
Triestina-Ravenna 2-1, Gasperutti: "Alabarda dai valori importanti ma dai tanti punti interrogativi"
La Triestina riscatta la bruttissima prestazione di Legnago battendo in rimonta un modesto Ravenna,
con qualche sofferenza di troppo nel finale.
Non va assolutamente disprezzata la vittoria, perlopiù giunta dopo il repentino vantaggio ospite subito in apertura di gioco, che avrebbe potuto scombussolare i piani ad una squadra non ancora sicura dei propri mezzi. Che la Triestina sia una squadra alla ricerca di sé stessa lo si è visto quando, nel finale di gara, i ravennati hanno inserito forze fresche tentando il tutto per tutto e hanno pressato nella propria metàcampo i rossoalabardati.
La consistenza dei romagnoli era, per fortuna, troppo modesta per poter recuperare la gara contro una squadra formata da gente esperta e navigata, ma la sensazione di preoccupazione e di ansia da risultato percepita negli alabardati ha aleggiato fino al fischio finale. Intendiamoci, ben poco ha fatto il Ravenna per pareggiare e tutto sommato Offredi non è stato mai impegnato e anzi la Triestina avrebbe anche potuto mettere il risultato in ghiaccio, ma ciò non è avvenuto e la squadra non ha avuto, a mio modesto avviso, l'autorità della più forte che in casa propria fa capire all'avversaria che... “qui comando io, questa è casa mia!!”
Tornando indietro col pensiero alle partite viste al Rocco, contro squadre che hanno poi ottenuto la promozione, mi riferisco a Pordenone, Pisa e il Vicenza dello scorso anno, mi sembra che fossero formazioni molto più solide, compatte, tetragone, rispetto a questa Unione. Siamo ovviamente solo all'inizio di un lungo cammino e tanta acqua dovrà passare sotto i ponti, ma la squadra alabardata ha al momento ancora tanti punti interrogativi da sistemare e anche alla svelta, perchè i punti persi in questa prima parte poi sono difficili da recuperare nel domani.
Il primo punto interrogativo sta in difesa, che anche dopo l'inserimento dello statuario Capela non è sembrata irreprensibile; qualche crepa la si è vista e per fortuna che avevamo contro un attacco impalpabile, guidato dal belga Mokulu, uno che in carriera ha segnato molto poco. Capela deve ancora inserirsi, è appena arrivato e a malapena conosce i nomi dei compagni di reparto, diamo tempo al tempo e gli automatismi verranno, ma un paio di incertezze nel reparto formato da giocatore tutti navigati, si sono visti. Per esempio il gol arrivato da una situazione leggibile, con la difesa ben piazzata ma sorpresa, che ha permesso all'attaccante uno stop a 5 metri dal portiere; poi un pallone che scendeva dal cielo di quelli che ridendo definivamo come: “questo pallone viene giù con la neve” veniva tranquillamente stoppato sempre a 5 metri dal portiere senza contrasto, per fortuna spalle alla porta, facendo venire qualche brivido. Poi ancora una discesa del solito Mokulu, che saltava come birilli Ligi, poi Capela in area, arrivando fino a contatto con Offredi e il belga non è sicuramente né Lukaku, né Ronaldo.
Passando a centrocampo, la manovra è ancora un po' farraginosa, si deve sempre pulire il pallone attraverso una serie di passaggi, che risulta ancora un po' lenta e orizzontale e passando perlopiù dai piedi saggi di Lodi. Qualche volta una verticalizzazione immediata sarebbe opportuna, magari quando avremo a disposizione anche la freccia Mensah, che nel finale ha inscenato un'azione arrembante che ha fatto saltare tutto il dispositivo ravennate che fino allora, aveva sempre potuto rientrare in posizione, visti i tempi di gioco persi dai nostri nel far ripartire l'azione.
Ultima considerazione sull'attacco: abbiamo visto un buon Litteri che ha segnato due grandi gol da vero centravanti; a me è piaciuto soprattutto il secondo, dove su sponda “finalmente” di Rizzo, ha sferrato una fucilata di prima intenzione con grande prontezza, bucando la rete. Ho scritto finalmente, perchè Rizzo nell'occasione si è trovato nella posizione di seconda punta, andando a riempire in area un vuoto, che fino a quel momento e in altre occasioni, non veniva occupato, lasciando la nostra punta sempre desolatamente da sola a lottare contro 2-3 avversari che fatalmente lo chiudevano. Ora Litteri è una freccia in più nella faretra di Gautieri, ma l'assetto almeno al momento è ancora aleatorio, perchè Gomez nel ruolo di esterno è un adattato; è generoso, si applica, fa buone cose, ma resta un ripiego da usare magari in certi frangenti, ma con altri compiti. Sarno al momento non è in forma, rispetto al giocatore brillante visto anche nel precampionato, sembra in fase involutiva; anche lui si è dato da fare ma non gli riusciva un dribbling che sia uno, per creare quella superiorità numerica basilare per il modulo adottato.
Con gli uomini a disposizione in questo momento, le soluzioni per Gautieri sono piuttosto risicate, troppe le assenze, poche le alternative, ma ci auguriamo che riesca quanto prima a trovare la giusta quadratura e a dare un volto definitivo alla squadra che intanto abbiamo visto aver trovato nelle battute finali di mercato, alcuni elementi interessanti come Capela, Calvano e Litteri. Ora, recuperando il cospicuo numero di assenti, la squadra non può che migliorare, ma al momento la strada è ancora in salita e quanto fatto vedere ad oggi, non sembra sufficiente a raggiungere il traguardo agognato, pur restando una compagine che ha dei valori importanti.
BRUNO GASPERUTTI



