
Carpi-Triestina 2-2, Gasperutti: "Solo un brodino in una stagione da aura negativa. Difesa poco solida"
Gli alti e i bassi della Triestina: a momenti sembra una squadra solida, padrona del campo
e subito dopo si fa infilzare come un tordo e rischia di buttare via in un attimo tutto quello che si è costruita con tanta fatica.
A Carpi ancora una volta ha giocato una partita contradittoria, ma complessivamente diremmo che ha giocato una buona partita. Doveva riscattare la pessima prestazione infrasettimanale di Gubbio e lo ha fatto, ma al fischio di chiusura, a me almeno, è rimasto quel retrogusto amaro che lascia una pietanza che si apprezza, ma che prometteva di più, di quanto alla fine si è gustato.
Se si voleva dare uno scossone, e invertire la rotta incerta intrapresa nell'ultimo periodo, a Carpi si doveva vincere e le possibilità e lo svolgimento della gara stanno lì a testimoniarlo che la vittoria era a portata di mano. Poi l'aura di negatività che c'è attorno alla squadra accompagnata da imperdonabili e ricorrenti incertezze difensive, da una sfortuna che ad ogni partita assottiglia le file dei disponibili e mettiamoci anche dei fischi che in un modo o in altro ci penalizzano sempre, dobbiamo accontentarci del brodino di dadi, quale misero ricostituente rappresentato dal punto ottenuto in Emilia.
In altri momenti questo punto sarebbe stato ben accetto e per quanto visto in campo, anche risultato equo, ma dopo le tante occasioni sprecate negli ultimi tempi, un pareggio dopo esser stati due volte in vantaggio e aver dato l'impressione di avere la partita in pugno, non lo fa apprezzaare per quanto vale.
Questa volta la squadra ha disputato una buona partita, ha comandato il gioco a lungo concedendo ben poco agli avversari, ma ha avuto la colpa di non aver inferto il colpo del ko definitivo. Il Carpi in un modo o in un altro ha sempre recuperato, dapprima con un fantasioso rigore, che però vedo vengono fischiati anche a livello maggiore (ai miei tempi in genere fischiavano il fallo a favore del difendente), poi una serie di errori consecutivi di mezza squadra ha consentito a Giovannini di trovare l'angolino giusto. Un vero peccato, ma la difesa alabardata, pur poco sollecitata in questa partita, dato che il pallino del gioco è quasi sempre stato in mano agli alabardati, ha sempre dato l'impressione di precarietà e poca solidità. Bastava che i carpigiani affondassero la loro azione e i difensori dimostravano il loro disagio; individualmente non è che abbiano fatto disastri, ma l'assieme non sembra quel muro solido difficile da intaccare. A centrocampo invece la squadra ha giocato con ordine, gestendo bene il pallone, salvo che nell'occasione del pareggio dove gli errori sono stati fatti in serie: Sarno, Lodi, Lambrughi, Capela, Offredi e il risultato non poteva che essere quello di subire il gol. L'attacco leggero, ha fatto il suo, mettendo in difficoltà con il suo brio i ben strutturati difensori biancorossi, ma nessuno di loro sembra avere il fiuto e le caratteristiche del rapace d'area. Tutti e tre sono stati bravi nell'approccio all'area di rigore costruendo azioni insidiose, ma se ci facciamo caso le occasioni da rete o i tiri in porta sono arrivati dai centrocampisti che arrivavano da dietro.
La Triestina ad oggi ha pagato un caro prezzo, per quanto riguarda infortuni anche gravi e poi anche per questa maledetta pandemia, che ha privato la squadra a turno di diversi elementi.
Ho visto in settimana una curiosa statistica che colloca l'Alabarda nella poco piacevole posizione in vetta alla classifica, tra le squadre che hanno dovuto rinunciare a più giocatori in questo avvio. Finora è girata male, quindi la squadra va giudicata con maggior benevolenza, purtroppo troppi sono stati gli inconvenienti che hanno impedito un percorso più lineare. E' una stagione strana e un campionato diverso, nessuna squadra sembra ancora avere la stabilità e il passo giusto del dominatore. Siamo ancora lì ad un tiro di schioppo, certo manca la continuità e a volte i punti lasciati per strada ti fanno piombare nello sconforto, ma finchè c'è vita c'è speranza e chissà che magari il vento che finora ha soffiato maligno, non inverta il suo verso.
BRUNO GASPERUTTI



