
Gabriele Auber, intervista con la giovane promessa dei tuffi
08 Giugno 2011
di vicedirettore
Gabriele Auber, triestino nato il 20 febbraio 1994,
è una giovane promessa sia della Trieste Tuffi sia del movimento nazionale dei tuffi, essendo nel giro dell'Italtuffi ed essendosi qualificato per gli europei juniores 2011 dopo le esperienze al Torneo Sei Nazioni.
Gabriele, finora quale è il bilancio personale della stagione in corso?
Quest'anno il bilancio è sicuramente molto positivo, soprattutto per il punteggio individuale di ogni
specialità che ho aumentato di molto. Ho ottenuto in tutto nove medaglie: 4 ori, 4 argenti e 1 un
bronzo. Inoltre è stato un anno ricco di esperienze all'estero e in particolare è la prima volta che
riesco andare agli europei giovanili. Mi ero già qualificato quattro anni fa, ma un' infortunio mi ha
bloccato.
E il bilancio della squadra?
Ho visto crescere la Trieste Tuffi molto. Ha ottenuto ottimi risultati a livello nazionale e
numerose medaglie, mantenendo la sua fama di una delle squadre più forti in Italia. E' riuscita tra l'altro a portare me e la mia compagna di squadra Giulia Belsasso agli europei. Tutti questi risultati sono stati ottenuti grazie ai nostri ottimi istruttori, preparatori fisici, fisioterapisti e ovviamente grazie al nostro presidente.
Il suo obiettivo stagionale era di centrare la qualificazione agli europei?
Sì, ho iniziato la stagione puntando agli europei ed è stato il mio punto di riferimento. Fino ad ora
sono riuscito ad ottenere esattamente quello che volevo quest'anno, cioè la qualificazione da 1
metro e dai 3 metri per Belgrado. Agli europei, che saranno a fine giugno, ho come
obiettivo arrivare nei primi sei nelle 2 specialità. Ovviamente una medaglia non mi dispiacerebbe e
dopo tutto non è una cosa così impensabile.
Perchè ha scelto i tuffi?
Mi sono avvicinato ai tuffi grazie a mio nonno (attualmente ha 73 anni e ancora disputa le sue gare), che fin da piccolo mi portava sulle rocce per fare i tuffi. Anche grazie a lui è diventata una grande passione. La mia carriera da tuffatore è stata un po' ostacolata a causa di due infortuni importanti. E' stato difficile riprendere il passo degli altri anche se alla fine ci siamo riusciti, ma tutte sono state esperienze che mi sono servite molto per migliorare e crescere. Nonostante tutto sono riuscito però a ottenere un consistente numero di medaglie, tra cui un bronzo e un oro a livello internazionale. Mi è servito molto per riprendere fiducia in me stesso.
C'è qualche tuffatore a cui si ispira?
Non c'è nessun tuffatore in particolare. Conosco i big dei tuffi in Italia e anche alcuni internazionali tra cui Alex Despatie. Sono tutte persone da stimare e da prendere come esempio sia
in piscina che fuori.
E' stato utile avere spesso degli azzurri impegnati in collegiali alla piscina Bianchi?
Avere i grandi tuffatori italiani che si allenano vicino a te, vedere i loro errori e capire come gli
superano sono sempre cose molto utili. Quando sono loro a darti consigli, sia sulla tecnica sia sull'
atteggiamento mentale, sono felicissimo. Ogni volta sono grandi passi avanti!
Quale è la tua specialità preferita?
E' quella dei tre metri, da dove sono più bravo, anche se in quest'ultimo anno ho cominciato a prestare più tempo anche dal metro ed infatti ho avuto molti buoni risultati.
C'è una prova che ricorda più volentieri?
La gara più importante fino adesso è stata il trofeo 6 Nazioni in Svezia, dove ho vinto un
oro dai 3 metri due anni. Penso spesso alla tensione ma anche alla sicurezza che avevo fino all'ultimo tuffo. Quello stato d' animo l'ho cercato successivamente in molte gare e quando ci riuscivo andavo sempre bene. Dopo la gara quando sono salito sul podio, vedendo tutti in piedi rivolti verso la nostra bandiera e ascoltando il nostro inno. Beh...difficile spiegare a parole la felicità e la soddisfazione di quel momento!
E c'è qualche episodio che l'ha colpita?
L'ultima gara disputata a Roma è stata un po' particolare....ha iniziato a piovere, faceva freddo e a quel punto, con la speaker che cercava di parlare velocemente, la gara è diventata quasi un avventura con noi tutti che cercavamo più che altro di non farci male e sperando di finire presto.... visto che in quelle condizioni è veramente difficile fare bene. Comunque ci siamo anche divertiti...
Gabriele, finora quale è il bilancio personale della stagione in corso?
Quest'anno il bilancio è sicuramente molto positivo, soprattutto per il punteggio individuale di ogni
specialità che ho aumentato di molto. Ho ottenuto in tutto nove medaglie: 4 ori, 4 argenti e 1 un
bronzo. Inoltre è stato un anno ricco di esperienze all'estero e in particolare è la prima volta che
riesco andare agli europei giovanili. Mi ero già qualificato quattro anni fa, ma un' infortunio mi ha
bloccato.
E il bilancio della squadra?
Ho visto crescere la Trieste Tuffi molto. Ha ottenuto ottimi risultati a livello nazionale e
numerose medaglie, mantenendo la sua fama di una delle squadre più forti in Italia. E' riuscita tra l'altro a portare me e la mia compagna di squadra Giulia Belsasso agli europei. Tutti questi risultati sono stati ottenuti grazie ai nostri ottimi istruttori, preparatori fisici, fisioterapisti e ovviamente grazie al nostro presidente.
Il suo obiettivo stagionale era di centrare la qualificazione agli europei?
Sì, ho iniziato la stagione puntando agli europei ed è stato il mio punto di riferimento. Fino ad ora
sono riuscito ad ottenere esattamente quello che volevo quest'anno, cioè la qualificazione da 1
metro e dai 3 metri per Belgrado. Agli europei, che saranno a fine giugno, ho come
obiettivo arrivare nei primi sei nelle 2 specialità. Ovviamente una medaglia non mi dispiacerebbe e
dopo tutto non è una cosa così impensabile.
Perchè ha scelto i tuffi?
Mi sono avvicinato ai tuffi grazie a mio nonno (attualmente ha 73 anni e ancora disputa le sue gare), che fin da piccolo mi portava sulle rocce per fare i tuffi. Anche grazie a lui è diventata una grande passione. La mia carriera da tuffatore è stata un po' ostacolata a causa di due infortuni importanti. E' stato difficile riprendere il passo degli altri anche se alla fine ci siamo riusciti, ma tutte sono state esperienze che mi sono servite molto per migliorare e crescere. Nonostante tutto sono riuscito però a ottenere un consistente numero di medaglie, tra cui un bronzo e un oro a livello internazionale. Mi è servito molto per riprendere fiducia in me stesso.
C'è qualche tuffatore a cui si ispira?
Non c'è nessun tuffatore in particolare. Conosco i big dei tuffi in Italia e anche alcuni internazionali tra cui Alex Despatie. Sono tutte persone da stimare e da prendere come esempio sia
in piscina che fuori.
E' stato utile avere spesso degli azzurri impegnati in collegiali alla piscina Bianchi?
Avere i grandi tuffatori italiani che si allenano vicino a te, vedere i loro errori e capire come gli
superano sono sempre cose molto utili. Quando sono loro a darti consigli, sia sulla tecnica sia sull'
atteggiamento mentale, sono felicissimo. Ogni volta sono grandi passi avanti!
Quale è la tua specialità preferita?
E' quella dei tre metri, da dove sono più bravo, anche se in quest'ultimo anno ho cominciato a prestare più tempo anche dal metro ed infatti ho avuto molti buoni risultati.
C'è una prova che ricorda più volentieri?
La gara più importante fino adesso è stata il trofeo 6 Nazioni in Svezia, dove ho vinto un
oro dai 3 metri due anni. Penso spesso alla tensione ma anche alla sicurezza che avevo fino all'ultimo tuffo. Quello stato d' animo l'ho cercato successivamente in molte gare e quando ci riuscivo andavo sempre bene. Dopo la gara quando sono salito sul podio, vedendo tutti in piedi rivolti verso la nostra bandiera e ascoltando il nostro inno. Beh...difficile spiegare a parole la felicità e la soddisfazione di quel momento!
E c'è qualche episodio che l'ha colpita?
L'ultima gara disputata a Roma è stata un po' particolare....ha iniziato a piovere, faceva freddo e a quel punto, con la speaker che cercava di parlare velocemente, la gara è diventata quasi un avventura con noi tutti che cercavamo più che altro di non farci male e sperando di finire presto.... visto che in quelle condizioni è veramente difficile fare bene. Comunque ci siamo anche divertiti...
Tag: gabriele auber
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