
Una fase della gara d'andata
L'Udinese non si ferma più, conquistata Cagliari
L'Udinese di Runjaic non accenna a fermarsi e, con il successo ottenuto all'Unipol Domus contro il Cagliari, centra il sesto risultato utile nelle ultime sette partite. Grazie allo 0-2 finale, i bianconeri raggiungono quota 50 punti, un traguardo che in casa friulana non veniva toccato dal 2013. Per i sardi, invece, la festa salvezza è rimandata: nonostante una prestazione d'attacco, manca ancora un punto per l'aritmetica certezza, tenendo conto dei nove punti ancora a disposizione della Cremonese.
La prima frazione di gioco vede la formazione di Pisacane spingere con insistenza, determinata a chiudere il discorso permanenza in Serie A. Le iniziative di Palestra, Folorunsho ed Esposito mettono pressione alla difesa ospite, ma è Gaetano ad andare più vicino al vantaggio, trovando sulla sua strada un riflesso prodigioso di Okoye, superlativo nell'intervento di piede. Il copione sembra ripetersi a inizio ripresa, quando ancora Gaetano supera il portiere ma si vede respingere la conclusione sulla linea di porta da un provvidenziale Mlacic.
Nonostante la pressione rossoblù, l'Udinese si dimostra estremamente cinica. Dopo un primo segnale lanciato dal palo colpito da Zaniolo, gli ospiti sbloccano il match al 56': Kamara pennella un assist perfetto per Buksa, che non sbaglia e firma lo 0-1. Il Cagliari reagisce con orgoglio, ma sbatte contro il muro friulano: Karlstrom mura un colpo di testa di Dossena, mentre Bertola si immola per respingere il tentativo di Mendy.
Nel finale, Caprile tiene a galla i padroni di casa con due grandi parate su Davis, ma proprio il centravanti bianconero, in pieno recupero, serve a Gueye la palla dello 0-2 che chiude definitivamente i giochi. Il triplice fischio arriva in un clima di estrema tensione. Pochi minuti prima della fine, Davis aveva denunciato all'arbitro la ricezione di cori razzisti; inizialmente sanzionato con un giallo per le proteste, l'attaccante ha poi visto il provvedimento revocato dal direttore di gara, che ha compreso la gravità del contesto una volta calmatisi gli animi dopo una rissa finale.