
Triestina-Mantova 2-1, Gasperutti: "Vinta una gara che si doveva vincere ma Unione troppo rinunciataria"
La partita con il Mantova era per la Triestina uno snodo importante per la stagione pur iniziata da poco,
viste le quattro sconfitte consecutive che avevano messo a nudo, i tanti problemi attenuati dall'euforia iniziale del salvataggio in extremis della nuova proprietà e dalla campagna compravendite estiva con tanti giocatori nuovi.
Questa partita era troppo importante e doveva essere vinta a qualunque costo, con qualsiasi mezzo, senza se e senza ma, tutto il resto doveva passare in secondo piano.
Il risultato finale ha dato ragione ai nostri colori e l'entusiasmo finale di Pavanel e dei giocatori sono stati come una liberazione da un incubo, di chi aspettava con timore il responso della gara.
Tutto bene quindi, esultiamo per il responso e una volta commentato il risultato, che è come si dice comunemente l'unica cosa che conta, saltiamo a pie pari alla prossima trasferta insidiosa di Busto Arsizio.
Ma....ci sono anche i ma, purtroppo. A me piace sempre disquisire sul come si è arrivati al risultato finale, sui perchè, sulle prestazioni, su quello che si è visto sul campo.
Il risultato è certamente importantissimo, ma se non è supportato da una prestazione attendibile, resterà sempre una vittoria che ti dà sì i tre punti, ma che non allontanerà i dubbi che si sono insinuati a causa di un'altra serie di risultati, questa volta negativi.
Pronti via e dopo 55 secondi, il Mantova ha una grandissima occasione con Mensah che tira in piena libertà da pochi metri, ma Pisseri con uno splendido intervento devia in corner. La Triestina ha il merito di non intimorirsi e riparte con discreto piglio, mentre i virgiliani invece di essere rinvigoriti dalla buona partenza, si contraggono e si limitano ad un gioco attendista, senza dinamismo né personalità.
Al 15' quasi dal nulla e senza essere manifestato da alcunchè di promettente, arriva il gol di Paganini: è un gol anche un po' occasionale frutto di un tiro cross che, toccato da un piede avversario, s'impenna a pallonetto oltre le braccia protese del portiere, impossibilitato ad intervenire e si spegne nell'angolo lontano. Ricorda il gol di Crimi contro la Vecomp e quello aveva portato bene. Poche battute e finalmente su un'azione manovrata sulla sinistra arriva un bel gol su un cross di Felici che Ganz in tuffo spizza di testa, infilando l'angolino più lontano.
Si pensa: il risultato è in saccoccia perchè il Mantova sembra veramente poca cosa, ora basterà controllare i velleitari e inconsistenti palleggi mantovani per portare in porto questo risultato di fondamentale importanza. E difatti la Triestina da questo momento controlla la gara, si posiziona sul campo con accortezza non lasciando nulla agli avversari, che a malapena riescono ad avvicinarsi all'area alabardata, concedendo loro fino agli ultimi 10', una sola conclusione dalla distanza di Pierobon al 58' deviata da Pisseri in corner.
Però la Triestina è stata troppo rinunciataria, troppo attendista per trovarsi di fronte un avversario che non dava assolutamente mai l'impressione di essere in grado di sovvertire l'esito di un incontro che era incanalato in una apatia assoluta senza alcun sussulto.
La Triestina in tutta la partita non ha mai tirato in porta, non ha mai liberato un uomo al tiro o costruito alcunchè di pericoloso: questo è troppo poco visto anche l'avversario che si aveva difronte, va bene l'importanza del risultato, ma mi sarei aspettato qualcosa di diverso, più personalità anche nel controllo della gara. Tanti i passaggi sbagliati puerilmente, scelte inopportune, lanci nel vuoto, pur essendosi battuti tutti i giocatori con spirito e massima attenzione; a me sono sembrati giocare con il freno a mano, bloccati dalla necessità di portare a casa il risultato e con il timore di concedere qualcosa all'avversario, magari per una banale disattenzione.
I 10' finali sono stati poi l'emblema di tutto ciò. Pavanel per eccesso di prudenza e vista la palese impotenza dell'avversario, ha tolto due giocatori propositivi come Minesso e Paganini che probabilmente non ne avevano più, per inserire due difensori, con il risultato di spostare pericolosamente all'indietro il baricentro della squadra e portando gli avversari nella nostra area di rigore. Ora anche se giochi contro il Roccacannuccia di Sotto, se lo fai stazionare stabilmente nella nostra area, qualcosa può sempre succedere e stavolta qualcosa è successo.
Le mischie si sono succedute e in una di queste, l'ineffabile signore in giallo, ha trovato il cavillo per concedere un rigore, che visto e rivisto è sembrato piuttosto velleitario. La sua trasformazione ha ridotto le distanze e visto che la squadra con il solo Adorante in avanti non riusciva più a tenere un pallone, perchè servito solo con palloni aerei e sovrastato dai corpulenti difensori, ecco che abbiamo avuto un finale di gara decisamente poco gradevole e che ha lasciato una impressione negativa, con un attimo di terrore quando un tiro della domenica dalla distanza di Ceresoli ha colpito il palo. Sarebbe stata veramente una beffa, ma l'atteggiamento poco propositivo tenuto dalla squadra dal 20' in poi ha portato a questo finale giocato con tanta apprensione in tutti, dal pubblico, a Pavanel e ai giocatori. Il fischio finale ha poi liberato in un respiro di sollievo e momenti d'euforia, per questo primo traguardo minimale ma d'importanza vitale raggiunto.
La squadra comunque a me è sembrata più centrata e meglio messa in campo rispetto il passato; i giocatori sono questi con tutti i loro pregi e i loro difetti e si tratta solo di utilizzarli nel migliore dei modi. Il compito di Pavanel non è semplice, ma qualcosa si intravvede: oggi una certa solidità difensiva, pur con tutti i limiti dell'avversario; un centrocampo con un Gori che mi è piaciuto e che ha tenuto in mano con Pezzella il filo del gioco. Su Pezzella un piccolo inciso: si vede che è un buon giocatore, ha tutto, dal palleggio, tocco, calcio, corsa, ma ha un piccolo difetto per un centrocampista, forse si piace troppo e a volte ritarda la trasmissione del pallone, perdendo i tempi del passaggio mandando fuori giri l'attaccante.
In avanti tutti e tre si sono dati fare, ma Felici oggi non ha avuto gli spunti “felici” delle ultime partite e la manovra offensiva ne è stata limitata. Mi è piaciuto Ganz che, a parte il bel gol, ha fatto quello che deve fare un centravanti, accorciare, tenere il pallone, fare quel lavoro sporco indispensabile per dare continuità alla manovra. Minesso si è dato da fare, ma da uno come lui ci si aspetta qualcosa di più; comunque ora sembra esser migliorato come mobilità e condizione fisica.
Ora bisogna trovare la continuità nei risultati e se si guarda il calendario c'è da avere un po' di apprensione: Pro Patria e Vicenza in trasferta e Renate e Lecco in casa, ma questa Unione sembra in ascesa e nessuna squadra ha dato finora l'impressione dell'irresistibilità; si può fare risultato con tutti e su qualsiasi campo. Questa vittoria darà la possibilità alla squadra di acquisire un po' di morale e lavorare in settimana con più leggerezza e certezze. Un passetto alla volta e si esce da queste sabbie mobili in cui ci si è trovati invischiati, l'esultanza finale della squadra è di buon auspicio; con un gruppo compatto e con unità d'intenti la fatica si sente meno e i risultati arrivano.
BRUNO GASPERUTTI



