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Triestina-Juventus U23 0-0, Gasperutti: "Unione impotente. Manca la verticalità"

02 Febbraio 2022
di vicedirettore

Ancora una prestazione diciamo sottotono della Triestina che, da quando è ripreso il campionato,

 

sembra aver perso la via della rete. Non posso dire di aver visto una Triestina brutta, senza voglia, o in campo per onor di firma, come si intendeva nei tanti commenti post gara dei pochi presenti sugli spalti, la parola giusta che mi è sorta spontanea è: questa è una Triestina impotente. Questa squadra non solo non segna "quasi" mai, ma quel che è peggio, è che non dà mai l'impressione di poter segnare, poi se la difesa non crea qualche occasione per gli avversari, come purtroppo è successo nelle ultime tre sconfitte consecutive, il risultato è quasi matematico: 0 – 0.

La sconfitta con il Padova sembra aver spento la luce negli alabardati, è stata come una mazzata dalla quale non riescono più a risollevarsi. Sia a Bolzano che a Lecco, sono andati sotto alla prima occasione utile per gli avversari e non hanno più avuto la forza di rialzare la testa; stavolta non è successo di subire il gol, ma ugualmente non hanno mai dato l'impressione di poter perforare la difesa dei gialloazzurri juventini, che hanno passato un pomeriggio tutto sommato tranquillo.

L'impotenza della Triestina deriva da una manovra che non ha mai verticalità, nessuno punta la porta avversaria, nessuno salta l'uomo, si vive perpetuamente in una fase interlocutoria, con un approccio blando, senza la cattiveria e l'incisività necessaria, e non si producono occasioni.

I numeri raramente mentono e possono essere interpretati: non sarà mica un caso se dopo 23 giornate, la Triestina non ha mai tirato un rigore! Certo i rigori possono venire anche da falli di mano, ma se non attacchi la porta avversaria con decisione, difficilmente metti orgasmo alle difese avversarie. Sinceramente non ricordo rigori clamorosi non concessici quest'anno, tanto per fare un esempio nella finale con il Pisa ricordo 3 episodi da rigore piuttosto netti, due dei quali passati in cavalleria, in una sola gara, più di quanti abbiamo rischiato di vederci assegnare quest'anno.

Vado a vedere nei tabellini gli ultimi gol realizzati dai nostri e trovo che prima delle ultime 4 gare in bianco, i gol sono venuti: su corner al 90' a Seregno con Gomez, poi con Ligi su corner e con Gomez contro la Giana e infine con Rapisarda e ancora Ligi su corner a Vercelli. Questi dati sono esplicativi se non segnano i difensori su corner, di gol ne facciamo veramente pochetti e, ad avvalorare questa impressione, notiamo poi che i cannonieri alabardati della stagione (assieme a Gomez, De Luca e Litteri) sono Ligi e Rapisarda con 3 reti.

I numeri raramente mentono, sono dei dati di fatto. Eppure di attaccanti ne abbiamo diversi e tutti con un passato importante in categorie superiori, che sulla carta dovrebbero garantire un certo numero di centri. Forse di giocatori offensivi ne abbiamo troppi e grosso modo tutti di valore tecnico simile e non siamo ancora riusciti a stabilire una gerarchia certa tra loro, ciò crea probabilmente malessere e incertezza.

Nelle ultime uscite sono stati confermati davanti: Trotta, Gomez e De Luca, sono tutti e tre giocatori di punta, prima o seconda poco importa, ma quello che mi sembra evidente è che nessuno dei tre è un esterno e costretti a giocare vicino alle righe laterali ne soffrono. Quello che risulta evidente è che nessuno di loro fa dei movimenti senza palla in verticale, non s'incrociano mai, fanno in pratica una partita individuale, mai una manovra di squadra.

Veniamo ora ai centrocampisti: intanto numericamente sono pochi, certo possono essere adattati i vari Iotti, Galazzi, Procaccio e ora St.Clair che però centrocampisti nel vero senso della parola non sono e infatti vengono impiegati a seconda del bisogno anche in ruoli diversi. Tra tutti i centrocampisti che abbiamo non c'è nessuno che abbia il gol nelle sue corde, non c'è nessuno che abbia la castagna dalla distanza, non c'è nessuno che abbia i tempi d'inserimento. Fateci caso, l'ultima squadra che ha sfiorato la B, è stata quella di Pavanel, una squadra che aveva delle gerarchie ben precise, con delle buone seconde linee che potevano adattarsi a coprire le necessità del momento con vari compiti. Gli attaccanti complessivamente avevano tutti verticalità e infatti i rigori fioccavano, tra i centrocampisti Maracchi aveva i tempi d'inserimento giusti e andava ad aggiungersi ai quattro giocatori offensivi. Quella era una squadra ben impostata e ben costruita; questa odierna forse, come individualità e cifra tecnica è superiore, ma non sembra ben assortita e infatti i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo parlato poco della partita, perchè veramente c'è poco da dire. E' stata scorrevole, senza palpitazioni, detto in dialetto un "vojo ma no posso" senza fine.

L'ha un po' vivacizzata Lopez con la sua stupidata senza senso ad inizio della ripresa e qui voglio fare un inciso: il capitano della squadra, l'uomo di maggior esperienza, non può cadere in questi tranelli, capisco la trans agonistica e il sangue caliente, ma a tutto c'è un limite, non mi piace.

Dopo l'espulsione l'Unione ha accelerato un po' i ritmi e ha giocato meglio; il preziosissimo Iotti non ha fatto rimpiangere il compagno e St.Clair è entrato bene facendo intravvedere delle doti di corsa e di piede interessanti. Però l'attacco nonostante il gran "sbattersi" di Procaccio è rimasto sterile e il risultato in bianco ineluttabile.

 

Ultima considerazione vorrei comprendere il senso di una Juventus B in una serie nazionale; ce l'hanno spacciata per una crescita dei giovani di una singola società che non trovano spazio nelle prima squadra, in chiave di una crescita utile per la Nazionale: ma di quali giovani parliamo? Possono giocare quelli visti al Rocco nella Juventus in serie A? Sono ragazzi tra i 20 e i 23 anni e tanto per chiarire in Francia o in Spagna giovani buoni di queste età hanno già accumulato un centinaio di presenze in A. Anche il tanto reclamizzato Soulè, convocato nella nazionale argentina, che è costato più lui di tutti i 25 giocatori in rosa della Triestina, pur avendolo visto in altre occasioni giocare decisamente meglio, non sembra pronto. La Juventus come tutte le altre grandi, fa incetta a peso di giovani e poi spera che qualcuno tra i tanti esploda, per fare una plusvalenza. Diciamo allora che questa serie C per la Juve e per il 99% dei suoi giovani è semplicemente una vetrina a disposizione della società, per realizzare un guadagno, non certo per formare dei giocatori d'interesse nazionale. Quindi la serie C per la Juventus è semplicemente un mezzo che le viene dato dalla FIGC per farle guadagnare dei soldi, a dispetto di realtà locali che magari ambirebbero ad avere anche una effimera ribalta occasionale. Il calcio paesano, quello dei derby, delle rivalità accese tra campanili vicini, quello che dovrebbe essere il clima delle categorie minori, non esiste più in nome del business: questo è quello che ci offrono oggi, ma va tutto bene.

 

BRUNO GASPERUTTI