
Triestina-Cesena 4-1, Gasperutti: "Unione dai valori apprezzabili ma condizionata dal risultato in corso"
Innanzi tutto una bella partita vivace e avvincente dal 1' al 90', con due squadre che si sono date battaglia senza centellinare energie.
La Triestina è tornata finalmente alla vittoria e lo ha fatto con il risultato più ampio della stagione e nel modo più convincente. Dopo 15' la partita è sembrata già decisa, la Triestina con due bellissime azioni era già in vantaggio di due gol: dapprima una discesa di Steffè e poi una percussione prepotente di Scrugli, avevano permesso con due perfetti cross a Gomez di battere il portiere cesenate con due splendidi colpi di testa da sottomisura. Da quel momento la partita però non s'è spenta e il Cesena orgogliosamente ha cercato di ritornare in gara, attaccando quasi a pieno organico, ma la Triestina ha ribattuto colpo su colpo, andando diverse volte vicina al terzo gol.
Molto bello il primo tempo e volti distesi e soddisfatti sugli spalti, per commentare la metamorfosi quasi sconcertante della squadra tra una prestazione e l'altra. Non sembra possibile passare da partite come quella contro la Samb e a Gubbio a gare come questa e a Piacenza. Nella ripresa ci ha pensato il signore in giallo a riaprire la partita e metterci un po' di sale, per tener desta l'attenzione del tifoso: da 50 metri di distanza in presa diretta ho detto che quello non è mai rigore per la dinamica dell'azione, ma poi ho voluto rivedermelo alla Tv e riaffermo che quello non è mai rigore e solo uno che non ha mai giocato a calcio può affermare il contrario. Da quel momento la partita ha cambiato padrone e l'Alabarda è sembrata un po' intimorita e timorosa di non ottenere quanto sul campo aveva meritato fino a quel momento, arretrando pericolosamente il baricentro e lasciando in mano agli avversari il centrocampo. Qualche giocatore è sembrato anche calare d'intensità e un po' d'affanno ha fatto sbagliare qualche giocata: le manovre che nel primo tempo scorrevano fluide e pulite ora erano diventate macchinose e l'animosità dei romagnoli faceva il resto. Gomez è stato abbandonato a sé stesso, sulla destra dove nel primo tempo abbiamo sfondato a ripetizione, Gatto e Scrugli sono spariti, sulla sinistra Ermacora un po' timido è sempre rimasto in copertura e in mezzo calato Lodi, il solo Steffè ha continuato a battagliare con buona continuità. Per fortuna la difesa ha tenuto botta non concedendo nessuna palla gol agli avversari, anche se nelle mischie susseguenti ad angoli e cross, qualcosa poteva sempre succedere.
I cambi di Gautieri allora hanno fatto la differenza e tutti quelli che sono entrati hanno dato un contributo determinante al successo finale: Mensah con la sua spallata coast to coast, Granoche con la staffilata del terzo gol, Paulinho che a parte il gol, ha dato tranquillità nel gestire palla in un momento in cui questa sembrava scottare.
Il finale è stato come una marcia trionfale e la squadra rinfrancata ha mancato ancora un paio di occasioni da rete, una con Procaccio che avrebbe meritato la soddisfazione del gol per la splendida prestazione che ha fatto, sempre lucido nel gestire palla, generoso in fase difensiva e pronto a coprire e poi a ripartire; peccato che quest'anno non riesca proprio a sbloccarsi. In definitiva un'ottima Triestina, pur con il leggero calo avuto ad inizio ripresa; sopra la sufficienza tutti da Offredi bravo ad inizio partita su un paio di conclusioni da sottomisura, a coloro che sono subentrati nella ripresa.
Il Cesena ha fatto, nonostante il risultato, una buona partita; a me è piaciuto di più delle pur corsare Modena e Sambenedettese che hanno fatto bottino pieno al Rocco, ma stavolta era un'altra Triestina che sembra abbia avuto una scossa elettrica benefica dal repentino vantaggio. Certo però una cosa va detta, questa squadra quando va in vantaggio beneficia di una massiccia dose di fiducia che la fa esaltare, ma che altresì si abbatte e demoralizza quando va sotto e soffre tantissimo con la manovra che diventa macchinosa e con gli attaccanti che senza gli spazi larghi, faticano ad essere pericolosi. E' una squadra ancora contradittoria, ma la stagione e la classifica stessa ne da ampia testimonianza, sembra difficile invertire la rotta che vorrebbe dire maggior continuità, per risalire e competere ad un livello più ambizioso, certo che però questa nostra squadra, pur discussa, ha dei valori apprezzabili per la categoria, forse non per vincere ma per competere con tutti, questo certamente sì.
Mi permetto una chiosa finale sui tifosi cesenati presenti: non appena entrati allo stadio, ma sembra una consuetudine imprescindibile, offese alla città e alla squadra avversaria. Poi fino a quando sono rimasti in partita, 15' appena, hanno incitato i loro beniamini, per cominciare poi con i coretti contro di loro con invito a tirar fuori gli attributi, non appena si sono resi conto che il risultato stava sfuggendo. Ecco quei coretti contro i loro giocatori non li ho proprio capiti, visto che stavano giocando piuttosto bene e con una gran grinta. E' evidente che o ne capiscono poco di calcio, oppure quello che fa sempre e solo la differenza per loro, è il risultato.
BRUNO GASPERUTTI



