
Triestina-Feralpi 2-0, Gasperutti: "Unione con anima e cuore, spettacolo Champions"
Questa era una partita che esulava dal contesto delle altre, contava solo vincere,
ma la Triestina è andata oltre, ha offerto ai 9.000 del Rocco uno spettacolo unico, emozionante e …... soprattutto vincente. Ho ancora in corpo l'adrenalina per questa partita vibrante che mi ha tenuto avvinto al seggiolino e non riesco a chiudere occhio, sento ancora nelle orecchie il boato liberatorio, quando Granoche ha sparato in rete, il magnifico assist di Costantino scaricando la tensione che c'era in tutti noi.
Perchè la Feralpi è una signora squadra e solo pochi attimi prima aveva sfiorato il pareggio e solo le manone di “San” Offredi erano riuscite a disinnescare la minaccia, come poco prima del rigore, aveva respinto di piede il tiro di Scarsella che poteva cambiare la storia del match. Il giorno prima avevo visto la finale di Champions, cioè il meglio di quanto possa offrire il calcio in Europa, ebbene a parte il coinvolgimento emotivo che indubbiamente è diverso, la partita del “Rocco” è stata di gran lunga più bella, più emozionante e oserei dire (a parte la differenza tecnica dei protagonisti) più spettacolare.
E' stato innanzi tutto uno spettacolo per gli occhi, il nostro stadio è veramente bello e quando entri ti toglie il fiato. Il pubblico è stato meraviglioso, ha incitato e cantato a gran voce dal primo all'ultimo minuto, coinvolgendo con il suo entusiasmo anche la squadra..... o è stato l'inverso, perchè anche la squadra è stata trascinante fin dal primo minuto di gioco, quando ha sfiorato il gol colpendo anche una traversa con Codromaz e facendo intendere a tutti qual'era lo spirito che la animava.
Brava Triestina, ma una parola va spesa anche per l'ospite, che ha fatto il possibile per rendere amara la festa: è un'ottima squadra che non dimentichiamolo, ha fatto una campagna acquisti importante con l'intendimento di salire in serie B. Ha giocatori di spessore, un' organizzazione di gioco di prim'ordine e ci ha dato del filo da torcere sia all'andata che al ritorno.
Complessivamente mi è sembrato che la Triestina fosse più compatta, senza punti deboli nei reparti e con migliori soluzioni per offendere e aveva inoltre quella marea vociante a soffiarle dietro le spalle per spingerla oltre l'ostacolo. La Feralpi è stata indubbiamente pericolosa, però oltre a quei cross tagliati insidiosissimi, sui quali si lanciavano i suoi attaccanti e che era evidentemente uno schema, perchè li hanno fatti con insistenza per una decina di volte, hanno bucato la difesa alabardata solamente una volta, nell'occasionissima capitata sui piedi di Scarsella nel primo tempo.
La Triestina è stata meravigliosa, ha veramente dato l'impressione di essere un'unità compatta, granitica, difficile da scalfire; tutti i giocatori hanno dato anima e cuore alla causa e anche quelli che sono entrati hanno dimostrato di essere sul pezzo con la testa. Difficile fare classifiche meritorie, tutti vanno accumunati in un elogio complessivo, ma una parola va spesa, a mio avviso, per la partita di Procaccio, uno dei più giovani in rosa, uno che solo due anni fa giocava nei dilettanti e che entrato in punta di piedi e con umiltà in squadra, si è guadagnato i galloni diventando protagonista.
Un elogio alla Società che ci ha ridato un sogno e che ci ha fatto vivere tutte queste emozioni, che sembravano assopite nell'oblio di stagioni mortificanti. Un elogio a Pavanel un tecnico serio, capace, che ama la città e non racconta storie per imbonire gli astanti, ma lavora sodo e che assieme a tutto il suo staff, ha plasmato e resa efficiente al momento giusto la squadra. Perfetta l'organizzazione sia della società veramente impeccabile, che dei tifosi, che hanno vissuto emotivamente accanto ai loro giocatori soffrendo e lottando fino all'esplosione finale quando hanno intonato, accompagnati dal nostro grande presidente Mario Biasin, i nostri canti popolari, che nulla hanno da invidiare al trascinante e meraviglioso “You'll never walk alone”.
Ora il Pisa e sarà dura, durissima, ma sarà ancora più bello saltare anche quest'ultimo arduo ostacolo, perchè: “TRIESTINA NOI CI CREDIAMO”
BRUNO GASPERUTTI



