La data
prevista è il 1 aprile 2013 e probabilmente coinciderà con il Campionato
Italiano Assoluto e/o Master. Il Comitato Organizzatore è presieduto dal
Vicepresidente Regionale del Coni Giuliano Gemo e comprende i Sindaci di
Aquileia, Palmanova e Cividale, l’Assessore allo Sport della Provincia di
Udine, un rappresentante della Regione ed un rappresentante della Fidal.

“A questo punto – afferma Carini – chiediamo spiegazioni alla Regione ed al
Coni Fvg, citati come committenti e quindi primi organizzatori di un evento
sportivo potenzialmente concorrente, sotto diversi punti di vista, alla
Maratona d’Europa ma anche alla Maratonina di Udine o a quella di Palmanova.
Personalmente non mi risulta che la Fidal Fvg abbia ricevuto questo incarico
dalle citate istituzioni ma, di fronte ad un documento ufficiale che
porrebbe Regione e Coni come antagonisti e non partner degli altri eventi
sportivi del Friuli Venezia Giulia, attendiamo di conoscere la verità”.

 

“Scriveremo quanto prima – assicura Carini - al presidente nazionale del
Coni, Giovanni Petrucci, ed al nuovo presidente nazionale della Fidal, Alfio
Giomi, certi che non sia nelle loro intenzioni avallare l’inconcepibile
progetto del binomio Gemo-Pettarin i quali, tra l’altro, anticipano da parte
in causa una possibile assegnazione del campionato italiano in totale
contrasto con le norme federali”.

 

“Accanto alle dimissioni di Pettarin – incalza infatti il presidente della
Maratona d’Europa – sono necessarie quanto opportune anche quelle del
vicepresidente del Coni regionale, Giuliano Gemo, a maggior ragione nel
momento in cui emergesse che abbia agito senza autorizzazione a nome del
Comitato guidato da Emilio Felluga”.

 

“Le istituzioni – aggiunge Carini – sono per default chiamate a sostenere
chi opera bene sul territorio e non ad impegnarsi in prima persona
nell’ideazione, costruzione e gestione di eventi come una maratona.
Valuteremo con i nostri avvocati un’eventuale azione legale nei confronti di
coloro i quali, esercitando in maniera a nostro avviso errata quanto
arrogante il proprio potere, minacciano di danneggiare il lavoro altrui”.

 

“Siamo allibiti e sconcertati – conclude Carini - dall’assoluta mancanza di
rispetto nei confronti degli organizzatori privati, costretti come siamo a
pagare  ‘similtangenti’ alla Fidal per avere nulla di buono e utile in
cambio, fino a ritrovarci probabilmente a finanziare una loro attività
concorrente”.