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Triestina 2012-Giorgione, Gasperutti: "Unione scarsa e sfortunata"

15 Novembre 2015
di vicedirettore

Una Triestina 2012 scarsa e sfortunata, perde una partita mediocre e povera di contenuti, contro un Giorgione scarso ma fortunato.

Come detto, è stata una partita mediocre dove vedere una sequela di passaggi azzeccati, era una rarità; tanta buona volontà, qualche sgroppata lontano dalla zona calda, ma nessun tiro in porta e nessuna occasione da gol. Il primo tempo è stato più vivace, anche perché i 22 in campo erano più freschi e pur nella pochezza tecnica, c’era almeno quella freschezza atletica, che rendeva il gioco veloce. Di azioni gol nemmeno l’ombra, di tiri nemmeno e infatti l’unica emozione è venuta da un angolo che Giordani ha incornato benissimo, ma il lungo portiere ospite è riuscito a bloccare con una plastica presa volante. Poi al 44' l’inaspettata rete ancora su angolo, con Catalano che sottomisura ha spizzato con la testa in anticipo, nell’angolo lontano.

La ripresa è cominciata con gli alabardati in pieno controllo del gioco, del Giorgione nessuna traccia, se ne stava rintanato nella sua metà campo, che non oltrepassava quasi mai e Di Piero ha continuato a guardarsi la partita, spettatore non pagante. Poi in rapida successione ci son stati i tre cambi: Battaglini ha preso il posto di Morelli e fin qui ci siamo, la squadra aveva trovato il suo equilibrio e non ci sono stati scossoni, ma quando è entrato Baggio per Spadari e poi Pontrelli per Santoni, l’assetto e la stabilità che fino a quel momento la squadra aveva faticosamente trovato, è venuta a mancare. Non per demeriti specifici dei subentrati, ma per le loro caratteristiche peculiari, che erano diverse dei sostituiti. Spadari è un centrocampista che dà equilibrio, può essere brillante o meno, in giornata positiva o no, ma è un centrocampista, mentre Baggio è una seconda punta con propensioni offensive. Per Santoni lo stesso discorso, è un contropiedista, veloce incursore, che in un finale di partita con gli avversari sbilanciati, può servire di più del compassato Pontrelli. Ovviamente dalla tribuna è difficile stabilire se i sostituiti non ne avevano più, o se in settimana avevano avuto dei problemini, ma noi facciamo cronaca e questo è quello che si è notato. La squadra piano piano, ha perso un po’ della sicurezza, che nella ripresa le aveva fatto comandare agevolmente il gioco; per fortuna si pensava, il Giorgione è poca cosa e non riusciva, non ad essere pericoloso, ma nemmeno ad arrivare nelle vicinanze dell’area.

Poi ci sono gli episodi e qui gira veramente male: Proia entra palla al piede in area e viene messo a terra, niente di vistoso, ma il fallo c’è, la palla giunge ad Andjelkovic che la protegge col corpo e su di lui arriva scriteriatamente un difensore. Anche qui si potrebbe discutere una vita, contro il Montebelluna la Triestina aveva subito un rigore eguale e nessuno aveva detto nulla; è uno di quei falli che mandano in bestia un allenatore, quando è fatto da un proprio giocatore, perché fatti con irruenza, su un giocatore non pericoloso e per di più spalle alla porta. Per l’arbitro è simulazione e ammonisce il giocatore triestino. A 10' dalla fine il Giorgione che non riusciva ancora ad arrivare dalle parti di Di Piero, ottiene una punizione a 25 metri dalla porta tutta spostata sulla destra. Sta’ a vedere che….  e infatti il tiro sporco rasoterra, passa tra una selva di gambe e termina sul palo e da qui ballonzola attraversando tutta la luce della porta dall’altra parte, ma in rete. La Triestina rimane di sasso e non reagisce, il Giorgione questa volta arriva in area: il centravanti protegge una palla e la tocca indietro a Cedron che arriva in corsa, colpisce sporco, ma indovina l’angolino basso lontano.

La Triestina stavolta ha una reazione veemente, mancano solo 5 minuti, ma confeziona ben tre palle gol: dapprima Giordani a 5 metri dalla porta ha un pallone facilissimo centrale da spingere in porta, ma lo ciabatta con un piattone svirgolato a lato. Poi su un angolo respinto, mentre tutti escono di corsa dall’area, si ritrova un pallone quasi sul dischetto; è in posizione regolare perché un difensore è a terra in area quasi sulla riga di porta, ma lui non se ne avvede e si avvita in una spettacolare rovesciata che il portiere con una altrettanto spettacolare parata mette in angolo. Col senno di poi, avrebbe potuto controllare, girarsi e tirare comodamente, ovviamente stando in tribuna è tutto facile. Sull’angolo, il pallone passa tutta la luce della porta senza che almeno tre alabardati riescano a metterci un piede. E finisce così. Queste sono due squadre che alla fine ritroveremo nelle zone basse della graduatoria, ma per  i veneti la vittoria vale oro, mentre la Triestina invece, sprofonda sempre di più nella sua crisi societaria senza fine, mentre la squadra è ridotta ai minimi termini e senza grosse alternative. A ciò va aggiunto che la fortuna non le è amica, ma a volte la fortuna bisogna anche meritarsela e quando arriva, per esempio anche sotto forma di un golletto un po’ estemporaneo arrivato dal nulla, riuscire a mantenere il vantaggio in casa, sarebbe per lo meno doveroso, in un modo o in un altro, magari col coltello tra i denti, anche perché questo Giorgione…..    
Bruno Gasperutti