
Triestina-Padova 2-0, Gasperutti: "Unione in grado di competere contro tutti"
Finalmente la Triestina ha fatto la .... Triestina, mentre il Padova è rimasto nella città del Santo,
mandando a giocare delle controfigure alle quali non ha fornito nemmeno le magliette e hanno dovuto arrangiarsi lungo l'autostrada, trovando solo quelle catarifrangenti degli addetti dell'Anas, a cui hanno frettolosamente appiccicato uno scudetto.
Buona la prima di mister Gautieri, ma troppo brutta quella che dovrebbe essere la capolista che si era presentata a Trieste con 7 vittorie su 9 gare e un ruolino di sole vittorie in trasferta. Ma dei problemi patavini al tifoso triestino poco importa, avendone già parecchi di propri, anche se nella circostanza le parti sono sembrate decisamente invertite. Molto buona la prestazione degli alabardati, che sono sembrati fin dalle prime battute decisamente ringalluzziti e propositivi, sempre concentrati e attenti, rispettosi delle distanze tra i reparti e che non hanno mai lasciato varchi alle gallinelle spennacchiate. Tuttavia pur esercitando una pressione costante, con giocate rapide e anche piacevoli, l'Alabarda non ha trovato tanti spazi nell'accorta e prudente difesa padovana che qualche cosa doveva pur far vedere per legittimare la classifica.
Poche le occasioni da rete nella prima frazione, ma la sensazione era che prima o poi la Triestina un varco lo avrebbe trovato. Gli avanti erano sempre dinamici e intraprendenti, Giorico e Maracchi molto attenti a impostare e a non scoprire la difesa, mentre a sinistra Formiconi, che sembra a suo agio su quel lato, spingeva sovrapponendosi a Gatto con continuità. La rete è arrivata a fine tempo dopo uno splendido scambio tra le due punte centrali, con Granoche che ha liberato Gomez davanti al portiere, trafitto con freddezza; nell'occasione i due centrali ospiti infilati come tordi, sono sembrati veramente due statue di marmo. Logico a quel punto il vantaggio, ma ci si aspettava una reazione e qualcosa di diverso dalla capolista nella ripresa, ma di diverso ci sono stati solamente gli interpreti immessi in campo: dapprima Pesenti che avevamo già avuto modo di vedere con il Pisa e che poco aveva fatto in quel frangente e ancora meno stavolta e poi il colosso d'ebano Mokulu, che oltre al fisico ben poco altro ha messo in campo.
La Triestina ha raddoppiato con una bella iniziativa di Gatto, aiutato da una deviazione di Kresic, ma poi ancora tanta Triestina che è andata vicinissima alla terza rete in diversi frangenti. Del Padova non ricordiamo una conclusione, un'azione pericolosa, ma nemmeno un cross che abbia messo in imbarazzo o in affanno i difensori: Offredi è stato spettatore non pagante. Come la vittoria con l'Arzignano, una rondine non fa primavera, questo è solo un'abbrivio a cui deve seguire un bel filotto di prestazioni convincenti, se la squadra vorrà risalire una classifica che, anche dopo questo successo, è troppo brutta per le aspettative della vigilia, ma anche per l'organico della sua rosa.
Gautieri non ha cambiato gli interpreti, ma ha dato organicità alla formazione, che è sembrata più solida e compatta; certo ogni partita fa storia a se e questa impressione dovrà essere suffragata fin dalla prossima insidiosa trasferta a Fermo, dove troverà un ambiente sicuramente più ostile e una compagine più aggressiva e dove dovrà imporre la sua personalità. E' stata veramente una partita convincente dove tutti gli alabardati hanno giocato bene, ben pochi appunti possono essere fatti ai componenti della squadra che sono sembrati trasformati, rispetto a quelli pur volenterosi ma inconcludenti, di alcune esibizioni precedenti.
Quello che ha colpito di più è stata l'attenzione e l'applicazione dimostrata da parte di tutti, nell'eseguire i propri compiti nelle varie fasi di gioco, senza nessuna sbavatura. Ora andrà migliorato l'attacco alla porta avversaria che dovrà essere più incisivo e rapido, poi la difesa dovrà dimostrare di aver superato il momento negativo, con avversari più pressanti e decisi, come il centrocampo dovrà dimostrare di essere in grado di fornire uno schermo adeguato senza gli sbandamenti riscontrati in diverse occasioni, ma la convinzione nei propri mezzi può essere raggiunta solo con i risultati, che sono il carburante adeguato al motore. I mezzi ci sono, questa squadra sembra in grado di competere con qualsiasi avversario, anche se finora ha anche dimostrato che può temere allo stesso tempo qualsiasi avversario. E' stata questa discontinuità che finora ha lasciato perplesso il popolo alabardato, che tanto credeva in questa squadra e per questo la delusione provata dopo l'avvio negativo è stato maggiore. Non dobbiamo presumere che tutte le pecche si siano magicamente dissolte, come già detto, una rondine non fa primavera e per risalire posizioni in graduatoria ce ne vorrà di tempo, ma per fortuna siamo ancora agli albori di una lunga stagione e ora a questi giocatori chiediamo solo continuità e la stessa applicazione che hanno dimostrato di poter avere.
BRUNO GASPERUTTI



