
Triestina, incubo finito: sarà ancora serie B
Tutto come previsto. E guai se non lo fosse stato. In tal caso
sarebbe stata una farsa, come da testuali parole del presidente Fantinel di qualche giorno fa.
Il Consiglio Federale ha dunque sbattuto fuori dai campionati di appartenenza l’Ancona (serie B), il Figline (Prima divisione), il Potenza, il Legnano, la Pro Vercelli e la Sangiustese (Seconda divisione). A queste si aggiungono i 15 club (quindi 21 in totale ) già bocciati (8 non iscritti e 7 che non hanno presentato ricorso a prima boacciatura della Covisoc). Prima divisione (ex serie C- 1): Arezzo, Marcianise, Rimini, Mantova, Gallipoli, Perugia. Seconda divisione: Manfredonia, Olbia, Cassino, Pro Vasto, Alghero, Itala San Marco, Monopoli, Pescina, Scafatese.
Lo stesso Consiglio Federale ha invece accolto il ricorso di Ascoli e Portogruaro (serie B), Cavese, Cremonese, Foggia, Gubbio, Salernitana, Spal, Triestina e Viareggio (prima divisione) e Chieti, Crociati Noceto, Fondi, Gavorrano, Milazzo, Montichiari, Paganese, Prato, Rodengo, Sangiovannese e Villacidrese (seconda divisione).
Da tutto ciò si evince quindi che la Triestina potrà presentare la domanda di ripescaggio in serie cadetta, una domanda che verrà senz’altro accolta perché per meriti sportivi, spettatori e classifica della scorsa stagione la vede in pole position grazie ad un piccolo vantaggio sul Verona. "Ventuno squadre sono uscite dal sistema, è un tributo di sangue, ma anche una situazione che noi denunciamo da almeno due o tre anni. Previsioni? Il prossimo anno sarà anche peggio", ha detto il presidente della Lega Pro, Mario Macalli, al termine del Consiglio Federale.
Ma l’Ancona sembra però non rassegnarsi a questo destino. La città è spaccata in due dopo il no del Consiglio federale. Da una parte la società Ac Ancona, non fallita, che ha annunciato il ricorso al Coni; dall'altra il sindaco della città Fiorello Gramillano, che tenta di mettere insieme una cordata di imprenditori locali per percorrere la via del Lodo Petrucci, puntando alla Seconda divisione. "Faremo ricorso alla Corte di giustizia sportiva del Coni", ha ribadito oggi Mais, appresa la bocciatura del Consiglio federale. E la situazione dell'Ac Ancona resta paradossale. Pur avendo molti crediti da riscuotere (contributi di Lega, proventi delle cessioni di Mastronunzio e Cosenza ecc.) non ha la liquidità per far fronte ai debiti previdenziali arretrati.



