
Triestina-Pro Sesto 0-2, Gasperutti: "La prestazione c'è stata ma manca ancora l'attacco"
Abbiamo visto la capolista e una volta di più ci siamo resi conto di quanto valga il nostro girone di serie C di questa stagione.
Intendiamoci, non voglio minimizzare il valore e i meriti di questa squadra, ma è abbastanza evidente che di fronte ad un SudTirol e un Padova dello scorso anno, questi pur bravi sestesi sono solo una onesta squadra provinciale. E' una squadra tignosa, difficile da affrontare perchè ha una difesa solida, corre tanto, ha due esterni di buon piede e di grande corsa: Capelli (il migliore in campo) e Maurizi (non ho veramente capito la sua sostituzione), ma comunque non ha fatto che il suo compitino e la vittoria l'ha conquistata quasi per grazia ricevuta.
La Triestina è sembrata migliorata nella manovra, perchè con l'immissione di Germano nelle linee arretrate e la miglior predisposizione al palleggio dei due centrali rispetto ai precedenti, il giro palla sembra più fluido e anche l'apporto di Celeghin in mezzo, lo ha favorito.
Dove purtroppo abbiamo dei limiti notevoli è davanti. Stavolta abbiamo visto Mbakogu, giocatore fisico che può essere molto utile, se accanto ha dei giocatori che vedono la porta, perchè è un riferimento, fa sponde, tiene palla, cosa che Ganz non era proprio in grado di fare e nemmeno Adorante ha queste caratteristiche. Però riflettevo: tra tutti gli attaccanti che abbiamo in rosa, chi può supportarlo e avere nei piedi quei gol necessari a ottimizzare il lavoro di tutta la squadra? Io non ne vedo uno con queste caratteristiche, di rapidità di tiro, di furbizia sotto rete (questo magari Ganz lo aveva), di capacità di costruirsi da solo un'occasione per concludere a rete.
A questo, aggiungiamo la totale assenza in zona dei centrocampisti e dei difensori e continuo a rilevarlo, l'assoluta carenza nel procurarsi una punizione dai 25/30 metri, che potrebbero procurare magari qualche opportunità in più.
La Triestina pur giocando un buon primo tempo, non è riuscita a fare un tiro in porta né a procurarsi una seppur minima occasione da gol. E' una squadra che sembra inoffensiva, poi in 10 per tutta la ripresa la partita è sembrata segnata e anche la squadra e ci metto pure la panchina è sembrata rassegnata all'ineluttabile.
I cambi non li ho proprio capiti: perchè fuori Mbakogu? Forse non ce la faceva più, può essere, ma a Gubbio aveva giocato parecchio e a prima vista non sembrava proprio così stanco. Perchè fuori Felici? Non era in gran giornata indubbiamente, anche perchè schierato in una posizione dove perde le sue caratteristiche migliori, ma sotto di un gol, con la disperazione della situazione creatasi, che doveva provocare una scarica di adrenalina per raddoppiare le energie rimaste, togliere un uomo offensivo per inserire un centrocampista esordiente, lasciando solo Adorante a battersi contro l'arcigna difesa lombarda, non mi è sembrata una grande soluzione.
Al 92' abbiamo comunque visto il primo tiro in porta dell'Alabarda e si era sotto di due gol, con un colpo di testa in mischia, smanacciato prima dal portiere e poi levato dalla porta da un terzino. Onestamente mi sembra un po' pochetto in una partita giocata tutto sommato discretamente, in cui dovevi solo vincere, perchè oramai i pareggi servono a ben poco e questo mi sembra il peggior epitaffio per questa squadra.
Oramai non ci sono più margini di errore, la classifica sempre più drammatica non ce lo consente, quindi basta poco a far saltare il banco e anche quando pensi che si possa cavare un ragno dal buco, ecco che ti arriva l'imponderabile.
Stavolta questo imprevisto è arrivato tramite una decisione affrettata e molto penalizzante dell'arbitro. Il sig.Giaccaglia è indubbiamente un arbitro scarso e quando uno così vuole salire sul pulpito e fare un autoritario prevaricatore, diventa insopportabile e va in confusione. Io ho sempre affermato che il miglior arbitro è quello che si vede poco e soprattutto non inventa calcio. Il sig. Giaccaglia, segnamoci questo nome, perchè vedo che questi signori così decisionisti e arroganti, poi fanno carriera, fin dall'inizio ha inventato calcio, con fischi cervellotici che hanno suscitato qualche dubbio sulle sue capacità. Poi la doppia ammonizione come da consuetudine, quando non ci si capisce nulla di quello che è successo e si tende ad ammonire salomonicamente uno per squadra e infine la seconda ammonizione per un intervento improvvido e abbastanza inutile di Masi sul portiere.
L'arbitro ci ha messo del suo con l'eccessiva severità, ma un giocatore esperto come Masi, non doveva cadere nel tranello e poteva risparmiarsi l'eccessiva irruenza su un pallone controllato dal portiere. Per la squadra alabardata è stata questa la mazzata per un morale che sta già ai minimi termini e non ha saputo più risollevarsi, accettando la pressione avversaria diciamolo abbastanza sterile e controllabile, abbassandosi un po' troppo. Dài e dài la Pro Sesto ha trovato il pertugio ed è stata la fine ineluttabile e il risultato pur con tutti i se e i ma che vogliamo, è stato quello logico che ha issato la squadra dell'hinterland milanese in vetta solitaria alla classifica.
Cosa aspettarci ora? Quei pochi tifosi che domenicalmente seguono e soffrono per i nostri colori, meritano rispetto e impegno, la squadra glielo deve e nonostante il risultato, gli spettatori hanno accettato la prestazione della squadra, perchè questa non è mancata. L'arbitro ci ha messo del suo nel determinare il finale, ma onestamente abbiamo fatto veramente pochetto, per ottenere qualcosa di più di un inutile pareggio, per salvarci ci vuole ben altro e le prossime due trasferte consecutive ci diranno se è lecito sperare.
BRUNO GASPERUTTI



