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Triestina-Tabor 1-1, Gasperutti: "Gioco promettente"

18 Settembre 2020
di vicedirettore

Ultima amichevole per la Triestina prima dell'inizio ufficiale della nuova stagione davanti a pochi intimi,

contro il Tabor di Sezana, terza squadra del campionato sloveno incontrata nello spazio di 10 giorni. Quello con il Tabor rispetto alla gara con il Koper è stato un test migliore, perchè è sembrato superiore per organizzazione e individualità rispetto ai capodistriani e anche nel loro campionato le due vittorie su tre confronti sta lì a dimostrarlo.

La Triestina ha trovato qualche difficoltà nel primo tempo a sviluppare la sua manovra, che è sembrata meno fluida rispetto alla precedente gara vista al Rocco, anche se la ricerca del fraseggio e i cambi di fronte ben amministrati da Lodi & Co. avevano sempre una buona continuità pur senza avere chiari sbocchi offensivi, anche per la buona e organizzata difesa ospite che contava sui suoi titolari.

Il primo tempo è corso via senza particolari emozioni, a parte un bisticcio Rizzo-Doukoure, che probabilmente poteva essere evitato, ma che l'arbitro è stato bravo ad annacquare. C'è stata qualche buona opportunità per la Triestina, pochi sussulti per gli ospiti e nessuna palpitazione per le coronarie dei pochi tifosi che sottolineavano con timidi applausi alcune buone giocate dei singoli.

La ripresa è stata indubbiamente più vivace, anche perchè al 1' Ndzengue con un'azione un po' sospetta, entrava in area e servendo sul lato opposto Agnoletti che non poteva sbagliare incrociando di piatto, per il gol del vantaggio. La difesa degli azzurri alabardati è sembrata un po' troppo sorpresa e si è fatta uccellare completamente fuori posizione. Questa è stata la scossa della gara e la Triestina è partita con determinazione alla ricerca del pareggio mettendo subito in difficoltà la difesa dei frontalieri che si è salvata più volte per la poca determinazione in fase conclusiva di qualche attaccante e per rimpalli fortuiti. Bisogna dire anche che il Tabor nella ripresa ha inserito diversi giovani che hanno dimostrato molta vivacità e aggressività, ma che soprattutto in difesa hanno sofferto la maggior intraprendenza offensiva alabardata. Il gol del pareggio di Gomez è stato molto bello, sia nella preparazione che per la freddezza finale nella conclusione da vero attaccante. Dopo il gol la Triestina ha continuato per un certo periodo di tempo ad affondare, senza però trovare il varco giusto e questa è stata la fase di gioco più piacevole dell'incontro e ha visto l'Unione mancare diverse buone occasioni, soprattutto con Di Massimo molto vivace, ma un po' troppo morbido, direi senza gli occhi da tigre nelle conclusioni.

L'arbitro ha chiuso poi l'incontro al 90' e 4”, come è lecito fare in un incontro amichevole infrasettimanale di preparazione; faccio notare la cosa decisamente irrilevante, solo per il motivo che se lo avesse fatto anche con il Koper, ed era lo stesso arbitro, la Triestina avrebbe concluso immacolata la sua estate di preparazione.

Buona l'amichevole, buono e promettente il gioco, molto ben disposti i pochi tifosi accorsi, che hanno sottolineato con applausi le diverse buone trame sviluppate e quindi ottima conclusione del periodo di preparazione. Interessante nella ripresa l'esperimento di Procaccio nel ruolo di centrocampista, che ha fatto vedere una buona intesa con Di Massimo; è un tentativo che magari andrà riproposto in qualche occasione più probante.

Ora la prossima settimana il “tour de force” con il lungo trasferimento fino a Potenza per la Coppa Italia, per poi risalire rapidamente la penisola e incontrare il Matelica nella prima ben più importante partita di campionato.

Chiudo con una piccola polemichetta personale sull'utilità della Coppa Italia Nazionale per una squadra come la Triestina, che “in teoria” dovrebbe superare sempre rigorosamente in trasferta, 5-6 gare con formazioni di livello superiore, per poter accedere alla sfida con doppio confronto, con una presunta big. Ma che senso ha questo genere di competizione? Ma è tanto difficile “copiare” dagli altri paesi dove vediamo arrivare molto avanti nella competizione anche squadre provinciali? Se i nostri “capataz” pensano che solo le big abbiano diritto a competere per incassare i ricchi diritti Tv spettanti alle sopravvissute dopo la scrematura, che le facciano giocare un piccolo torneo finale tra loro, per definire la vincente e risparmino alle squadre considerate quelle dei “peones” di contorno, il fastidio di credere di partecipare ad una competizione equanime, per un obiettivo raggiungibile.

BRUNO GASPERUTTI