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Sport pulito, la Bavisela entra nelle scuole

11 Marzo 2014
di vicedirettore
La Bavisela entra nelle scuole superiori di Trieste attraverso la promozione dello sport pulito. Il primo istituto ad avere aderito è stato l'Ips Galvani con quattro classi di studenti che hanno preso parte all'incontro svoltosi nelle aule della struttura di via Campanelle. Relatori il presidente della Bavisela, Fabio Carini, e il top runner Stefano Scaini. In primo piano la lotta al doping, alle sostanze illecite e ad ogni forma di scorciatoia nel mondo sportivo, un impegno che la Bavisela ha intrapreso lo scorso anno, con l'introduzione del contratto etico per gli atleti e una campagna di sensibilizzazione sul web, sui social network e con volantini realizzati ad hoc.
La conferenza è stata arricchita da filmati e contributi volti ad illustrare anche la strada della certificazione IMQ, ambientale e sociale, che l'organizzazione sta seguendo come primo evento sportivo in Friuli Venezia Giulia e come seconda maratona in Europa. Tra i progetti nell'ambito della responsabilità sociale sono state ricordate anche le agevolazioni per i giovani, con una tariffa speciale per gli under 18, che potranno correre la Bavisela Family, in programma il 4 maggio, insieme a Maratona d'Europa e Maratonina di Trieste, con un'iscrizione al costo di 5 euro. "Sono particolarmente soddisfatto della risposta fornita dagli studenti che abbiamo incontrato - commenta Carini - perché hanno dimostrato di sapere cogliere le giuste sollecitazioni e quegli input necessari ad attivare in loro uno spirito di coinvolgimento in tempi così importanti e mutuabili dallo sport alla vita di tutti i giorni. Al termine - ha aggiunto il presidente della Bavisela - svariati di loro sono venuti da Scaini e da me a chiedere come e dove cominciare a conoscere e praticare l'atletica e la corsa in particolare. Grande soddisfazione anche da una studentessa che ha evidenziato come non sempre lo sport trasmetta valori positivi in assoluto, citando ad esempio quella parte di calcio malato utilizzato come pericoloso sfogo di rabbie e frustrazioni piuttosto che per una crescita costruttiva dell'individuo". Scaini ha posto particolare attenzione sulle conseguenze negative dell'utilizzo di sostanze dopanti e “simildopanti”, spesso reperibili con troppa facilità anche sul web, citando esempi concreti di danni irreparabili provocati a sportivi che ne hanno fatto uso. Alla fine dell'incontro a tutti gli studenti è stato consegnato un attestato di partecipazione. Gli incontri nelle scuole (gli istituti interessati possono ancora formulare le proprie richieste a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) sono realizzati grazie al supporto della Provincia di Trieste, d'intesa con l'Ufficio Scolastico Provinciale.