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Giusto Umek

Polvere, gloria e beffa: la leggenda del maratoneta ponzianino Giusto Umek

01 Settembre 2026
di vicedirettore

Il Ponziana nacque come un Circolo Sportivo e la Società nella sua lunga vita si cimentò oltre al calcio, in vari sport come ciclismo, atletica, pallacanestro. Facciamo quindi una breve divagazione, accennando ad un altro sport in cui un atleta ponzianino ebbe modo di eccellere a livello nazionale e mondiale. Parliamo di Giusto Umek, nato a Trieste l’11 ottobre 1895 e morto a Padova dimenticato da tutti il 22 ottobre 1967. Umek è stato uno dei più grandi maratoneti italiani degli anni ’20 indossando sempre orgogliosamente i colori del C.S.Ponziana. Numerosissime le vittorie ottenute in carriera: Nel 1920 vinse a Milano il titolo nazionale di Maratona, davanti agli assi del momento. Poi nello stesso anno si affermò nell’importante coppa Malvezzi. Nell’edizione della Maratona 1921 arrivò secondo dopo un’emozionante lotta, dietro a Pavesi campionissimo dell’epoca e suo grande rivale. Nel 1922 in Inghilterra ottenne risultati importanti come un secondo e un terzo posto in gare di livello europeo e un secondo posto dietro al solito Pavesi nella 100 chilometri, ma l’anno dopo fu lui a vincerla sempre davanti al grande rivale. Arrivò secondo nella 100 km del 1926 ma il 6 novembre 1927 Giusto Umek sempre indossando i colori del Ponziana, ridiventò campione italiano della 100 km organizzata dalla Gazzetta dello Sport nel tempo di 10h 29’53”.                                      Nel 1928 negli Usa, venne organizzata la prima edizione della Trans American Footrace, quella che in futuro sarebbe passata alla storia come “Utramaratona”. Fu Charles C. Pyle a volerla, l’impresario sportivo infatti voleva creare una serie d’iniziative che promuovessero la nascita della famosa 66Highway, la nuova autostrada che collegava la costa orientale a quella occidentale e destinata a entrare nell’immaginario collettivo americano e non solo. “La Corsa” attirò 199 atleti provenienti da tutto il mondo per un costo d’iscrizione di 25 dollari, per poter correre 5507,39 chilometri su strada, in 75 tappe quotidiane alla stregua del Giro o Tour nel ciclismo, da percorrere in qualsiasi condizione ambientale da un capo all’altro degli Stati Uniti! Gli atleti partirono il 4 marzo 1928 dall’Ascot Speedway di Los Angeles; tra i quasi duecento corridori vi furono due italo-americani, Louis Perrella da Albany e Norman Codeluppi da Pasadena, un inglese di origine piemontese Pietro Gavuzzi e il ponzianino Giusto Umek in rappresentanza dell'Italia. La gara si concluse davanti al Madison Square Garden di New York il 27 maggio, e Giusto Umek si classificò al 5° posto. Dei 199 atleti partiti da Los Angeles ne arrivarono solo 55. Umek si piazzò prima dell’italo-americano Luigi Perrella (arrivato settimo) e di Norman Codeluppi (arrivato al 27 posto). Atleti preparati come l’italo-inglese Gavazzi, si dovettero ritirare. Il triestino vinse anche i premi previsti a ogni arrivo di tappa, aggiudicandosene quattro. L’anno che separò lo svolgimento della seconda edizione, vide Umek impegnato in varie manifestazioni podistiche americane; il triestino aveva infatti deciso di prendersi la rivincita nell’anno seguente e trascorse il tempo marciando sulle strade americane. L’edizione del 1929 vide un netto calo d’iscrizioni. Questa volta si presentarono alla partenza al Columbus Circe di New York (il tragitto fu inverso rispetto a quello dell’anno precedente) solo 90 atleti, pronti a sfidarsi per 78 giorni su un percorso totale di 5927,15 chilometri. La corsa vide arrivare al traguardo finale di Wrigley Field di Los Angeles solo 19 atleti. Nella seconda edizione l’organizzatore Pyle aumentò il montepremi da 48 a 60 mila dollari, ma gli atleti dovevano provvedere in proprio a tutto il necessario compreso il vitto e l’alloggio, permettendo l’uso di sponsorizzazioni. Giusto Umek si batté alla grande, mantenendosi sempre nei primi posti, nonostante una brutta caduta nei primi giorni di gara gli avesse causata una ferita al ginocchio. Conquistò nella seconda edizione ben 13 vittorie di tappa e assaporò per alcuni istanti il piacere di ricevere i 6.500 dollari spettanti per il piazzamento al terzo posto finale nella ultramaratona americana, dietro all’italo-inglese Peter Gavazzi. Però non ricevette nulla, perché l’organizzatore scappò senza pagare i concorrenti e non fu mai più in grado di saldare i debiti del suo fallimento delle catene di teatri e cinema. L’atleta triestino rientrò mestamente in Italia nel 1932, dopo aver consumato quanto guadagnato nel 1928 e sperato in un saldo da parte dell’organizzatore. Rientrato in Italia, ricoprì varie cariche all’interno della nostra Federazione e fino a tarda età non abbandonò mai lo sport attivo, partecipando a varie edizioni della Trieste-Muggia per veterani.

BRUNO GASPERUTTI