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Marcia, solo 26° Cafagna ai mondiali in Messico

19 Maggio 2010
di vicedirettore

Orfana di Alex Schwazer, vittima di improvvisi disturbi intestinali, la squadra azzurra di marcia in Messico

 

sabato non è riuscita a bissare il successo nella Coppa del Mondo di specialità. I migliori piazzamenti azzurri sono quelli del finanziere romano Marco De Luca (14°) e del carabiniere triestino Diego Cafagna (26°), seguiti dal giovane Federico Tontodonati (27°), all’esordio in una grande competizione di livello internazionale, e da Andrea Adragna (36°).
I campioni in carica si devono quindi accontentare del sesto posto di squadra per lasciare il titolo iridato nelle mani della Cina, formazione che ha avuto ragione per un solo punto dei padroni di casa. Terza la Russia che aveva rinunciato a presentare le sue teste di serie per risparmiarle in vista dell’imminente impegno ai Campionati Europei di Barcellona. Analoghe considerazioni devono aver indotto anche Schwazer a desistere, in quanto un eventuale tentativo di gareggiare si sarebbe probabilmente rivelato talmente gravoso da compromettere la partecipazione agli Europei.
La squadra italiana si è comunque difesa al meglio delle sue possibilità, pur risentendo delle condizioni estreme in cui si svolgeva la gara a Chihuahua, con 50 km di percorso interamente esposti al sole cocente a quasi 1500 metri di altitudine.
De Luca si mantiene sulla scia dei migliori fino al 40° chilometro, quando si trova ancora nel gruppo all’inseguimento del podio, salvo perdere numerose posizioni nel tratto conclusivo del percorso. Partenza più prudente per gli altri azzurri guidati dal più esperto Cafagna, inizialmente tutti oltre la quarantesima posizione per rendersi poi protagonisti di una sorprendente rimonta fino ad affacciarsi alla parte più alta della classifica. I riscontri cronometrici non sono dei migliori ma giustificati dalle condizioni climatiche particolarmente sfavorevoli: De Luca chiude appena oltre le quattro ore (4h00:45) mentre Cafagna ferma il cronometro a 4h10:18, poco più di un minuto di ritardo per Tontodonati.
È illuminante il fatto che lo stesso vincitore, lo slovacco Matej Toth, abbia concluso la gara in 3h53:30, tempo inferiore di appena una manciata di secondi a quello stabilito proprio da Cafagna in occasione della scorsa edizione della competizione, in Russia, quando tagliò il traguardo come terzo miglior azzurro, in 19.a posizione.
Al secondo posto il messicano Horacio Nava, nativo proprio di Chihuahua, che si vede superare proprio in prossimità dell’ultimo chilometro. Terzo l’australiano Jarred Tallent, argento alle Olimpiadi di Pechino, che dopo la rinuncia di Schwazer era dato per favoritissimo per la conquista dell’oro.
Gli azzurri ritornano comunque in Italia con la medaglia d’oro al collo, si tratta di quella dell’edizione scorsa che fu inizialmente assegnata alla squadra russa vincitrice sul campo davanti all’Italia, ma con mezzi poco ortodossi visto che alcuni atleti risultarono positivi ai controlli anti-doping. La medaglia è stata così finalmente consegnata alla squadra italiana che così non tornerà dal Messico a mani vuote.
Seppure con ben diverse aspettative c’era un altro triestino in gara in Messico, oltre a Cafagna era infatti presente Fabio Ruzzier, marciatore in forza al Marathon che in virtù della doppia cittadinanza veste la maglia della Slovenia. Ruzzier non mirava certo a piazzamenti di alto profilo a livello individuale e tantomeno di squadra, essendo l’unico rappresentante della sua nazionale: è comunque un obiettivo di tutto rispetto l’aver preso parte ad una manifestazione internazionale di simile livello all’età di ben 57 anni, di gran lunga la maggiore tra tutti i concorrenti in gara.