Triestina-Fersina, l'analisi di Fabio Maranzana
05 Gennaio 2014
di vicedirettore
Inizia nel migliore dei modi il 2014 per la squadra rossoalabardata, che si impone con il punteggio di 1-0 sulla Fersina Perginese,
cenerentola del torneo e candidata principe per il ritorno nel campionato di Eccellenza. Una vittoria arrivata grazie alla rete di Godeas dopo pochissimi secondi di gioco e che è bastata a vincere un incontro che sulla carta poteva sembrare abbastanza agevole ma che, anche a causa delle condizioni metereologiche avverse, tanto semplice non è stato. D’altro canto, chi conosce il calcio sa bene che nessuna vittoria è facile da conquistare e nessuna squadra regala nulla; bisogna sempre dimostrare il proprio valore sul campo ed a poco serve guardare la classifica prima di giocare la partita stessa. A rendere maggiormente insidiosa questa partita ci ha pensato quindi anche l’abbondante pioggia caduta negli ultimi giorni e durante l’intera gara, che ha reso il terreno di gioco sempre più simile ad un acquitrino piuttosto che ad un campo dove giocare al calcio; queste condizioni del rettangolo di gioco penalizzano sempre la squadra più tecnica e stavolta sicuramente la Triestina ha patito di più rispetto alla Fersina sotto questo punto di vista.
La Triestina scende quindi sul terreno di gioco con il collaudato modulo 4-3-3 ; davanti al portiere Del Mestre, la difesa si dispone con Pratolino a destra, Frangu a sinistra, Pimazzoni e Piscopo centrali, il centrocampo con il regista Wagner come vertice basso con Zetto sul centro-sinistra ed il neo acquisto Burato sul centro-destra. L’attacco anch’esso mostra delle novità rispetto alle ultime gare casalinghe e si schiera con Godeas nel solito ruolo di attaccante centrale coadiuvato da Sessolo a destra e l’altra “new entry” Bussi sulla corsia di sinistra. Il modulo scelto invece dal tecnico della squadra ospite per cercare di trovare i punti della speranza è il 3-5-2 con i tre difensori praticamente sempre bloccati dietro, con un centrocampo abbastanza muscolare e forte fisicamente ed un attacco attento nel cercare di sfruttare le “seconde palle” derivate dalle verticalizzazioni. Neanche il tempo per studiarsi a vicenda e la Triestina passa in vantaggio grazie ad una pregevole discesa sulla sinistra di Bussi che, molto abilmente rientrando sul suo piede destro, riesce a fornire l’assist per il tap-in di Godeas. Dopo la rete subìta, la Fersina prova ad avanzare ma la Triestina si copre bene portando sempre molti uomini sotto la linea del pallone, limitando quindi gli spazi a disposizione degli avversari che riescono a pervenire al tiro solamente dalla distanza e con scarsa precisione. Anche la Triestina dal canto suo non riesce a costruire nitide azioni da rete, ma in ogni caso riesce a rendersi pericolosa in un paio di occasioni sempre con Godeas e con Bussi, dimostrando già di un discreto affiatamento anche se il portiere Bonomi non viene chiamato ad intervenire. Con il passare dei minuti, complice l’incessante pioggia, il terreno di gioco diventa pian piano sempre più pesante ed il gioco inizia a ristagnare (è proprio la parola giusta) soprattutto a centrocampo, con entrambe le squadre a faticare nel mettere in pratica i rispettivi fraseggi e soprattutto a ripartire in velocità palla al piede. A farne maggiormente le spese di questa condizione del terreno di gioco sembra essere proprio Bussi, che in un paio di occasioni riesce ottimamente a liberarsi dall’avversario sul primo controllo ma poi sono le pozze d’acqua a togliergli il pallone dai piedi. Questo nuovo acquisto (già apprezzato in ambito dilettantistico a Trieste) ha dato dimostrazione di essere un giocatore capace di attaccare molto bene la profondità e di essere in possesso di un ottimo controllo di palla anche negli spazi stretti; un buon giocatore che fa bene anche la fase di transizione e che sembra sapersi anche sacrificare in copertura.
Sul finire del primo tempo (35’) cambia assetto tattico della Triestina, con mister Rossitto che sistema Sessolo nella posizione di trequartista dietro alle due punte Godeas e Bussi passando così ad un modulo 4-3-1-2. L’intento è quello di limitare il costruttore di gioco avversario (il n°4 Giardina) contrapponendolo appunto a Sessolo e dare nel contempo maggiore imprevedibilità alla fase di finalizzazione.
La ripresa inizia con entrambe le squadre disposte con i medesimi schieramenti tattici degli ultimi minuti del primo tempo, ed anche la trama della partita sembra essere la stessa, con molti errori di misura causati principalmente da un terreno di gioco ormai in pessime condizioni e da molta “battaglia” in mezzo al campo, cosa che crea diverse interruzioni da parte del direttore di gara. Pretendere però di vedere un gran calcio su un acquitrino del genere è veramente ingeneroso verso i 22 atleti in campo che hanno quindi tutte le attenuanti del caso, per cui si segnalano solamente un paio di mischie sia in area trentina che in area rossoalabardata, con il sempre attento Del Mestre ad utilizzare i pugni per respingere un paio di traversoni insidiosi (pensare alla presa in queste condizioni è molto pericoloso) ed alcune situazioni di palla inattiva per entrambe le squadre. Al 75’ si infortuna anche Wagner (problema muscolare); entra quindi Cadorin che si posiziona nella parte destra del centrocampo con conseguente accentramento di Burato a ricoprire la posizione del compagno appena uscito, ma il centrocampo triestino regge comunque molto bene anche grazie al solito instancabile Zetto che riesce a coprire ogni varco possibile per gli avversari. A pochi minuti dalla fine, la Triestina trova anche il raddoppio: cross dalla sinistra, assist del neo entrato Monti per Godeas che di petto insacca alle spalle del portiere Bonomi, ma inspiegabilmente l’arbitro Sig. Zingrillo di Seregno annulla. Non si capisce la motivazione di questo annullamento e non la capisce nemmeno il guardalinee che non segnala alcuna irregolarità; una decisione giustamente contestata dai giocatori e tecnici alabardati che infatti contribuisce a mantenere viva ed in bilico la gara sino all’ultimo secondo di gara, con tutta la Fersina riversata in area rossoalabardata per cercare di sfruttare l’ultimo calcio di punizione a suo favore proprio a ridosso dell’area di rigore, ma senza esito. Arriva quindi l’atteso triplice fischio che decreta la vittoria della squadra di casa e che condanna quasi definitivamente la volonterosa, ma di bassi valori tecnici, squadra trentina.
La Triestina anche in questa gara ha dimostrato di avere molto cuore e tanta grinta, componenti molto importanti che sono da aggiungersi ad aspetti tecnico tattici che hanno ancora margini di miglioramento, anche in virtù dei giocatori ultimi arrivati che sembrano tutti all’altezza della situazione.
Fabio Maranzana
La Triestina scende quindi sul terreno di gioco con il collaudato modulo 4-3-3 ; davanti al portiere Del Mestre, la difesa si dispone con Pratolino a destra, Frangu a sinistra, Pimazzoni e Piscopo centrali, il centrocampo con il regista Wagner come vertice basso con Zetto sul centro-sinistra ed il neo acquisto Burato sul centro-destra. L’attacco anch’esso mostra delle novità rispetto alle ultime gare casalinghe e si schiera con Godeas nel solito ruolo di attaccante centrale coadiuvato da Sessolo a destra e l’altra “new entry” Bussi sulla corsia di sinistra. Il modulo scelto invece dal tecnico della squadra ospite per cercare di trovare i punti della speranza è il 3-5-2 con i tre difensori praticamente sempre bloccati dietro, con un centrocampo abbastanza muscolare e forte fisicamente ed un attacco attento nel cercare di sfruttare le “seconde palle” derivate dalle verticalizzazioni. Neanche il tempo per studiarsi a vicenda e la Triestina passa in vantaggio grazie ad una pregevole discesa sulla sinistra di Bussi che, molto abilmente rientrando sul suo piede destro, riesce a fornire l’assist per il tap-in di Godeas. Dopo la rete subìta, la Fersina prova ad avanzare ma la Triestina si copre bene portando sempre molti uomini sotto la linea del pallone, limitando quindi gli spazi a disposizione degli avversari che riescono a pervenire al tiro solamente dalla distanza e con scarsa precisione. Anche la Triestina dal canto suo non riesce a costruire nitide azioni da rete, ma in ogni caso riesce a rendersi pericolosa in un paio di occasioni sempre con Godeas e con Bussi, dimostrando già di un discreto affiatamento anche se il portiere Bonomi non viene chiamato ad intervenire. Con il passare dei minuti, complice l’incessante pioggia, il terreno di gioco diventa pian piano sempre più pesante ed il gioco inizia a ristagnare (è proprio la parola giusta) soprattutto a centrocampo, con entrambe le squadre a faticare nel mettere in pratica i rispettivi fraseggi e soprattutto a ripartire in velocità palla al piede. A farne maggiormente le spese di questa condizione del terreno di gioco sembra essere proprio Bussi, che in un paio di occasioni riesce ottimamente a liberarsi dall’avversario sul primo controllo ma poi sono le pozze d’acqua a togliergli il pallone dai piedi. Questo nuovo acquisto (già apprezzato in ambito dilettantistico a Trieste) ha dato dimostrazione di essere un giocatore capace di attaccare molto bene la profondità e di essere in possesso di un ottimo controllo di palla anche negli spazi stretti; un buon giocatore che fa bene anche la fase di transizione e che sembra sapersi anche sacrificare in copertura.
Sul finire del primo tempo (35’) cambia assetto tattico della Triestina, con mister Rossitto che sistema Sessolo nella posizione di trequartista dietro alle due punte Godeas e Bussi passando così ad un modulo 4-3-1-2. L’intento è quello di limitare il costruttore di gioco avversario (il n°4 Giardina) contrapponendolo appunto a Sessolo e dare nel contempo maggiore imprevedibilità alla fase di finalizzazione.
La ripresa inizia con entrambe le squadre disposte con i medesimi schieramenti tattici degli ultimi minuti del primo tempo, ed anche la trama della partita sembra essere la stessa, con molti errori di misura causati principalmente da un terreno di gioco ormai in pessime condizioni e da molta “battaglia” in mezzo al campo, cosa che crea diverse interruzioni da parte del direttore di gara. Pretendere però di vedere un gran calcio su un acquitrino del genere è veramente ingeneroso verso i 22 atleti in campo che hanno quindi tutte le attenuanti del caso, per cui si segnalano solamente un paio di mischie sia in area trentina che in area rossoalabardata, con il sempre attento Del Mestre ad utilizzare i pugni per respingere un paio di traversoni insidiosi (pensare alla presa in queste condizioni è molto pericoloso) ed alcune situazioni di palla inattiva per entrambe le squadre. Al 75’ si infortuna anche Wagner (problema muscolare); entra quindi Cadorin che si posiziona nella parte destra del centrocampo con conseguente accentramento di Burato a ricoprire la posizione del compagno appena uscito, ma il centrocampo triestino regge comunque molto bene anche grazie al solito instancabile Zetto che riesce a coprire ogni varco possibile per gli avversari. A pochi minuti dalla fine, la Triestina trova anche il raddoppio: cross dalla sinistra, assist del neo entrato Monti per Godeas che di petto insacca alle spalle del portiere Bonomi, ma inspiegabilmente l’arbitro Sig. Zingrillo di Seregno annulla. Non si capisce la motivazione di questo annullamento e non la capisce nemmeno il guardalinee che non segnala alcuna irregolarità; una decisione giustamente contestata dai giocatori e tecnici alabardati che infatti contribuisce a mantenere viva ed in bilico la gara sino all’ultimo secondo di gara, con tutta la Fersina riversata in area rossoalabardata per cercare di sfruttare l’ultimo calcio di punizione a suo favore proprio a ridosso dell’area di rigore, ma senza esito. Arriva quindi l’atteso triplice fischio che decreta la vittoria della squadra di casa e che condanna quasi definitivamente la volonterosa, ma di bassi valori tecnici, squadra trentina.
La Triestina anche in questa gara ha dimostrato di avere molto cuore e tanta grinta, componenti molto importanti che sono da aggiungersi ad aspetti tecnico tattici che hanno ancora margini di miglioramento, anche in virtù dei giocatori ultimi arrivati che sembrano tutti all’altezza della situazione.
Fabio Maranzana
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