
Triestina-Mantova 1-1, Gasperutti: "Gara che ricorda un'intera stagione. Ora servirà anche un po' di fortuna"
E' finita finalmente la stagione regolare di questa annata avversata dall'inizio alla fine dalla pandemia,
una annata davvero strana, senza tifosi sugli spalti, quindi fredda, asettica, che alla nostra amata Unione ha riservato più dolori che gioie.
La partita con il Mantova nel suo svolgimento mi ha ricordato la prima di campionato contro il Matelica: pronti via e 1 a 0 per i nostri avversari, con tutta una gara da disputare in salita a rincorrere. Ecco questa potrebbe essere la sintesi di tutto il campionato disputato dalla Triestina, un campionato giocato sempre in salita a rincorrere, sempre in affanno, con gli uomini contati e mai con tutto l'organico a disposizione, ma sempre facendo i conti con gli infortunati e i colpiti dal virus. Anche col Mantova è andata così e la formazione messa in campo è stata fortemente condizionata da questi fattori, dove fortunatamente non ci sono stati giocatori fermati dal Covid, ma ci sono stati quelli prudentemente lasciati a riposo perchè in diffida, per preservarli da una possibile squalifica.
La Triestina doveva vincere per ottenere quel quinto posto che era nei suoi intenti, mentre il Mantova doveva assicurarsi almeno un pareggio per avere la sicurezza di qualificarsi per i play-off. Ci si aspettava quindi una partita vivace giocata a viso aperto con due squadre impegnate nel cercare di superarsi e così è stato almeno nel primo tempo decisamente piacevole, dove si sono viste tante conclusioni a rete con parate dei portieri, quante non eravamo abituati a vedere in questo calcio sincopato, dove si abusa nel controllo del gioco, evitando gli affondi e le conclusioni a rete.
Ha iniziato decisamente meglio il Mantova che ha approfittato dell'approccio molle della Triestina e di alcuni strafalcioni difensivi; ha segnato una rete, ma ne avrebbe potuto realizzare anche qualche altra nei primi 15'. Poi la Triestina si è ripresa e il primo tempo è volato con diverse opportunità per le due squadre; è stato un bel primo tempo, ma i virgiliani mi son sembrati più incisivi e ficcanti e le loro punte veramente insidiose e ben supportate dal tecnico Di Molfetta, un ex-promessa che sa giocare a calcio.
Nella ripresa mi sarei aspettato qualcosa di diverso dal Mantova, che sinceramente mi ha deluso ritirandosi con quasi tutti gli effettivi nella sua metà campo a difendere e abbozzando molto raramente qualche azione di rimessa, più per perdere tempo che per rendersi pericolosi. E la Triestina? La Triestina ha continuato ad attaccare come attacca sempre, giropalla stucchevole e orizzontale per servire un terzino che giunto sulla trequarti mette il pallone in mezzo, dove Granoche è l'unico terminale offensivo, circondato da almeno sei avversari e con Mensah la cui dote precipua non è proprio quella del colpo di testa. Disgressioni a questo schema di attacco? Qualche raro affondo di Sarno palla al piede o di Lopez, ma sempre alla ricerca del fondo per il cross e qualche tiro dalla distanza (finalmente!!) di Rizzo, che ha dimostrato di avere una buona "castagna".
Questo modo sinceramente monocorde di attaccare, ci è costato una marea di punti soprattutto in casa, dove abbiamo concesso troppo a squadre ampiamente alla nostra portata che si chiudevano, mentre abbiamo dimostrato di sentirci più a nostro agio con quelle che lasciavano degli spazi. Anche in questa ultima esibizione è successo lo stesso: primo tempo aperto con tante opportunità magari da ambo le parti e ripresa con i virgiliani chiusi e un assalto abbastanza velleitario alla porta avversaria. Certo che poi nelle mischie, sui corner o punizioni laterali, il gol può scaturire in qualsiasi momento, ma non sono frutto di una manovra fluida e concertata ma dalla casualità che nella ripetitività delle situazioni, portano prima o dopo qualche disattenzione difensiva.
Penso di non aver mai visto un'azione in verticale centrale, con scambi o un uno-due per liberare l'attaccante in area: ma ci avete fatto caso che non abbiamo quasi mai una punizione dal limite dalla zona centrale? Poi per caratteristiche non abbiamo un attaccante che abbia il dribbling secco negli spazi stretti, nessuna delle nostre punte ne è in possesso e il solo Mensah ha lo strappo sul lungo e quindi deve sfruttare solo le zone laterali, dove può trovare degli spazi. Certo che però abbiamo in Sarno, Procaccio e Petrella gli uomini adatti per saltare l'uomo, ma purtroppo in questo momento possiamo disporre del solo Sarno, che a volte può dare quell'imprevedibilità necessaria a far saltare le difese chiuse.
Qui entra in ballo anche un discorso proiettato alle prossime sfide nei play-off: chi riusciremo a recuperare tra gli assenti? Con i virgiliani mancavano: Lepore, Capela, Procaccio, Petrella, Litteri e ..... io ci metto anche Paulinho che ha giocato 20' dopo un anno e mezzo e che non ritengo abile arruolabile per giocare dall'inizio una gara tanto delicata, come può esserlo un play-off da dentro o fuori. Non conosco le condizioni sanitarie di tutti questi giocatori, ma purtroppo su Procaccio e Petrella fuori da tempo e nemmeno in panchina, non nutro grandi speranze, speriamo per Lepore, Capela e Litteri che si è fermato nel riscaldamento. Questi sono tutti giocatori molto importanti nell'economia della squadra e non si possono regalare a cuor leggero a nessuno.
In queste partite secche ci giochiamo la stagione, che è inutile girarci attorno sarà o esaltante o molto negativa, nonostante le indubbie attenuanti per le traversie che ci hanno colpito, ma le aspettative della vigilia erano molto ambiziose. Ora le componenti principali per affrontare questa importante appendice di stagione sono: la condizione fisica che è indispensabile e la ...fortuna che è imprescindibile e determinante. Nelle ultime stagioni di fortuna non ne abbiamo avuta tanta, magari la "sfiga" si era anche vestita in giallo con fischietto annesso, ma che magari per una legge dei grandi numeri, non sia un anno diverso?
BRUNO GASPERUTTI



