Vancouver - Un compleanno festeggiato a 8500 km da casa: da Tolmezzo alle montagne di Whistler per spegnere venti candeline sulla torta.
Tre giorni dopo, Alessandro Pittin impacchetta per sé una medaglia di bronzo da aggiungere ai regali di parenti e amici.
Terzo posto in combinata nordica: un risultato storico che è anche il primo podio italiano alle Olimpiadi di Vancouver.L'emozione tenuta a bada come un veterano, la gara affrontata con quel talento che è già patrimonio dello sport azzurro: questo scricciolo di un metro e 60 per poco più di 50 kg di peso conferma di avere la stoffa del campione. E un futuro già pieno di promesse. «È la medaglia dell'investimento - festeggia Gianni Petrucci, numero uno del Coni. - Lo abbiamo portato a Torino che aveva 16 anni perché ci dissero che era un talento, oggi abbiamo raccolto il nostro investimento».All'Olympic Park di Whistler, Ale non sbaglia nulla. Si piazza al sesto posto nel salto dal trampolino e poi, nel fondo, si arrampica fino al podio. L'azzurro parte nel gruppo dei primi inseguitori, dietro il finlandese Ryynaenen e l'americano Lodwick. Risale posizioni, sempre a suo agio sulla neve canadese. Resta vigile, attento a non rimanere intruppato tra i faticatori della 10 km. Allo sprint perde un po' di brillantezza, ma tiene duro, e alla fine acciuffa il bronzo, arrendendosi soltanto al francese Jason Lamy Chappuis e all'americano Johnny Spillane. Il piccolo Pittin taglia il traguardo e si getta a terra per la gioia: è terzo, roba da stropicciarsi gli occhi. «È il più grande giorno della mia vita. È incredibile, solo all'ultimo metro ho capito che potevo farcela. Ancora non riesco a crederci. È bellissimo». La faccia della felicità a vent'anni, con una medaglia appesa al collo. (fonte)