
Triestina-Giorgione, l'analisi di Fabio Maranzana
Più sbadigli che lampi…. Con questa frase si può tranquillamente riassumere una gara priva di grossi contenuti
sia sotto il profilo tecnico che spettacolare. Che il pareggio andasse bene ad entrambe le squadre lo si è visto in moltissime situazioni tattiche durante tutto l’andamento dell’incontro e se a questo uniamo anche il periodo di fine campionato, il clima festivo e, non da ultimo, la situazione societaria assolutamente ingarbugliata della Triestina, non ci si poteva attendere sicuramente una partita agonisticamente accesa e giocata all’arma bianca.
La Triestina è scesa quindi in campo con il modulo che ha visto una linea difensiva composta dai consueti 4 giocatori, 2 centrocampisti centrali davanti alla difesa e 3 “trequartisti” a sostenere l’unica punta centrale Godeas (4-2-3-1); il Giorgione invece si è disposto sul terreno di gioco con un classico 4-4-2 molto coperto nella linea difensiva e decisamente ordinato a centrocampo. Le due squadre si sono affrontate su ritmi estremamente bassi e molteplici sono stati gli errori soprattutto in fase di impostazione; per lunghi tratti infatti, la palla a terra non si è vista proprio e di conseguenza è stato impossibile vedere sul campo delle situazioni tattiche importanti; sovrapposizioni, aperture, ripartenze, verticalizzazioni palla a terra non si sono viste nell’arco dei 90 minuti di gioco e questo ha reso la gara “piatta”.
La differenza fra le due squadre la si è vista maggiormente nella fase di “non possesso”, ovvero la fase difensiva, con gli avversari decisamente più pronti ed attenti nei raddoppi di marcatura e più propensi alla pressione sul portatore di palla ed al pressing. La squadra rossoalabardata invece ha mantenuto un comportamento meno aggressivo dell’avversario e si è limitata a controllare e coprire gli spazi; un atteggiamento questo, reso possibile grazie soprattutto ai ritmi di gioco veramente molto bassi e ad una quasi assenza di imprevedibilità nel gioco ospite.
Le differenze fra le due frazioni di gioco sono state in pratica solamente le reti siglate dall’una e dall’altra compagine, entrambe nel secondo tempo ed a pochi minuti l’una dall’altra e che sono state in pratica le uniche emozioni della gara stessa, fatta eccezione per una situazione a favore della squadra di casa in mischia a 15 minuti dalla fine e qualche conclusione sporadica finita sulla rete di recinzione.
Risultato indubbiamente che ha quindi rispecchiato l’andamento della gara; ora per la Triestina la partita più importante si svolgerà a livello societario e dirigenziale, con conti da far quadrare ed obiettivi credibili da fissare per il futuro. Bisogna dare grosso merito alla squadra ed allo staff tecnico (attuale e passato) di aver risposto sempre in modo professionale sul campo alle troppe incertezze societarie con giocatori che hanno spesso giocato per la maglia ai quali non si sarebbe potuto chiedere di più vista la situazione. La squadra la sua partita l’ha vinta…ora i tifosi alabardati si attendono la “partita” della Società che al momento sembra la più insidiosa; importante sarà iniziare a programmare il futuro per tempo, al fine di evitare le problematiche che ormai da troppe stagioni regnano sovrane a Trieste.
Colgo l’occasione per porgere i migliori AUGURI di BUONA PASQUA….
Fabio Maranzana




