
Triestina-Renate 0-2, Gasperutti: "Manovra asfittica e attaccanti in difficoltà. L'errore di Bucchi"
Ennesima delusione per i tifosi dell'Unione,
ennesima partita che sembra somigliare a tante altre viste quest'anno, tutte scritte con lo stesso copione, che solo un episodio può farla svoltare in un verso o in un altro.
Si dovrebbe quindi cercare di spiegare la prestazione della squadra, di esaminare le mancanze tattiche, di ragionare sulle insufficienze tecniche di questo o quel giocatore; invece... dobbiamo parlare di arbitri! Da qualche anno, come succede fin troppo spesso anche sui campi di serie maggiore, ci si ritrova alla fine a discutere di episodi, di fischi e interpretazioni, di coloro che sempre di più vogliono diventare le star principali di questo sport, che dovrebbe avere ben altri protagonisti e che non sente il bisogno di questi personaggi che non hanno capito che meno si mettono in evidenza, più efficace risulta essere la loro prestazione. Fin dalle prime battute si era capito che questo signore, che la CAN di serie C era andata a scovare cervelloticamente fino ad Agrigento, era piuttosto fantasioso e maldestro nelle sue interpretazioni e allora l'opinione più diffusa era quella di sperare che non facesse danni. Invece è successo che verso la fine del primo tempo, il sig. Costanza è salito prepotentemente alla ribalta, decidendo di dare una decisa sterzata all'equilibrio della partita, inventando di sana pianta un rigore. Non ho rivisto l'azione nè alla Tv, nè tantomeno al Var, ma dalla tribuna ad una distanza siderale rispetto alla posizione del sig. Costanza, posso affermare con sicurezza che quello non era rigore, neanche lontanamente.
Qui purtroppo è finita la partita della Triestina, una squadra che fa una difficoltà enorme, non a fare gol, ma solo a creare dei presupposti per fare gol. Qui ci ritroviamo alle solite, a ripetere quanto asfittica sia la manovra della squadra, che si affida unicamente a una serie di lanci chilometrici fatta dai difensori a cui viene affidato sistematicamente il compito di sventagliare dei palloni imprendibili per gli attaccanti, che dal canto loro sono già in estrema difficoltà a gestire anche i palloni più semplici.
Nella ripresa poi, sotto di una rete Bucchi ha cercato di cambiare qualcosa nell'assetto per risalire la corrente e qui, a mio avviso, ha commesso un errore, togliendo un mediano incontrista che faceva legna davanti alla difesa, inserendo un centrocampista che avevamo visto giostrare sempre in posizione più avanzata. In questo contesto ha lasciato in campo un giocatore come Crimi, già ammonito, che ha la pericolosa caratteristica di essere piuttosto esuberante e di non controllarsi troppo negli interventi. Con una difesa privata già dell'elemento più rapido per l'infortunio di Negro, ecco che veniva tolto anche un giocatore che bene o male faceva barriera protettiva davanti alla difesa e immediatamente la Triestina ne ha pagato lo scotto. Il Renate innescava un bel contropiede che trovava il centrocampo un po' scoperto, con Crimi che arrancava dietro ad un avversario, una lieve spinta ed ecco che i neroalabardati si ritrovavano con l'uomo in meno per l'espulsione del giocatore. Su questo episodio poco da recriminare, l'intervento comportava un'ammonizione perchè l'azione poteva essere considerata pericolosa, anche se molte volte gli arbitri evitano di comminare una seconda ammonizione.
Si era al 50' e la partita finiva praticamente qui, anche se da questo momento la Triestina ha cominciato ad attaccare molto generosamente e non si è mai arresa. Purtroppo la squadra era molto sbilanciata in avanti con un solo centrocampista di ruolo, affiancato da esterni e come logica vuole, è stata sufficiente un'azione ben congeniata al Renate per raddoppiare con un giocatore che la nostra difesa (Ligi), ha lasciato colpevolmente da solo a 5 metri dal portiere.
La Triestina non è piaciuta nemmeno nella fase in cui ha giocato ad armi pari, non ha un gioco, a centrocampo non manovra, gli attaccanti non sono in grado di rigiocare gli asteroidi che arrivano dai difensori e da soli non riescono a duettare o effettuare un'azione individuale pericolosa. Troppo poco.
Il Renate non ha impressionato, però nella sua modestia ha fatto vedere di essere più squadra, gioca con più logica, in difesa è stata precisa e a centrocampo qualche fraseggio per approssimarsi all'area avversaria lo fa. In avanti ha due bei marcantoni che non saranno dei fulmini da guerra, però hanno impegnato la nostra difesa e alla fine quando la gara si è messa per loro in discesa, hanno consentito ad Offredi di risultare determinante per non far diventare più pesante il risutato finale: il migliore della nostra squadra.
Grande amarezza mi resta nel constatare che più di così questa squadra non riesce ad esprimere; non è un caso che in casa non riesca ad imporre il suo gioco (???): le poche e risicate vittorie casalinghe stanno lì a testimoniarlo. In trasferta dove si schiera più coperta, le cose vanno meglio, anche se le segnature dobbiamo constatarlo, arrivano quasi sempre da azioni di palla inattiva e quasi mai da un bel contropiede manovrato. Certo il massimo sarebbe che le fortune o le sfortune di una squadra fossero determinate da loro stesse e non da questi signori che vogliono fare i protagonisti a tutti i costi; per correttezza sorvolo sull'episodio in area del Renate, che confesso non aver visto con sicurezza.
Ultima considerazione da tifoso alabardato innamorato: ma perchè quelle bruttissime maglie antracite con orrendi fregi dorati? Spero non sia per scaramanzia perchè gli anni in cui le streghe venivano bruciate sul rogo, sono stati fortunatamente lasciati alle spalle. Ma è possibile assistere ad una partita tra una squadra nerazzurra e una rossa, trovandosele in campo con delle maglie bianche e nere quasi fosse una partita di scacchi? Io non mi stancherò mai di affermare che siamo nati rossoalabardati e che i padri fondatori della Società hanno scelto il rosso come loro colore; tutte le altre divagazioni sul tema dovrebbero essere saltuarie e non la consuetudine. Rispetto per la tradizione!
BRUNO GASPERUTTI



