Triestina-Sudtirol 3-2, Gasperutti: "Grande spirito di squadra. Sale l'autostima"
Bella ed emozionante partita, quella del “monday night” della C, in uno scenario degno di ben altre serie.
La Triestina dopo aver messo sotto a domicilio: Perugia, Padova e Modena, riserva la stessa sorte anche agli altoatesini del Sudtirol, che se avessero vinto avrebbero raggiunto la vetta della classifica, con ottime possibilità di salire in serie B. Questa vittoria dimostra una volta di più come la squadra sia competitiva, ma che forse sia stata mal valutata un po' da tutti nelle previsioni della vigilia: non è una squadra che impone con autorità il suo gioco, ma è una squadra che se viene attaccata, si difende con discreta sicurezza e sa essere offensivamente più efficace, giocando in spazi più larghi.
Il Sud Tirol è parsa un'ottima squadra, non ha grosse individualità che catturano l'occhio, ma è ben amalgamata, ben impostata, con giocatori essenziali di categoria: quella che si usa definire una squadra di C. I difensori sono aitanti e non esitano a calciare il pallone in tribuna quando la squadra viene attaccata negli spazi, il centrocampo è aggressivo e non dà tregua; anche in questa partita sono sembrati più pimpanti, più pronti e sempre primi sui palloni e sulle seconde palle. Gli attaccanti sono molto rapidi e scambiano velocemente, ricercando sempre la profondità e quindi dando l'impressione di essere pericolosi e di poter trovare la via della rete in qualsiasi momento. A ciò va aggiunta una buona dose di caparbietà che non li ha fatti arrendere, nemmeno quando si sono trovati in svantaggio di 3 reti: una squadra mai doma e difficile da mettere sotto.
Quanto detto sugli ospiti altoatesini, va tutto ad amplificare l'elogio per la prova della Triestina, che ha lottato con un gran spirito di squadra, che non ha lasciato spazi, ribattendo azione su azione. Ha trovato negli spazi allargati modo di replicare più efficacemente, evitando quei prolissi passaggi orizzontali che portano solo a dei cross, che sono alla fin fine molto leggibili per delle difese che hanno tutto il tempo a chiudersi.
Se proprio dovessi fare una graduatoria, soggettiva ovviamente, mi sembra che Perugia e Padova nell'ordine, siano squadre più attrezzate, con più individualità e punte accuminate rispetto gli altoatesini, ma questa è una squadra che ha una logica e sono anni che programma dei campionati di vertice migliorandosi anno dopo anno, risultando sempre una mina vagante per chi vuole salire in B.
La Triestina dopo due sconfitte consecutive che l'hanno un po' ridimensionata in classifica, venendo superata dalla Feralpi e avvicinata pericolosamente da Matelica, Sambenedettese e Cesena, aveva assoluto bisogno di far punti e una vittoria raggiunta contro simile avversario e dopo una dura battaglia, farà sicuramente acquisire maggior autostima e sarà sicuramente impulso per il finale di campionato, per il quale nessun risultato pur difficile è a priori proibito. Buona la prova di tutti i singoli, che hanno battagliato dando tutto quanto avevano in corpo e qualcuno è uscito stremato, boccheggiante dal campo.
Sul piano fisico gli ospiti mi sono sembrati più pimpanti, ma penso che questi siano il top per quanto riguarda un calcio solido e concreto di categoria, comunque la Triestina ha tenuto loro testa con autorità e mi sembra sia in possesso di qualche individualità che ha dei numeri superiori, come d'altra parte i tre eurogol messi a segno hanno dimostrato. I gol visti nella serata, sono stati la ciliegina sulla torta che hanno riempito gli occhi, delle autentiche prodezze che avrebbero fatto la gioia di sigle e programmi Tv, solo se fossero stati realizzati dagli acclamati, coccolati e lautamente retribuiti campioni del nostro calcio business. I gesti tecnici di Litteri, Sarno e Lepore sono quanto di più bello ci possa dare il calcio, quello vero e genuino che accende la passione dei tifosi e che ora stanno distruggendo giorno dopo giorno. I tifosi non devono restare indifferenti a ciò che sta succedendo attorno a loro, ma perchè dobbiamo idolatrare un Ronaldo che getta una maglia a terra solo perchè non è riuscito a segnare, con la società che tollerante punisce accondiscentemente il raccattapalle. Perchè dobbiamo idolatrare un Donnarumma che rinnega una maglia che ha baciato e che sostiene di amare, per qualche dollaro in più e per ingrassare le tasche di un profittatore, che vive e prospera nella sua ombra come uno squalo. Ma è veramente questo il calcio che vogliono i tifosi? Io amo il calcio provinciale, sarò un romantico, ma è molto più coinvolgente un bel derby ruspante tra Triestina-Ponziana, che qualsiasi gara di una ipotetica e fredda superlega, dove sai, che tu spettatore sei solo un mezzo per arricchire dei presuntuosi presunti idoli, che si sentono legittimati dall'indifferenza di chi li circonda, a prendere per i fondelli con alterigia, la passione di migliaia di persone in nome del “Dio Denaro” e del loro profitto?



