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La Seconda vista da Fabri Sors: "Sant'Andrea super, gioie e dolori dalle altre triestine"

23 Dicembre 2013
di vicedirettore

Con la vittoria per 5-0 della Roianese sul Sagrado nel recupero della 13a giornata si è concluso il girone d'andata della Seconda categoria.

 

E' quindi il momento giusto per dare un'occhiata alla classifica, analizzando l'andamento delle singole squadre con un occhio di riguardo per le formazioni triestine. Davanti a tutti, con 43 punti sui 45 disponibili, frutto di 14 vittorie ed un solo pareggio (contro il Sistiana), c'è il Sant'Andrea. Qui c'è poco da analizzare; in estate la società è andata a pescare numerosi giocatori che l'anno scorso facevano i fuoriquota in Eccellenza e Promozione, ringiovanendo e rafforzando così la squadra che nello scorso campionato aveva raggiunto i play-off senza però riuscire nel salto di categoria. Salto di categoria che invece, ad oggi, appare ormai scontato, non solo per il rassicurante margine di ben 13 punti sulle prime inseguitrici, ma soprattutto per le individualità che consentono al “Santa” di prevalere anche nelle (rare) occasioni in cui la prestazione collettiva non è esaltante; tra queste individualità spicca inevitabilmente il bomber Ciriello, capocannoniere del torneo con 15 centri, in pratica uno a partita (in realtà ha saltato qualche gara, quindi la media effettiva è ancora più alta!).

Tredici punti dietro la capolista inizia il campionato di Seconda Categoria; a quota 30 c'è l'accoppiata Romana-Moraro. Che i monfalconesi fossero una delle formazioni maggiormente attrezzate si sapeva, con un organico esperto ed un Bauccio (10 gol per lui) in grado di fare la differenza; dopo una partenza a singhiozzo, i gialloblù hanno infilato nove risultati utili consecutivi, serie interrotta solamente all'ultima giornata con la brusca sconfitta per 4-0 contro la Roianese. Al contrario della Romana, il Moraro si può considerare un'autentica sorpresa; nello scorso campionato, infatti, i goriziani avevano evitato i play-out solamente all'ultima giornata; quest'anno, invece, trascinati dalla coppia Sgubin-Visintin (rispettivamente 12 e 8 centri) si candidano seriamente per un posto ai play-off.

A quota 26 c'è un'altra accoppiata, quella formata da Sistiana e Villesse. Anche in questo caso si tratta di una formazione accreditata sin dall'inizio e di una sorpresa. Nonostante i “delfini” si siano sensibilmente ringiovaniti dopo la retrocessione, infatti, alcuni senatori come Percich e Leghissa sono comunque rimasti e ad essi si sono aggiunti la certezza Kocic (8 centri per lui) ed un altro paio di scommesse slovene; nelle ultime giornate qualche risultato inaspettato con squadre non di prima fascia ha fatto perdere un po' di punti, ma la vittoria contro l'Alabarda sembra aver rimesso le cose a posto. Se l'altr'anno il Moraro i play-out li aveva evitati, il Villesse, invece, li aveva disputati, salvandosi quando ormai la retrocessione sembrava cosa fatta; a portare in alto in classifica i bisiachi non ci ha pensato solo Princi con i suoi 9 gol, ma anche il reparto difensivo, il migliore del torneo assieme a quello del Sistiana e a quello del Sant'Andrea con 14 gol subiti.

A quota 25 c'è l'Azzurra Gorizia, che nonostante la retrocessione dalla Prima ha mantenuto gran parte dell'organico, avendo così tutte le carte in regola per lottare per i play-off, i quali al momento distano appena un punto; curiosamente i goriziani hanno raccolto molti più punti in trasferta (16) che in casa (9).

A quota 22 c'è lo Zarja. Situazione cervellotica quella che si è venuta a creare a Basovizza; in estate non si è badato a spese, reclutando diversi giocatori di categoria superiore, che hanno contribuito ad una partenza lanciata fatta di cinque vittorie consecutive. Poi, però, sono iniziati i primi scricchiolii nello spogliatoio, che hanno portato alle partenze dei vari Persic, Noto e Mborja - arrivati pochi mesi prima - e ad uno score di appena 2 punti in 7 partite; con la riapertura delle liste di dicembre la società è corsa ai ripari, assicurandosi qualche giovane di sicuro affidamento come Romich e Borelli, il cui inserimento ha portato 5 punti nelle ultime 3 giornate. A mandare avanti la baracca, indipendentemente da chi ha intorno, rimane comunque l'inossidabile Cermelj, che continua a segnare con un'invidiabile regolarità. 8 le reti messe a segno dal “cobra” sino a questo momento.

A quota 20 c'è la prima delle neo-promosse, ossia il Sagrado; il bottino di punti è frutto di un 5-5-5 (vittorie-pareggi-sconfitte) di banfiana memoria, ma soprattutto di un andamento tutt'altro che regolare. Significative, a questo proposito, sono le ultime tre prestazioni dei rossoneri, che nell'ordine hanno perso di misura contro il Sant'Andrea, vinto in trasferta contro l'Azzurra per poi subire un sonoro 5-0 dalla Roianese.

Ad aprire la metà di destra della classifica, quella delle squadre in lotta per la salvezza, c'è il Campanelle (altra neopromossa), a 17 punti. L'ampia rivoluzione estiva operata sulla rosa ha portato ben 9 punti nelle prime 4 giornate; poi il ritmo si è abbassato, ma la società a dicembre è tornata sul mercato per tentare di mantenerlo più costante nel girone di ritorno; da segnalare le 9 reti di Nigris. A quota 16 ancora una neo-promossa, ossia il Centro Sedia; andamento simile a quello del Campanelle con metà bottino raccolto nelle prime 5 giornate e poi un sensibile rallentamento.

A quota 15 c'è l'accoppiata Roianese-San Canzian, il cui andamento è diametralmente opposto a quello delle ultime due squadre menzionate. Entrambe infatti, dopo una partenza stentata, hanno chiuso l'andata con cinque risultati utili consecutivi; saltano agli occhi, in particolare, gli ultimi due roboanti successi dei triestini, che nel giro di quattro giorni hanno rifilato 4 gol alla Romana e 5 al Sagrado.

A quota 13 c'è un'altra accoppiata, quella formata da Montebello Don Bosco ed Alabarda. In estate la squadra, che ha vinto la Terza, è stata puntellata con quattro/cinque arrivi mirati e la partenza è stata in linea con le aspettative con anzi qualche rimpianto per un paio di pareggi subiti nei minuti finali; poi, complici alcuni infortuni “pesanti” (Palmisciano, Tomic, Cardea e De Nicola su tutti) e l'appannamento di qualche uomo-chiave come il bomber Giuliani, per i nerazzurri si è spenta la luce ed è iniziata una striscia di sei sconfitte consecutive, che li ha fatti scivolare in piena zona play-out, striscia comunque interrotta nell'ultima giornata grazie al pareggio colto a Villesse. Se la rosa del Montebello è rimasta sostanzialmente la stessa, quella dell'Alabarda, invece, è stata costruita praticamente ex novo. Il factotum Bovino ha integrato i pochissimi “superstiti” dell'Esperia con alcuni giocatori di fiducia, qualche scommessa slovena (Lekic la più azzeccata) e soprattutto tanti giovani, tra i quali si è distinto Bovino junior; più che comprensibile che con un mix del genere la continuità di risultati non si sia ancora concretizzata, ma le buone prestazioni offerte lasciano ben sperare per il ritorno.

A quota 10 c'è l'Aurisina, quinta ed ultima neopromossa del girone. Del tridente che l'anno scorso ha trascinato i carsolini in Seconda è rimasto solamente Hoxhaj, dal quale dipende buona parte delle fortune della squadra. L'attaccante, infatti, ha messo a segno 7 reti sulle 13 totali; la salvezza, quindi, passa dai suoi piedi e dai suoi calci piazzati.

Chiude la classifica a quota 8 il Piedimonte. Per l'ultima della classifica c'è stata una partenza disastrosa con appena 3 punti nelle prime 7 giornate e passivi spesso pesanti, poi una leggera crescita che ha determinato sconfitte meno nette e ha portato i restanti 5 punti.

La prima giornata di ritorno, fissata per il 12 gennaio, offre diversi incroci interessanti; spiccano in particolare Sant'Andrea-Romana e Zarja-Villesse per quanto riguarda le zone alte e Piedimonte-Montebello per la lotta salvezza. Buone feste a tutti!

                                                          Fabri Sors