
Triestina piegata all'esordio dal Pordenone, Gasperutti: "Alabarda fisica ma senza centrocampo, interessanti i subentrati Adorante e Pezzella"
Finita la ricreazione la Triestina è ritornata alle cose serie e nella vernice della stagione al Rocco
ha affrontato nel derby regionale il Pordenone, davanti ad una platea importante. E' stata una partita vivace e piacevole, ma non possiamo definirla bella, perchè al gioco ragionato e propositivo dei ramarri del Noncello, l'Alabarda ha opposto il suo, fatto di attenta copertura e strappi. Alla fine ha vinto con pieno merito la squadra che ha giocato meglio, quella che ha comandato la partita dall'inizio alla fine, lasciando agli alabardati qualche strappo rabbioso che, soprattutto nel primo tempo, magari avrebbe potuto portare anche al gol, ma la sostanza del giudizio non cambia.
Molto forte e quadrato il Pordenone appena retrocesso dalla B, ha una squadra giusta, pronta per navigare nelle prime posizioni della graduatoria; non so se sarà alla fine premiata perchè è troppo presto per soppesare la sua forza rispetto alle altre candidate, ma sicuramente sarà lì a battersi per la promozione. Ha un portiere esperto, una difesa imperniata sul roccioso Ajeti, un bel centrocampo orchestrato magistralmente da Burrai (il migliore in campo) e un attacco con due punte prestanti, sempre ben assistite da un Deli dal tocco delicato e sempre incisivo: una gran bella squadra.
Ma parliamo della Triestina totalmente inedita, che fa esordire con la maglia alabardata ben16 giocatori: penso sia record mondiale almeno uguagliato! Già da questa considerazione si può comprendere quanto difficile sia stato il compito del nuovo allenatore per assemblare e dare un senso compiuto alla squadra. Per noi come per gli altri 6.352 spettatori presenti (finalmente una cornice degna di Trieste e della sua tradizione) è stato come il primo giorno di scuola, quando davanti ci siamo trovati in una classe nuova e dovevamo fare conoscenza con i compagni. Per il momento è difficile dare un giudizio compiuto sui singoli, ma si può cercare di esprimere qualche opinione su ciò che ha colpito visivamente l'attenzione al primo impatto.
Intanto fin dal primo momento ho potuto constatare la fisicità dei giocatori alabardati, tutti belli tosti e poi tutti con una bella corsa e combattivi; ecco questa è una caratteristica positiva in un campionato di terza serie e darà i suoi frutti nel corso dell'annata. L'inizio gara è stato contratto e subito è salito in cattedra Burrai che ha illuminato con la sua sagace regia i neroverdi, ma è apparso evidente dal primo giro palla che la Triestina giocava senza centrocampo e il Pordenone in quella zona aveva campo libero. Conosco poco le caratteristiche tecniche dei giocatori alabardati e quindi devo fidarmi delle scelte di chi li allena da un mese e mezzo e li vede ogni giorno, posso solo parlare di una prima impressione visiva che magari alla prossima gara sarà smentita dai fatti.
A me è sembrato che la Triestina abbia ceduto il comando del gioco agli avversari, abbassandosi davanti alla sua area dove aveva infoltito le maglie e dove, almeno nel primo tempo, non ha concesso troppo agli avversari arrembanti. A centro campo c'era una superiorità anche numerica imbarazzante e i soli Sabbione e Gori dovevano tamponare centralmente i movimenti degli agili inserimenti dei vari Deli, Zammarini, Torrasi, mentre Burrai era indisturbato e sinceramente non ho capito a chi fosse affidato il compito di cercare di schermarlo. Se doveva essere Minesso che gravitava alle spalle e a volte in linea con Ganz, penso che la mossa non sia andata a buon fine, perchè Minesso è stato poco utile sia in fase di copertura che di appoggio a Ganz.
I difensori hanno giocato una partita sufficiente, dovevano controllare due attaccanti fisici e di buon spessore per la categoria, che li hanno impegnati severamente; i due terzini non hanno troppo osato nelle puntate in avanti e quindi il gioco sulle fasce ha latitato, perchè troppo poco sfruttato, mentre Lombardi e Furlan che sembrano avere buon piede, sono stati ben contenuti e sistematicamente raddoppiati. Buono il portiere e mi è piaciuto Ganz che si è battuto come un leone al cospetto del mastino Ajeti, ma che per caratteristiche tecniche e fisiche, non può essere il giocatore su cui appoggiarsi per far salire una squadra in sofferenza e bassa: per capirsi, fatte le debite proporzioni, è più un Pippo Inzaghi che un Dzeko.
Nella ripresa si sono visti anche altri cinque nuovi e interessante mi è sembrato il giovane Adorante che si muove bene, anche se pure lui desolatamente solo, ingabbiato dai difensori che oramai avevano rinserrato le fila per difendere il vantaggio. Interessante Pezzella che mi ha fatto pensare al perchè non fosse stato immesso prima per infoltire un centrocampo sempre in sofferenza, ripeto anche numericamente?
Ingiudicabili tutti gli altri che hanno giocato troppo poco. Il Pordenone è sicuramente più avanti e la Triestina deve ancora amalgamarsi e trovare le giuste misure; troppo basso il baricentro in questa sfida, si giocava in casa e un pubblico appassionato la sosteneva, forse ci voleva più coraggio e più aggressività. Qualche occasione l'ha avuta soprattutto nel primo tempo, ma complessivamente si è visto di più il bel Pordenone che ha meritato la vittoria.



