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Princivalli: non capisco perché a Verona facciano tanto casino. Intervista esclusiva!

26 Luglio 2010
Il triestino purosangue Nicola Princivalli è il capitano in pectore in attesa di conoscere il destino della Triestina.

Sarai nuovamente tu il capitano ufficiale del vascello rossoalabardato, e non solo per colpa degli infortuni che ti avevano costretto nell'ultima stagione a non scendere in campo diverse volte così da dover condividere con altri la fascetta da condottiero?

"Non so ancora chi sarà il capitano - afferma il centrocampista quasi 31enne (età da compiere il 29 settembre) - Non dipende da me".

Come è il clima in ritiro a Ravascletto? Un po' surreale?

Sì, stiamo vivendo una situazione particolare ed è capibile. E' la prima volta per tutti noi che ci ritroviamo in una simile incertezza. Anche perchè non ci sono giocatori nuovi: ci sono coloro, che sono sotto contratto, e alcuni ragazzi della Primavera. Tutti stiamo aspettando di sapere in quale categoria giocheremo e finchè non lo si capirà, non arriveranno altri calciatori. Non è facile vivere un clima così ambiguo, ma dobbiamo solamente aspettare.

Siete ottimisti per il ripescaggio?

Proviamo ancora molta incertezza. Personalmente preferisco non pensarci. Finchè non è ufficiale, non voglio illudermi. E' vero che se i regolamenti dovessero essere rispettati e nel momento in cui una squadra dovesse essere ripescata, quella sarebbe la Triestina. Ci sono dei criteri da tener presenti, secondo i quali i punteggi considerati premiano la nostra società. Nel caso in cui - tra l'altro - una società chiuda baracca, è giusto ripescare chi non ha insolvenze e ha i punteggi necessari. Questo è il nostro caso. Lo dicono tutti: non solo noi e la stampa locale, che possiamo essere di parte, ma anche i giornali nazionali. In questi giorni non riesco a leggere il quotidiano di Trieste, ma guardo la stampa nazionale e vedo sempre il nome della Triestina davanti a quello del Verona. Perciò non vedo perchè a Verona facciano tanto casino. Solo in Italia può succedere questo. Ed è per questo che non si possono dormire sonni tranquilli. Qui si va avanti a raccomandazioni e a telefonate agli amici e si cerca sempre di eludere i regolamenti per quanto chiari. In Germania, ad esempio, una cosa del genere non è ammissibile e ci sarebbe già la certezza che sarebbe la Triestina a essere ripescata. In Italia no. Basti pensare ai casi della Roma e della Fiorentina nel corso degli anni. Se noi, però, abbiamo 10 a livello di punteggi e il Verona 9, è giusto ripescare noi e non loro. Sarebbe stato veramente bello che a Trieste sia i politici sia i tifosi avessero fatto lo stesso tam-tam che è stato fatto a Verona nell'ultimo periodo. A Trieste ci si farà sentire come sempre solo a posteriori, cioè nel caso in cui la serie B non dovesse arrivare.

Il presidente Fantinel è venuto a trovarvi?

Era alle prese con la documentazione necessaria da presentare alla federazione ed è venuto solo una mattina nel corso della prima settimana di ritiro. Non ci ha parlato del ripescaggio. Per quanto giusto a livello regolamentare, il ripescaggio sarebbe un gran colpo dopo quanto ha sentenziato il campo. Siamo retrocessi e la retrocessione resta nel curriculum per quanto possa arrivare il ripescaggio, che sarebbe una grazia divina. Bisognerebbe prenderlo come una botta di fortuna e non sprecarlo.

Quale reazione vi aspettate dai tifosi?

Sono sicuramente delusi e non tutti ci accoglieranno con i salti di gioia anche se dovessimo essere ripescati, cosa in cui auspichiamo comunque tutti. Speriamo molto, in ogni caso, che non ci siano meno abbonamenti e meno gente allo stadio. Abbiamo sicuramente voglia di riscatto, ma starà a noi trascinare i tifosi. Dipenderà dalle nostre prestazioni e dai nostri risultati.

Quale impressione vi ha fatto il nuovo allenatore?

E' passato poco tempo per darne un giudizio definitivo. In ogni caso l'impressione è buona e lo dico con sincerità. Tutti stanno dimostrando la giusta voglia e il primo impatto con il tecnico Iaconi è stato positivo.

Come sta andando la preparazione? Il lavoro è particolarmente duro?

Ci stanno "massacrando" il giusto. Alla mattina c'è la parte dedicata all'aspetto fisico e al pomeriggio ci alleniamo molto con il pallone. Il mister è nuovo e perciò c'è da curare la tattica. Il lavoro è quello classico da ritiro, che però al momento non è quello tradizionale sia a livello di sensazioni psicologiche sia sul piano oggettivo. Nel senso che non c'è la squadrà nè per la serie B nè per la Prima Divisione. Siamo 15 e non è ipotizzabile fare un campionato così. Purtroppo, però, non si saprà nulla fino al 4 agosto.

Quali sono le condizioni tue, di Gorgone, Godeas e Tabbiani, ovvero di coloro che hanno avuto i maggiori problemi fisici nella scorsa stagione?

Le condizioni sono buone. Per quanto mi riguarda, ho ancora un leggero dolorino ad un ginocchio, ma faccio tutti gli esercizi richiesti. Gli infortuni ci sono costati sicuramente punti preziosi nell'ultimo campionato.