
Triestina: nello staff il bancario Gianni Vio, mago dei calci piazzati
L'U.S. Triestina Calcio comunica l'ingresso di Giovanni Vio nello staff tecnico
della società. Nato a Venezia il 6 aprile 1953, Vio ha conseguito la qualifica di allenatore dilettante nel 1979 collezionando una lunga esperienza nelle panchine di squadre dilettantistiche venete. Dal 2007 il nuovo collaboratore alabardato ha lavorato a fianco di Walter Zenga, prima alla Dinamo Bucarest, poi per due stagioni a Catania e infine a Palermo. All'inizio di questa stagione ha lavorato per l'Al Nasser, squadra dell'Arabia Saudita. Il mago delle palle inattive che ha fatto la fortuna di Walter Zenga è un bancario di 57 anni che ogni venerdì s’imbarcava da Venezia sul volo della compagnia aerea del presidente del Catania Calcio Nino Pulvirenti, la Wind Jet, per atterrare un' ora e 50 minuti dopo alle falde dell' Etna. E qui mise in atto ciò che ha teorizzato in un libro scritto nel 2004 con lo psicologo Alessandro Tettamanzi dall' enigmatico titolo «Più 30 per cento». A indottrinare Mascara e compagni sulla corretta gestione delle palle inattive è stato l' assistente tecnico Gianni Vio. Sua la trovata della doppia barriera e altre situazioni particolari. «Nulla di strano – spiega Vio - questi ragionamenti li faccio da anni». Gianni Vio non vive di calcio e stava a Catania da venerdì a domenica. Per il resto della settimana lavorava infatti all' Unicredit di Mestre, la città dove risiede con la moglie e due figli e dove ha coltivato la sua passione. Fino a qualche anno fa allenava l' Edo Mestre nel campionato d' Eccellenza. L' incontro con Zenga è avvenuto per caso. Vio aveva illustrato le sue teorie su un sito web e l' Uomo ragno ha voluto capirne di più. «Walter è molto curioso - racconta - ha letto il libro e abbiamo cominciato a sentirci telefonicamente. E ogni volta quasi giocavamo a immaginare schemi, azioni e contromosse». Dalla stima si è passati ad altro: «Mi ha chiamato a Dubai per conoscermi e poi sono stato con lui alla Dinamo Bucarest». Il «vangelo Vio» è tutto in quel libro in cui teorizza che sfruttando bene calci piazzati e corner si aumenta del 30% la possibilità di vittoria. Questo spiega il titolo ma non l' apporto di uno psicologo. «Affrontiamo aspetti tecnici ma anche psicologici. Il titolo è una provocazione: con questo approccio si può aumentare anche più del 30% la possibilità di far gol». E non solo. «Con Walter si cercava sempre di variare schema di gioco - svela - cercando di essere imprevedibili. Anche perché ormai tutti conoscono il gioco dell' avversario». Imprevedibilità ricercata anche in partita partendo proprio dalle palle inattive: «Durante il gioco le squadre sono dislocate in base ai vari ruoli - scrive in suo saggio - ma la palla inattiva consente di rimescolare i ruoli e disorientare l' avversario». Dunque una ricetta magica? «Nulla di magico. Anche perché ciò che veramente fa la differenza sono i giocatori.
Parte dell’articolo è tratto da uno scritto di Alfio Sciacca su Corriere.it



