
Coppa Italia, Gasperutti: "Triestina 2012 incapace di chiudere la partita"
La Triestina passa il turno in Coppa Italia, vincendo sul campo di Monfalcone ai calci di rigore, al termine di una piacevole partita.
Diciamolo subito: è stata una partita infrasettimanale quasi amichevole, giocata senza ritmi eccessivi, con cavalleria, pensando più a mettere benzina nel motore di chi ha giocato meno e affinare l’affiatamento. La partita ha avuto due tempi molto diversi tra loro: all’ottimo primo tempo alabardato, ha fatto risconto una ripresa piena di voglia e combattività dell’UFM, che ha riscattato la prima frazione molto timorosa.
La Triestina è partita con il piglio di chi sa di essere qualitativamente superiore, ha tenuto il campo in maniera quasi perfetta con belle trame, rispettando le distanze, dominando un UFM molto intimorito, che pensava solo a non subire gol, lasciando il solo Godeas in avanti a cercar di tener su qualche pallone, per far respirare la squadra. E’ stata una frazione di gioco molto piacevole, perché l’approccio all’area dei triestini è stato denso di iniziative, di manovre ben congeniate, di buone giocate. Però, c’è un però: sembrava che gli alabardati giocassero più per perfezionare l’intesa tra i reparti, che per far male all’avversario; è venuta certamente la rete che sembrava quasi la logica conseguenza all’evidente superiorità tecnica, ma la squadra non è sembrata mai in possesso di quella necessaria cattiveria agonistica, per chiudere la partita. Si pensava sempre: ora arriva il raddoppio e poi si potranno dedicare con più tranquillità al possesso palla, invece l’UFM è rimasta in partita e anzi sul finire del tempo, su una delle rarissime incursioni nella metà campo alabardata, ha ottenuto un angolo, sul quale un attaccante, lasciato solo colpevolmente (come domenica col Levico!!!) ha mancato il tap-in, “ciccando” il pallone.
Nella ripresa, la Triestina ha iniziato a giocare sui ritmi “bailadi” della prima parte, ma su una punizione laterale, l’eterno Godeas, s’è trovato il pallone in mischia, l’ha controllato e spedito sotto la traversa da 5 metri, fulminando il povero Bonin, che non aveva ancora quasi toccato un pallone. Se non chiudi le partite e ti accontenti di traccheggiare, “tirando a campà” e compiacendoti di quanto sei bello e bravo, questa è la logica conclusione. L’UFM ha allora preso coraggio, mettendo pressione ai centrocampisti triestini, che non riuscivano più a tener palla e a ribaltare l’azione. Il bel gioco visto fino a quel momento è scomparso, lasciando campo alla vigoria, alla voglia meritoria degli azzurri, che con un gioco classico “da Serie D”, fatto di corsa, scambi di prima in velocità, inserimenti da dietro, ha messo in serie ambasce gli alabardati.
A ciò va aggiunto poi, il serio imbarazzo della difesa, su ogni tipo di punizione o corner, che veniva a spiovere in area e che trovava sempre la testa di un monfalconese, per la deviazione o la rimessa in mischia del pallone. Questo visto nella ripresa, è il gioco che si pratica in queste categorie e la “bella” Triestina della prima frazione si è trovata in imbarazzo, di fronte a questo tipo di gioco e dovrà al più presto adeguarsi a questo tipo di competizione, lasciando a casa il fioretto e impugnando la sciabola.
L’UFM ha minori doti tecniche e lo si vede, ma la sua verve e il suo agonismo è da categoria e con il rientro di alcuni titolari che mancavano nella gara di ieri (mercoledi) sera, sicuramente può trovare i mezzi per essere competitivo e assicurarsi la salvezza.
La Triestina è superiore come intelaiatura, come tecnica, come individualità, ma tutto questo bisogna tradurlo sul campo, non lasciarlo soltanto intuire tra le righe, perché di partite come quella di ieri sera, sui campi veneti ce ne saranno tante e alla fine l’UFM ha più che meritato il suo pareggio, andando anche vicino alla vittoria.
Buona complessivamente la partita dei singoli, qualcuno alla distanza, ha pagato la “furia” azzurra, perdendosi un po’. Bonin ha parato un solo tiro e a tempo ampiamente scaduto, sul terzo rigore calciato da Di Gregorio, che ha deviato con un gran volo. Diligenti i difensori, ottimo il centrocampo nella prima parte, con Baggio che veniva tra le righe a prender palla, mentre Kabine faceva il perno in avanti, lavorando con la sua tecnica, i palloni che arrivavano dalle sue parti. Veloci le due ali con Santoni più pungente, mentre nella ripresa sono piaciute alcune volate del velocissimo Morelli, che più volte ha sfondato a destra.
Bruno Gasperutti




