
Triestina-Lecco 2-0, Gasperutti: "Pressing asfissiante sin da subito, prestazione positiva. Un plauso ai tifosi ospiti"
Alla quinta di campionato finalmente la Triestina rompe il ghiaccio e vince la sua prima partita di questa stagione.
Lo fa con pieno merito mettendo sotto un insidioso Lecco, che lo scorso anno aveva raggiunto i play-off dal 6° posto e che aveva vinto 3 delle prime 4 partite, perdendo solo di misura a Vercelli. Era una squadra da prendere con le molle quella bluceleste, ma la Triestina l'ha presa a pallate fin dal 1' asfissiandola con il suo pressing e impedendole di giocare. Finalmente una bella Unione che ha imperversato per tutto il primo tempo in cui ha segnato due reti mancando, altresì, qualche altra buona occasione per arrotondare il punteggio.
Nella ripresa invece la squadra ha rifiatato, più che legittimo visto il tour de force a cui è stata soggetta e che la riporterà in campo già mercoledi a Sesto S. Giovanni, ma forse la gestione della partita avrebbe potuto essere più ordinata. La gestione del pallone è stata un po' caotica, infarcita di errori di misura nei passaggi e nella scelta delle giocate, così dando spazio agli ospiti che hanno potuto giochicchiare dando l'impressione fallace di dominare il campo. Invece non era proprio così, perchè i lombardi non hanno creato una occasione che sia una e l'unica parata effettuata da Martinez è stata un colpo di testa su un corner, in cui l'attaccante s'è liberato del suo marcatore con un vistoso spintone, per dire: molto più vistoso di quello che aveva portato all'annullamento del gol del pareggio contro il Trento in Coppa Italia. Ma tant'è, le regole del calcio sono soggettive!
La Triestina dal canto suo ha avuto nella ripresa tante occasioni per ripartire e far male ma, come detto, ha sbagliato troppi passaggi e finalizzazioni, tanto da far apparire la sua manovra troppo frammentaria e mancante di continuità. Complessivamente la partita però va giudicata nella sua interezza e la squadra ne esce abbondantemente con un giudizio più che positivo.
La difesa finalmente, dopo aver subito 6 reti evitabilissime per errori risibili nelle tre gare precedenti, ha giocato una gara impeccabile, senza sbagli e denotando grande sicurezza, con l'esordiente (in casa) Martinez, che ha sbrigato il suo lavoro di routine senza incertezze e che ha effettuato l'unica parata nell'occasione precedentemente accennata; ma che parata!
Molto bene il centrocampo dove Giorno e Crimi hanno preso in mano la squadra e sono due centrocampisti di ottima caratura, ben coadiuvati dal generosissimo centopolmoni Rapisarda, dal trottolino Iotti che ha giocato molto bene e che avevo mal giudicato nella sua prima apparizione e dal talentino Galazzi che ha dei numeri e delle giocate di gran classe.
I due attaccanti ne sono stati così beneficiati e sono stati molto intraprendenti e pericolosi, andando tutti e due a segno con il loro primo gol della stagione. Molto attivo De Luca, velocissimo, che ha fatto comprendere il perchè sia stato soprannominato "la zanzara", ma che merita una tiratina d'orecchio (assieme a Litteri), per quella inutile ammonizione che si è preso dalla pignola e puntigliosa arbitro Marotta. Trotta ovviamente ha dato peso alla prima linea, facendo valere quella sua possanza fisica, forse dovrebbe giocare meno spalle alla porta perchè la manovra alabardata va spesso in profondità e offre tante possibilità alle verticalizzazioni; infatti nei due gol e in un paio di altre occasioni, gli attaccanti sono stati messi in condizione di battere a rete da soli davanti al portiere.
Nella ripresa le sostituzioni hanno solo fatto tirare il fiato a quelli che sono scesi in campo dall'inizio, non aggiungendo nè togliendo nulla alla compattezza di squadra.
Ero curioso di vedere l'arbitro Marotta, una signora che si era meritata la promozione ad internazionale; non mi è piaciuta per la sua pignoleria e per le sue eccessive ammonizioni in situazioni marginali, in una gara tutto sommato cavalleresca e senza eccessive cattiverie; tuttavia bisogna anche sottolineare che non è stata assolutamente invadente nè determinante.
Ultima notazione: i tifosi del Lecco che hanno occupato lo spicchio di curva loro assegnato. Hanno fatto vedere che anche in Italia si può fare un tifo sano, cantando e sostenendo per tutta la partita la loro squadra, non scendendo mai in beceri cori contro gli avversari, anzi alla fine ne hanno intonato uno in onore di Stefano Furlan. I giocatori blucelesti alla fine sono andati a ringraziarli sotto la curva e pur sconfitti, hanno beneficiato del loro applauso. BRAVI!
BRUNO GASPERUTTI



