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Triestina-Samb 0-1, Gasperutti: "Marchigiani saggi e pimpanti, alabardati carenti fisicamente e ingenui in difesa"

07 Dicembre 2020
di vicedirettore

La prima di Pillon al Rocco è stata (super)bagnata e sfortunata; la Triestina ha perso

una di quelle partite classiche da pareggio, dove però come si dice: chi segna per primo la vince. La Sambenedettese è stata più fortunata e l'ha sbloccata proprio nel finale, quando lo spazio per una reazione rabbiosa d'orgoglio era praticamente impossibile; però per sgombrare subito dagli equivoci, la squadra marchigiana la vittoria se l'è cercata e meritata. I rossoblù hanno giocato una partita molto saggia, Zironelli l'ha impostata benissimo: un primo tempo di controllo con la squadra attenta nelle coperture e pronta ad offendere, con Maxi Lopez unico terminale offensivo e Botta altro argentino dai piedi buoni a girovagare alle sue spalle e inventare per quanto il campo permetteva.

Poi nella ripresa i due argentini sono stati sostituiti da altre due punte di spessore per la categoria, il barbuto Nocciolini e l'altro argentino Lescano e allora si è capito che questi non erano venuti a speculare sul punticino, ma volevano proprio vincere. Bravi loro ad aver raggiunto l'obiettivo prefissato, ma anche sfortunati noi che in fin dei conti, fino a quel fatidico 78' non avevamo concesso praticamente nulla.

Come detto, su quel campo chi segnava per primo, aveva una altissima percentuale di possibilità di portare in porto la vittoria. Sul gol vorrei fare un appunto: com'è possibile che una difesa formata di grandi mestieranti, che di partite ne hanno disputate a tutte le latitudini dello Stivale, possano farsi sorprendere su un pallone tutto sommato leggibile. Capela si è perso l'attaccante alle spalle, Brivio non ha accorciato sull'attaccante libero rimanendosene impalato, Offredi (che non esce mai nemmeno su palloni chilometrici in area piccola) commette l'errore finale e più evidente, prendendo il pallone e portandeoselo in porta. Ma se in queste situazioni non si ritiene sicuro della sua presa, perchè non respinge lateralmente il pallone? Una situazione analoga ci è costata la serie B: ricordate il secondo gol di Pisa quello del pareggio? La partita è stata complessivamente piacevole e lottata su un terreno al limite della praticabilità e sotto una pioggia scrosciante, che non ha accennato un solo momento a dare tregua ai giocatori bagnati come pulcini. Di questa partita, di Pillon e delle sue innovazioni tattiche, non ne possiamo proprio parlare, perchè una gara del genere è ingiudicabile e sarebbe stato più saggio sospenderla come è stato fatto pochi km più a nord a Udine.

Posso dire delle sensazioni che ho avuto, ma non delle certezze: mi è sembrato che la squadra fosse più compatta e corta e non ha mai sbandato lasciando spazi ai contropiedi avversari, come in passato. Di schemi di gioco o di stravolgimenti tattici è inutile parlare, Pillon ha praticamente confermato la squadra di Carpi che aveva fatto bene, sostituendo i soli Giorico squalificato e Lambrughi con Ligi, più adatto fisicamente e su quel terreno, a combattere col “marcantonio” Maxi Lopez ex di Wanda Nara.

D'altra parte a differenza del collega sull'altra panchina, non aveva tante alterative e i cambi con Granoche e Litteri sono stati più determinati dalla disperazione per raddrizzare il risultato che altro. Certo che la partita di Arezzo, con tutto quello che ne è conseguito, ha fatto veramente dei grossi danni!

Una cosa invece mi è risultata evidente fin dai primi minuti vedendo la partita dal vivo: i marchigiani sembravano più pimpanti fisicamente, arrivavano sempre primi sul pallone e anche sulle seconde palle, visto che la partita si giocava a pallate e rincorse e non si poteva fare diversamente, arrivavano sempre in anticipo. In queste condizioni la tecnica, la tattica e quant'altro va a farsi friggere, conta chi il pallone se lo conquista prima e dai e dai, qualcosa ne esce sempre. Ecco gli alabardati mi sono sembrati carenti di condizione; già di per sé è una squadra compassata che fa più un gioco ragionato e di controllo, che d'assalto com'è in uso nella terza serie, poi se il palleggio non lo puoi proprio fare perchè il campo non te lo permette, ecco che le difficoltà aumentano considerevolmente.

Purtroppo la classifica piange, Pillon è subentrato proprio in un momento brutto: tante le defezioni anche importanti, poi dei giocatori che sono al rientro dopo lungo periodo e a corto si allenamento e di agonismo e, per ultimo, un calendario che purtroppo riserva partite molto difficili, anzi le più difficile proprio in questo scorcio di stagione.

Ora sotto con Padova, Perugia e poi Sudtirol, proprio le migliori del lotto: salviamo il salvabile e ripartiamo e anche se i punti da recuperare non sono tantissimi, le squadre da superare sono parecchie e non tutte possono cedere in blocco. Obiettivamente bisogna puntare ad una buona posizione in graduatoria per avere un cammino più agevole nei play-off, perchè la prima posizione oramai mi sembra una chimera; è difficile che una squadra che ha subito cinque sconfitte su 14 gare, abbia una tale inversione di marcia da cambiare totalmente la stagione. Certo è possibile e l'ha fatto il Pisa nella stagione in cui è salita in B, sperare non costa nulla, ma in questo momento pensiamo a salvare il salvabile, passo dopo passo.

BRUNO GASPERUTTI