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Arezzo-Triestina 2-2, Gasperutti: "Una ripresa da zombie. Il difficile deve ancora arrivare"

02 Novembre 2020
di vicedirettore

Giudicare una partita della Triestina di quest'anno è impresa improba dal vivo, giudicarla dalla TV è ancora più difficile,

in quanto la regia inquadra in genere la zona in cui staziona il pallone e viene a mancare il quadro complessivo. Proviamo a raccontare a grandi linee quello che abbiamo visto: la partenza della squadra è stata decisa e fortunata, poichè per segnare un gol dopo 1' su corner, oltre all'abilità personale di Gomez molto bravo e tempista, bisogna anche trovare dei difensori ancora non entrati in partita. Ma questo gol la squadra dimostra subito di meritarselo perchè insiste e dopo una incisiva azione di Petrella, Rizzo trova il raddoppio. Siamo al 6' e la partita sembra in discesa, anche perchè la squadra non arretra e continua a far vedere un bel gioco con manovre sciolte e ben congegnate, che partono da un lato e con repentini ribaltamenti di fronte, vanno a concludersi dal lato opposto. E' veramente una bella Triestina, gioca bene, ogni reparto sembra funzionare a meraviglia; la difesa sembra impenetrabile, il centrocampo manovriero, ben assortito e in palla, l'attacco disposto in maniera più logica con due punte e il folletto Petrella a svariare sul fronte alle loro spalle, mette in grossa difficoltà la scalcinata difesa amaranto. Un unico appunto, la Triestina dà sempre l'impressione di non affondare il colpo con la sciabola e di adoperare il fioretto.

E l'Arezzo? Mamma mia, la difesa è presa a pallate e sbanda da tutte le parti, il centrocampo non riesce a costruire una manovra che abbia un senso, l'attacco si avvale di una figurina sbiadita dal tempo, che non riesce a giocare un pallone decente, di un centravanti onesto di categoria, che faceva parte di quel Pisa che ci precluse la B un paio d'anni fa, ma che non segnava un gol da un anno. Poi però ha un Cutolo che è sempre un bel giocatore con inventiva, ma che ha 37 anni e che non rientra mai, ma risparmia le residue energie per i suoi spunti offensivi.

L'impressione è che questi avversari non possano segnare mai, salvo qualche eventualità imponderabile. Poi sono anche sfortunati, perchè l'allenatore cambia prima che faccia ulteriori danni al 25' l'inguardabile Benucci, poi si fa male Baldan, poi esce il portiere ed entra il terzo della Berretti, poi esce anche Pesenti che era l'unica punta di peso ed entra un ragazzino alla terza presenza del 2002!!!

Invece la storia della partita cambia: siamo al 42' quando la difesa alabardata decide di suicidarsi e Rapisarda è l'ultimo attore a compiere il misfatto, passando a Pesenti solo soletto al limite un pallone d'oro, che l'attaccante non ha difficoltà a depositare in rete. Dopo il canonico thè (ma che cosa ci avranno messo dentro, degli allucinogeni?) invece della Triestina, rientra in campo una mandria di zombie uscita direttamente da "walking dead".

Non uno degli alabardati riesce a mantenere la barra diritta: ma cosa è successo nell'intervallo?  L'Arezzo sembra il Bayern e la Triestina inizia a barcollare, rincula e non passa più la metà campo con una manovra decente. L'esordiente portierino aretino, non tocca palla e la nostra difesa sembra impaurita e sull'orlo di una crisi di nervi; emblematico il tentativo di suicidio tra Brivio e Offredi indecisi e impauriti, che in area piccola attendono ciascuno l'intervento dell'altro rischiando il rigore.

L'Arezzo davanti è imbarazzante, ma è volitivo e aggressivo e ha capito che basta buttare il pallone in area, che poi ci pensano i difensori triestini a fare dei pasticci da principianti. In uno di questi pasticci, però dopo vari tentativi di Offredi & Co., arriva il pareggio, più che giusto e meritato per quanto si è visto. Il telecronista poi affonda il coltello nella piaga: "l'inerzia della partita è cambiata, ora l'Arezzo cerca la vittoria".

Per fortuna arriva il fischio finale. Mah..... anch'io pensavo che questa Triestina fosse una squadra esperta, costruita con giocatori navigati e dal buon passato, alcuni magari un po' datati e dal passo flemmatico, ma giocatori valenti e capaci che nella burrasca di una gara di C, sono in grado di tener la barra diritta e portare la navicella fuori dalla tempesta. Invece ..... no! Ma cosa è successo dopo il gol regalato da Rapisarda? Ma possibile che questi giocatori che hanno calcato terreni ben più prestigiosi di quello aretino, se la siano fatta sotto dal terrore e che NESSUNO DI LORO, abbia saputo dare a voce o con l'esempio la carica? Non posso pensare che l'allenatore li abbia costretti a rinculare e lanciare la palla in avanti senza senso: la squadra ha proprio perso la bussola. E attenzione, finora abbiamo incontrato delle squadre oneste ma senza obiettivi di promozione, le più forti e ambiziose, dobbiamo ancora incontrarle.

BRUNO GASPERUTTI