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Triestina-Cesena 2-1, Gasperutti: "Unione più brava di rimessa che quando deve imporre il gioco"

31 Gennaio 2021
di vicedirettore

Una buona Triestina, attenta, compatta e grintosa, ottiene una salutare vittoria contro un buon Cesena (2-1).

E' una vittoria che "doveva" essere ottenuta per uscire da quel brutto trittico di inizio anno, carente sia di punti che di prestazioni e questo è il risultato sostanzialmente più importante della giornata; poi possiamo analizzare la prova, l'avversaria e tutte le altre fasi della partita, ma la vittoria era essenziale. La partita è stata piacevole, scorrevole, senza ostruzionismi e rudezze, almeno fino al finale, pur essendo al pari della maggior parte degli incontri cui si assiste al giorno d'oggi, priva di emozioni forti con occasioni gol o parate dei due portieri.

La Triestina ha giocato una buona gara rispettando l'avversario che pur si presentava un po' rabberciato bisogna dirlo, ma quante volte è successo a noi ..... e che in trasferta aveva conseguito risultati eccellenti: per l'esattezza su 10 gare, ne aveva vinte 7 e pareggiate 2, non male.

Anche il Cesena ha fatto una buona impressione, ma l'Unione l'ha controllato benissimo, concedendogli soltanto un paio di tiri a lato, fino all'episodio del 93' quando i romagnoli sono andati in gol in contropiede, con Pillon che è diventato verde dalla bile.

La Triestina vale il Cesena come vale le squadre che la precedono in classifica e contro le quali ha ottenuto i migliori risultati dell'annata, purtroppo quello che è mancato alla squadra è stata la continuità di risultati e questo è quello che paghiamo in classifica in questo momento in fatto di punti.

In questa sfida inizialmente si è giocato prevalentemente a centrocampo senza rischiare, anche se vorrei vedere con il VAR il fuorigioco fischiato a Gomez che era solo centralmente, al limite dell'area, poi la gara si è risolta praticamente su un episodio che l'ha pesantemente condizionata per il prosieguo. Parliamo del rigore allora, Petrella è stato rapidissimo a rubare un pallone che poteva essere controllato da Tonetto e questi l'ha toccato sul piede all'ingresso dell'area. Di questi rigori ne abbiamo visti a bizzeffe e al 90% li fischiano tutti, inutile esprimere giudizi diversi, piuttosto a me ha colpito la grande indecisione dell'arbitro che dapprima ha concesso il rigore, poi si è ricreduto e poi ancora su segnalazione dell'assistente lo ha ridato. Questa sua indecisione ha portato tanti a dubitare sul provvedimento, che sembra lecito e nella norma di quanto avviene su tutti i campi ... in Italia. Questo episodio ha fatto da spartiacque nella gara e poi tutto è stato diverso; la Triestina ha accentuato il suo gioco che è fatto principalmente di ripartenze e controllo, attuandolo molto bene e rendendosi molto più pericolosa degli avversari, che sinceramente non hanno mai dato l'impressione di essere veramente pericolosi. Poi la seconda rete e la corretta espulsione del difensore Maddaloni hanno chiuso la partita, che solo la dabbenaggine difensiva finale poteva riaprire, ma non ce n'era più tempo.

Piuttosto una cosa mi sembra si stia manifestando cammin facendo, la Triestina non è una squadra che ha la forza di imporre il proprio gioco, insediandosi nell'area avversaria, martellando la difesa fino al punto di farla crollare; a me sembra molto più a suo agio nel gioco di rimessa. I risultati ottenuti contro le grandi con le quali sta sulle sue e poi riparte, ovvero quelli insufficienti contro squadre di scarsa rilevanza che vengono affrontate con più baldanza, ne sembra la controprova. Forse l'attitudine, la personalità e l'espressione tecnica complessiva non è sufficiente per attuare quel tiki taka oggi tanto di moda, forse sarebbe meglio impostare la squadra sul vecchio gioco all'italiana. Quando cerchiamo d'imporre il nostro gioco, siamo troppo lenti nella trasmissione del pallone, diventiamo prevedibili, oltre tutto lasciando porzioni di campo scoperte al contropiede avversario e alla badanza atletica di squadre di giovani in cerca di un posto al sole. Anche i nostri difensori per prestanza fisica, per limiti di velocità e per esperienza, si trovano più a loro agio negli spazi stretti, piuttosto che in campo aperto. In avanti abbiamo visto che la coppia Gomez-Mensah ha una buona intesa ed è sempre pericolosa anche per la diversità di caratteristiche dei due; Petrella è sempre giocatore che ha il colpo in canna per risolvere la partita. Poi rientrerà prima o dopo, uno che vede la porta come Litteri, mentre anche Procaccio sembra sulla via per ritrovare la miglior forma. Queste sono delle ottime carte in mano a Pillon per il finale di campionato; per ora sembra che la difesa con il rientro di Capela sia quella vista con il Cesena ed è affidabile, mentre bisogna ancora trovare maggior amalgama e funzionalità nel centrocampo, che va ancora a sprazzi.

Per finire parliamo sempre da un po' di tempo ripetendo le stessa cose: continuità, ci vuole continuità, sempre quello, altrimenti non andiamo da nessuna parte. Per recuperare posizioni servono risultati, tanti e consecutivi; vincere con le prime e cadere con le ultime non è un buon sintomo per sperare di raggiungere gli obiettivi sperati alla vigilia.

Ora sotto con il Modena che ha una difesa ferrea, sperando di sentire buone nuove dalla radio, vedo che anche le prime balbettano, anche se prima o dopo troveranno il vento favorevole e allora non dobbiamo farci trovare troppo distanziati.

BRUNO GASPERUTTI