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Triestina-Matelica 0-1, Gasperutti: "Assenza di schemi alternativi"

28 Settembre 2020
di vicedirettore

Brutta, anzi bruttissima sconfitta casalinga alla prima di campionato, ancor più difficile da metabolizzare per il fatto che è arrivata inaspettata.

 

Alla fine sono il primo ad essere rimasto basito dall'esito finale e dal modo in cui si è arrivati a questo risultato. Prima della gara devo dire che ero molto fiducioso e non pensavo minimamente ad un risultato diverso da una chiara vittoria dell'Unione. Certo tutte le partite vanno prese con le molle, nessuno viene qui a fare la vittima sacrificale, ma questa squadra esordiente tra i professionisti, che in formazione non presentava nessun giocatore di grido, nemmeno il più pessimista e scettico dei tifosi pensava potesse venir qui a far risultato pieno.

Prima dell'inizio dando una scorsa alle formazioni, risultava evidente la differenza di età tra le due squadre: la Triestina presentava un solo giocatore di età inferiore ai 25 anni e ben 5 di età superiore ai 30; il Matelica invece proponeva 3 elementi sotto i 20 anni e nessuno sopra i 30. Lo squilibrio di esperienza, abitudine a giocare a certi livelli e di pura tecnica, faceva pendere la bilancia tutta dalla parte triestina. Invece... la gioventù, l'entusiasmo, l'umiltà necessaria a svolgere il proprio compito con le idee chiare, unita ad un buon impianto di gioco semplice ed efficace, con tanta corsa e tanta voglia, ha fatto la differenza.

Il Matelica non ha rubato nulla, nel primo tempo per una mezz'oretta ha lasciato allibiti gli spettatori che assistevano al solito gioco, stavolta un po' più lento e senza i soliti sbocchi sugli esterni degli alabardati, a cui si contrapponeva la sbarazzina squadra marchigiana, che segnava un gol, mancava un rigore e che esaltava Offredi in una bellissima parata sotto la traversa su una velenosa punizione. A ciò vanno aggiunti diversi contropiedi, taluni portati in superiorità numerica e malamente sfruttati, perchè comunque questo Matelica non era diventato il Bayern, ma restava una bella squadra provinciale che gioca un buon calcio, ma nulla di più. Solo nel finale del primo tempo, l'Unione ha accelerato il ritmo e subito ha creato qualche occasione, taluna anche sfortunata nella conclusione e ciò faceva ben sperare per il prosieguo della gara.

Quello che a me è parso evidente era che il gioco della Triestina era troppo lento, senza quei cambi di marcia che in genere vengono attuati dai nostri esterni, con la fattiva collaborazione dei terzini che si propongono in sovrapposizione. Stavolta nulla di tutto questo, la manovra era piatta e prevedibile con i soliti cambi di fronte ben eseguiti da giocatori che il piede buono ce l'hanno, ma il tutto finiva lì; i terzini non si sovrapponevano mai e il solo Struna nel finale ha proposto qualche movimento consono, con l'accentramento di Di Massimo e infatti qualche occasione è arrivata proprio da quella parte. Rapisarda che tanto aveva impressionato per la sua rapidità di corsa e per le sue incursioni sulla fascia, non si è mai visto e Sarno che forse avrebbe dovuto, accentrarsi di più, lasciando la fascia libera alle sue incursioni, è rimasto ancorato al suo posto, lasciando così desolatamente solo Gomez al centro, mal servito e incapace di suo di trovare spazi per manovrare. Bloccate le ali, isolato il centravanti, timidi e poco propositivi i terzini e piatti i centrocampisti in linea che mai si proponevano con delle incursioni a rimorchio magari sulle seconde palle, la Triestina è sembrata veramente inoffensiva.

Una cosa che poi sembrava evidente era che i nostri avversari quando passavano all'offesa, attaccavano con tanti uomini perlopiù in 5, mentre gli altri restavano ben ancorati in difesa senza mai scoprirsi, lasciando altresì spazi enormi in mezzo, che se ben sfruttati nelle ripartenze potevano risultare redditizi e dare ottimi frutti, invece le nostre manovre erano sempre lente e davano modo agli avversari di ripiegare rapidamente.

Nella ripresa Petrella con la sua vivacità ha dato qualcosa di più e poi con l'entrata di Granoche l'area è stata riempita maggiormente, ma le due squadre sono sembrate più stanche con i nostri avversari che erano diventati molto più accorti e non uscivano più dalla loro metàcampo con tanti uomini; poi solo nel finale il giovane Natalucci ha dato un po' di vivacità sulla fascia destra, cercando l'affondo con più insistenza, ma oramai i giochi erano fatti.

Come concludere, speriamo sia solo una giornata storta e anche dovuta al lungo trasferimento Trieste-Potenza-Trieste in pochi giorni; la squadra non può essere questa, le buone impressioni avute dalle due precedenti esibizioni seppur amichevoli, erano ben altre. Tatticamente forse si dovrebbe trovare qualche soluzione alternativa, allo schema che la squadra si ostina a produrre, chè se efficacemente contrastato risulta essere prolisso e inefficace. Coraggio, da questa prova si può solo migliorare.

 

BRUNO GASPERUTTI