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Triestina-Arzignano: l'analisi di Bruno Gasperutti

25 Gennaio 2015
Una buona Triestina, ma che per un motivo o per un altro, non riesce proprio a fare sua una partita che sembrava avere in pugno.

E’ stata una gara strana, per lunghi tratti senza grosse emozioni e che poi si accendeva con delle fiammate improvvise sui due fronti e che ha tenuto sui carboni accesi gli spettatori, fino all’ultimo minuto. Nel primo tempo la squadra alabardata ha dominato la quotata veneta, ha comandato il gioco tessendo le sue trame con pazienza, alla ricerca del varco giusto. Il centrocampo alabardato, forse ha avuto il torto di non velocizzare troppo la manovra dando il tempo alla difesa avversaria di chiudere tutti i varchi, ma la circolazione della palla è stata abbastanza precisa e i veneti sono stati costretti sulla difensiva per tutta la prima frazione.

La prima fiammata importante si è avuta attorno al ’20 quando l’imprendibile Rocco, nel giro di 2 minuti, ha avuto per ben 4 volte l’occasione per segnare. Dapprima Manzo sfondava sulla sinistra e centrava forte un pallone che attraversava l’area piccola, mentre Rocco in estensione non riusciva a toccarla. Poi il centravanti sparava forte da pochi metri ma il portiere parava con i piedi. Ancora Rocco di testa costringeva il portiere a deviare d’istinto in corner, ma al ’22 su un cross lungo dalla destra, Giannetti di testa faceva da sponda e Rocco al volo, finalmente trovava il varco giusto.

La Triestina in vantaggio, non cedeva il passo ai veneti, che dal canto loro non creavano alcuna apprensione all’attenta difesa e continuavano a tenere l’iniziativa e ancora con Proia impegnavano il portiere che respingeva un suo forte tiro con i pugni chiusi.

Il tempo finiva e l’impressione lasciata dagli alabardati era molto positiva, anche se l’Arzignano pur avendo fatto pochetto lasciava intendere di essere una buona squadra, molto pericolosa in avanti, dove il temibile argentino Trinchieri, accalappiava tutti i palloni e li giocava con molta sapienza, ben coadiuvato dal mobile Carlotto e poi era compagine molto ben messa fisicamente, superiore ai triestini. Nella ripresa i veneti sono scesi in campo con un altro piglio e hanno cominciato a premere con maggior insistenza. La partita era più equilibrata e come succede spesso agli alabardati, alla prima occasione ecco che è arrivato il gol del pareggio. Paltla vagante in area e Carlotto al volo è stato abile a scaraventare in porta un pallone che la difesa non è riuscita a respingere con decisione. Tutto da rifare ma ancora una volta ci ha pensato Rocco a trasformare in oro colato un suggerimento in verticale, ha bruciato sullo scatto i difensori, anticipando il portiere in uscita, che lo ha toccato facendolo volare. Rigore netto che poi lui ha trasformato con un secco tiro. Subito l’Arzignano ha avuto la palla del pareggio con un colpo di testa di un suo attaccante lasciato troppo solo, su una punizione laterale, ma poi il ritmo si è un po’ chetato.

Sembrava proprio l’occasione giusta per fare il risultato pieno, ma il centrocampo alabardato si andava un po’ spegnendo e soffriva la fisicità avversaria e allo stesso tempo si abbassava eccessivamente a ridosso della difesa che a sua volta qualche volta accusava qualche amnesia mentale. Si stava andando verso un finale di partita con i veneti sempre propositivi, ma non eccessivamente pericolosi, ma dietro l’angolo ecco la fiammata e la partita ‘è accesa. ’37 Draghetti ha raccolto ancora un pallone vagante in area e lo ha spedito alle spalle di Di Piero. Da quel momento le squadre si sono date battaglia senza esclusione di colpi non accontentandosi del pareggio. La Triestina ha premuto cercando il tiro dalla distanza con Manzo e Gusella che hanno sfiorato i pali e poi Manzo si è visto respingere sulla linea a portiere battuto un tiro velenoso in piena “zona Triestina” L’Arzignanocampo dal canto suo ha realizzato una rete a gioco ampiamente fermo, poi con Trinchieri ha avuto il pallone della vittoria ma il bravo Di Piero gli è uscito sui piedi respingendo e ancora un suo tiro dalla distanza ha sfiorato il palo.

Una buona Triestina che ha ormai trovato il giusto assetto e che è un osso duro per tutte le avversarie anche per l’ottimo Arzignanochiampo; purtroppo siamo sempre impelagati nei fondali della classifica, ma dobbiamo continuare a far punti, senza guardare troppo gli avversari, i conti li faremo alla fine, per il momento accontentiamoci di vedere che la squadra è viva ed è sempre propositiva e generosa.